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martedì 18 settembre 2012
Sesso, è allarme per i teenager: più della metà lo cerca e 'fa' online
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Sesso, è allarme per i teenager: più della metà lo cerca e 'fa' online
Sesso, è allarme per i teenager: più della metà lo cerca e 'fa' online
Internet: E' Internet la 'palestra sessuale' dei nativi digitali. Più della metà degli adolescenti italiani si affolla in Rete non solo per soddisfare le prime curiosità intime, ma anche per allenarsi a sedurre mostrandosi senza veli o in pose ammiccanti. A lanciare l'allarme sul boom del 'sexting' e della caccia ai siti hard sono i pediatri della Simpef (Sindacato medici pediatri di famiglia), in vista del loro secondo Congresso nazionale in programma il 21 e il 22 settembre a Baveno, in provincia di Verbania.
"Il 74% degli adolescenti maschi e il 37% delle femmine ricorre al web per fare sesso, vedere sesso, sapere tutto sul sesso o cercare un partner", avverte il sessuologo Maurizio Bini, direttore del Centro riproduzione e del Centro dell'Osservatorio nazionale sull'identità di genere (Onig) dell'ospedale Niguarda di Milano. Fra ragazzi e ragazze, dunque, si parla di più di un teenager su due. "Un dato che colpisce e che molto spesso i genitori sottovalutano".

Anche sul rapporto tra i nuovi adolescenti e il sesso si confronteranno venerdì e sabato i pediatri di famiglia. Un tema quanto mai attuale, sottolinea Bini, perché "l'anticipo dei tempi di maturazione fisica e il ritardo di acquisizione del senso di autonomia e responsabilità hanno prolungato la fascia temporale dell'adolescenza. Se fino a poco tempo fa si stimava nel 60% la percentuale di giovani che praticavano la prima sessualità di coppia in età adolescenziale, questo valore ha subito significativi incrementi. Inoltre - aggiunge il sessuologo - la rivoluzione informatica ha complicato le cose perché ha consentito nuovi percorsi, spesso incomprensibili per le generazioni precedenti, per la soddisfazione sessuale individuale".

E così, notano i pediatri, "emergono prepotentemente fenomeni come il sexting, un neologismo che indica l'invio di immagini sessualmente esplicite o di testi inerenti al sesso attraverso i mezzi informatici". Si tratta di "una pratica che segue un suo rituale ben preciso: il fotografarsi nudi o in pose provocanti, il farlo ovviamente di nascosto dai genitori, l'inviare le immagini per mms o e-mail", spiega Bini. "Secondo una recente indagine, il 20% degli adolescenti ha inviato queste immagini e il 40% le ha ricevute. Il che significa che non esiste solo il sexting attivo, ma anche quello passivo, non voluto, ma ugualmente rischioso per lo sviluppo dell'identità sessuale del giovane. Inoltre, il 25% degli adolescenti che pratica sexting invia le proprie immagini non solo al partner o all'amico o amica in cui ripone piena fiducia, ma a più persone". Esponendosi così a seri pericoli, senza difese nella piazza virtuale.

Un altro fenomeno in crescita tra i giovanissimi è la ricerca di materiale sessualmente esplicito sul web. "Esistono circa 2 miliardi di siti pornografici", osserva Bini. "Una possibilità di scelta infinita di immagini, che può provocare nel giovane evidenti ripercussioni sulla sessualità e in particolare sul rapporto di fedeltà al partner. Infatti, proprio per quest'ampia disponibilità, diversamente da quanto avveniva ai nostri tempi - analizza il sessuologo milanese - si crea un rapporto con le immagini e l'immaginazione instabile: non si è fedeli al partner 'fantasma', lo si sarà probabilmente meno anche con il partner reale".

"Quanti genitori hanno una seppur minima idea di tutto ciò?", chiede Rinaldo Missaglia, presidente Simpef. "Quanti possono avere bisogno di un professionista competente, preparato, capace di assisterli, anche da un punto di vista medico, ad affrontare questa fase della vita dei propri figli? Come tutto questo incide sul nostro ruolo? Sono quesiti a cui una pediatria di famiglia moderna deve prepararsi a rispondere ed è la ragione per cui abbiamo dedicato al tema un ruolo di primo piano nel nostro congresso".

"La sessualità nell'adolescente, la comparsa del diabete di tipo 2 nei giovani, il rischio cardiovascolare in età pediatrica, il disturbo mentale in età evolutiva saranno i temi clinici che affronteremo a Baveno", elenca Claudio Frattini, responsabile del Dipartimento formazione permanente Simpef. Fra gli argomenti di politica sanitaria, ci saranno invece "la nascita di un Prontuario di farmaci essenziali in pediatria, le prestazioni di particolare impegno professionale, il nuovo Piano vaccinale nazionale, la farmacovigilanza in pediatria".
fonte: AdnKronos   postato da: SteveRogers  

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