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giovedì 19 aprile 2012
Comunione negata ad un bimbo disabile: E' tutto una BUFALA
C'era un accordo tra la curia e la famiglia
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CORPO DI CRISTO
CORPO DI CRISTO
Spazio Aperto: Ultimamente le bufale anticlericali si stanno concentrando sulle ostie consacrate.
"In PRINCIPIO" fu l'affaraccio delle particole allucinogene a scuotere i media. Tutto accadde nel mese di febbraio, quando un buontempone si divertì a diffondere la notizia da una semplice paginetta di facebook che, manco a dirlo, in men che non si dica, salì alla ribaltà nazionale grazie anche ai grandi e autorevoli quotidiani nazionali che ovviamente trascurarono di citare la fonte!
Pochi mesi dopo, ci risiamo, ecco un'altra bufala: un parroco di Ferrara avrebbe umiliato un bimbo disabile davanti a tutta la chiesa e ai suoi amici rifiutando sadicamente di accettarlo alla prima comunione perché «stupido e incapace di capire».
Così l'hanno condita i media, gareggiando tra loro nel proclamare citazioni evangeliche sull'amore di Gesù verso i bambini e colorando di nero l'orco cattivo. Anche i peggiori anticlericali, si sono improvvisati per l'occasione ferventi devoti dell'Eucarestia oltre che sostenitori del diritto di tutti a ricevere i sacramenti, gli stessi che sparano a zero in ogni modo e tempo sulla chiesa, il papa, i preti e che magari davanti ad un feto affetto da Sindrome di Down non disdegnano di consigliare di sopprimerlo con l'aborto (ovviamente è per il suo bene, oppure, per il diritto di autodeterminazione della donna, dicono). Intanto l'arcidiocesi di Ferrara-Comacchio veniva diffamata di "oscurantismo", via via fino ad arrivare al Papa. Si, lui c'entra sempre. E' il responsabile di tutti i mali!!!

Con il passare dei giorni si fa luce sulla questione.

"L'Avvenire" in contatto con la diocesi pubblica altri particolari sulla vera realtà dei fatti: "era stato tutto concordato tra la Curia e la famiglia, grazie agli incontri nel palazzo vescovile". Non c'è stato nessuno rifiuto ma un cammino diverso, per permettere al ragazzo di accedere al sacramento nei tempi a lui più opportuni. Come avviene anche a scuola, ad esempio. A fine febbraio infatti i genitori del disabile si sono presentati dal parroco di Porto Garibaldi per chiedere il sacramento per il loro bambino. Il sacerdote accetta volentieri e coinvolge i catechisti, contatta le insegnanti di sostegno del bambino e si informa per una preparazione apposita. Anche la Curia segue con attenzione il caso e ai genitori viene chiesto di portare il figlio negli ambienti parrocchiali, per farlo sentire parte della comunità. Il vescovo mons. Paolo Rabitti spiega che però i genitori lo hanno portato solo un paio di volte. All'inizio di aprile c'è l'incontro in Curia, il sacerdote offre al ragazzo un'ostia non consacrata che lui respinge bruscamente, sputandola. Si trova una soluzione assieme ai genitori: alla Messa della Prima Comunione il bambino sarà nelle panche insieme con i coetanei ma non riceverà la particola consacrata, ma una carezza del parroco e la benedizione. I tempi sono infatti non ancora maturi e si attende che il percorso possa proseguire e compiersi.
Come concordato, il giovedì Santo il bambino è in mezzo ai compagni, c'è la madre vicino. Arriva la carezza e la benedizione del parroco. Però dopo qualche giorno il tutto diventa un caso mediatico con tanto di presunto esposto alla Corte europea dei diritti dell'uomo «per violazione della libertà religiosa» (poi rivelatosi una sciocca burla). La madre nega anche di aver dato mandato a un legale. L'arcidiocesi non si occupa del furore laicista, e continua a tendere la mano: nel rispetto della natura del Sacramento, il bambino continuerà ad essere accompagnato.

Ma c'è una burla nella burla:
Un'agenzia nazionale riportava la notizia di due legali assoldati dalla famiglia del piccolo dai nomi - almeno il secondo - alquanto strambi: Antonio Ricci e Antigico Zannaco, del foro di Parma, annunciavano di voler ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo per "per violazione della libertà religiosa". Al ricorso si sarebbe aggiunto un esposto al Vaticano "per segnalare il grave ed inspiegabile comportamento della Curia locale".
La bufala argomentava anche di diritto ecclesiastico, sostenendo che "l'ordinamento giuridico canonico non fa alcun riferimento né all'età né alla capacità di intendere e volere del soggetto che si appresta a ricevere il sacramento dell'Eucarestia" e sottolineando che "il minore in questione pur se affetto da grave disabilità motoria non è comunque giuridicamente totalmente incapace di comprendere il significato dell'istituto sacramentale".
Tutto sensato, sensatissimo, fatta eccezione per quei nomi. Nomi che non compaiono assolutamente nell'albo degli avvocati di Parma. E quindi? A un più rigoroso esame si scopre che Antigico Zannaco altro non è che l'anagramma di Giacinto Canzona, l'avvocato divenuto famoso per le bufale mediatiche, prima su tutte quella della donna incinta che aveva perso il bambino dopo il naufragio della Costa Concordia. Svelato l'arcano ecco che anche "Antonio Ricci" diventa facilmente associabile al nome dell'ideatore di "Striscia la notizia".
Non si sa ancora chi sia l'autore della bravata mediatica che potrebbe aver semplicemente sfruttato la notorietà di Canzona per emularne le "gesta".

Fonti:
http://www.estense.com
Il resto del Carlino
Avvenire

postato da: Nuccio  

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