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sabato 29 settembre 2012
Don Cairo: "Gioia per San Nilo, ma Telefree è il diavolo"
Il bilancio del parroco dopo Niloland: "Già penso alla festa del 2013". E alle critiche in città risponde: "Non mi cambierete".
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don cairo
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Gaeta: Gioia per la riuscita dei festeggiamenti niliani ma amarezza e insofferenza alle critiche ricevute. Questi i messaggi che don Antonio Cairo affida alla sua pagina Facebook. Mentre si prepara ad affrontare nuove avventure e responsabilità, a cominciare dalla presa di possesso della parrocchia di San Paolo il prossimo mese.
"Sono prontissimo per affrontare le nuove esperienze che il Signore metterà sulla mia strada. Un anno pastorale mi attende carico di impegni e di esperienze ecclesiali" scrive il parroco. E la festa di san Nilo? "Ho abbozzato il programma per il 2013 in quanto mi è venuta qualche idea in questi giorni. Sarà una festa più grande e più bella di quest'anno con tante novità. San Nilo prima che venissi a Gaeta non lo conoscevo se non nel nome; ora lo conosco meglio e mi stimola ad andare avanti con ferma decisione nel cammino che ho intrapreso. Non so perchè ma le critiche negative delle persone rivolte alla mia persona mi hanno caricato di più. Sarò fatto male? Purtroppo sono fatto così e mi sforzo sempre di più di essere me stesso perchè il Signore mi ama così come sono".

Don Cairo respinge al mittente le accuse di aver organizzato festeggiamenti eccessivi e dispendiosi, inopportuni in questo periodo di crisi. Anzi rivendica che "la festa patronale è la festa dei poveri, di coloro che non possono permettersi il lusso di uscire fuori città e godersi magari uno spettacolo o una manifestazione di qualsiasi genere ricreativo". Ringrazia gli sponsor ma smentisce la cifre che sono girate sul budget della festa: "Anche quest'anno con pochi soldi abbiamo realizzato grandi cose per l'animazione della città".

L'anatema di don Cairo è tutto per la stampa, i siti internet, i social network che hanno parlato e criticato la sua Niloland. Guai a parlarne male. Ce n'è per tutti. Da Latina Oggi ("un giornale di livello basso, mi auguro che la redazione centrale prenda provvedimenti, perchè tanti mi dicono che hanno rinunciato già da tempo a leggerlo") a Facebook ("ho dovuto cancellare molti amici che mi accusano e mi giudicano").

Fino alla scomunica per noi di Telefree, un vero e proprio incitamento all'odio e all'intolleranza, che stupisce sentire uscire dalla bocca di un uomo di Chiesa: "Come si può leggere quanto scrive telefree nelle sue news? Disorienta, mette zizzania, da una lettura irreale delle vicende, è diabolico. Girano e rigirano le notizie confondendo la mente e la coscienza dei lettori. Credo che sia il caso chiuda i battenti, perchè di questo passo sarà lo sfogo di chi non è in pace con la vita e, di conseguenza, va creando solo problemi agli altri".

postato da: mn  

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