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lunedì 09 agosto 2010
La mazzetta per continuare a sopravvivere da «invisibile»
Un marocchino accoltellato e rapinato. Gli avevano chiesto seimila euro per il permesso di soggiorno
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Latina: Che fine farà quest'uomo? Sarà espulso? Chiuso in un Cie? O dovrà continuare a sopravvivere, a nascondersi, ad avere paura?

da Latina Oggi - 08/08/2010

Gli hanno restituito i soldi. E ha ringraziato i carabinieri. Erano i suoi risparmi. Quasi tutte banconote di piccolo taglio: da dieci e da cinque euro, qualcuna invece da venti. Ha riavuto il suo marsupio, un paio di ciabatte grigie e il cellulare. Tutto quello che aveva. La sua vita. O quasi. Nessuno forse potrà mai restituirgli qualcosa che gli hanno portato via per sempre: la fiducia e una speranza sensata.
El Ammary Mohammed, è nato in Marocco 39 anni fa, sul collo ha ancora i segni di una coltellata, sembrano i segni di un collare, di quelli che si usano per tenere a bada gli animali. Un fendente di striscio poteva cambiargli la vita. Per sempre. Potrebbe essere un uomo invisibile, uno dei migliaia di magrebini che vivono nell'Agro Pontino: chi in campagna, chi verso il mare. Si arrangiano, vivono alla giornata. La trappola è scattata, «A scopo di rapina», hanno sottolineato i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, che hanno raccolto la sua denuncia indagando su una storia inquietante. Un permesso di soggiorno promesso in cambio di una mazzetta, seimila euro cash. Sembra la solita storia. Sembra. Appunto. Il tam tam tra stranieri. «Conosco un mio amico che ti può aiutare, non ti preoccupare vedrai...». Servono i soldi da racimolare ma poi inizia un incubo. Così all'improvviso. E anche qui, ancora una volta c'è in gioco la sopravvivenza di un uomo che sbarca il lunario. Ogni giorno, su e giù per il litorale di Sabaudia, avanti e indietro a lavorare. El Ammary voleva mettersi in regola e stare tranquillo con il permesso di soggiorno.
Ecco come è iniziata la sua disavventura che tiene acceso un terrore sempre vivo negli occhi. La storia parte l'anno scorso. E' piena estate quando l'uomo capisce che per regolarizzare la sua posizione in Italia si deve affrettare e soprattutto muoversi diversamente. «Un mio amico di origine marocchina mi dice che c'è un tizio che con le sue conoscenze è in grado di farmi avere il permesso di soggiorno - racconta - pagando seimila euro». Un copione già visto che in passato anche a Latina ha portato ad indagini, ad arresti e a scoperchiare un mondo inesplorato.
Per El Ammary è una occasione da non perdere, seimila euro sono tanti, tantissimi ma lui si butta a capofitto sul lavoro. Consegna all'uomo di Latina una prima rata da 1200 euro, tutto in contanti, la mazzetta - riferisce sempre lui nella denuncia - è accompagnata alle fotocopie dei documenti i identità, compreso il passaporto. Inizia in questo modo la procedura per il rilascio del permesso di
soggiorno. La prima tranche è consistente, ed è anche un segnale per chi deve portare a termine il lavoro, lui è uno serio che rispetta i patti e soprattutto paga. «Mi sono accordato con il mio amico marocchino per pagare il resto in rate da 2 o 300 euro, a seconda della disponibilità».
C'è il resto però da saldare, ad aprile in un bar a Sabaudia avviene la seconda consegna; durante quell'appuntamento oltre ai due marocchini c'è anche l'italiano che si chiama Vito ed è l'occasione anche per stabilire la cifra pattuita. «Un connazionale mi ha detto che si poteva fare poi è iniziato
un vero incubo eppure ho pagato regolarmente - ricorda El Ammary - l'accordo e i due hanno iniziato chiamarmi anche con una certa frequenza di due o tre volte alla settimana per darmi notizie sull'andamento della pratica relativa al rilascio del permesso di soggiorno». La storia va avanti fino a quando l'italiano insieme ad un altro uomo vanno da El Ammary per consegnare un foglio. «Ti devi presentare il 28 luglio in Prefettura a Latina». I due danno un appuntamento al marocchino a Sabaudia, lo vanno a prendere. «Prima però dobbiamo andare a casa mia così vedi dove si trova e il 28 vieni qui e andiamo insieme», dicono. In tre salgono in macchina. Lui non sospetta nulla, lungo la strada, all'ultima curva succede qualcosa. «Siamo quasi arrivati, ma c'è un problema alla macchina».
La sequenza è fulminea: freno a mano tirato, Vito scende. «Si è alzata troppo la temperatura dell'acqua, controlla il tappo», mormora a El Ammary che controlla e sente poi le mani al collo. «Mi hanno tirato la testa indietro dalla fronte. Mi hanno bloccato in due strappandomi il marsupio dove c'erano i soldi e il cellulare». Mohammed riesce a divincolarsi, scappa, corre con tutto il fiato che ha in corpo, si sbraccia davanti alle prime persone che incontra. E' turbato, ha sangue
sulla maglietta. «Mi hanno dato degli stracci per tamponarmi la ferita». Poi l'ambulanza, la corsa in
ospedale. «Non so perché è successo, avevo pagato tutto ». Il resto è e una diagnosi spietata: «Codice rosso soggetto in condizioni di emergenza con compromissione delle funzioni vitali», refertano i medici. El Ammary ora sta meglio. Ma la paura negli occhi quella non se ne andrà via e aspetta sempre un permesso di soggiorno.
A.B.
fonte: Latina Oggi   postato da: Fontaine  

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