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martedì 08 luglio 2008
Cos'è l'Occhio di Santa Lucia
Gli occhi di Santa Lucia si trovano in riva al mare
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Santa Lucia da Siracusa
Santa Lucia da Siracusa
Webzine: La leggenda di Santa Lucia - Il 13 Dicembre era ed è ancora oggi una ricorrenza molto attesa dai bambini, che aspettano ansiosi i doni della santa.
Anni fa la festa era preparata in modo molto suggestivo: per tre sere consecutive i bambini andavano a pregare la santa nella chiesetta di San Sebastiano, in via Romani, aperta proprio in quell'occasione, dove c'era una statua della santa con in mano un piattino sul quale erano posti i suoi occhi.
Occhio di Santa Lucia
Occhio di Santa Lucia
Infatti Santa Lucia, originaria di Siracusa e vissuta tra 283-304 è ricordata per il martirio sotto Diocleziano. Secondo la tradizione fu accecata e proprio per questo è considerata e festeggiata come la santa della luce.
Avviciniamoci (si fa per dire) ai nostri giorni: fin dove arriva Santa Lucia a portare i doni?
A nessuno sfugge che l'area, per cosi dire, di sua competenza corrisponde, per quanto riguarda l'Italia, suppergiù, all'antico territorio della Repubblica di Venezia; proprio in questa città riposano ora le spoglie di Lucia, portatevi durante la quarta crociata (quella che non giunse mai a destinazione) dal doge Enrico Dandolo, che le aveva trafugate da Costantinopoli.
A Venezia, ben presto il culto della santa si diffuse a tal punto che essa divenne, di fatto, patrona, assieme a San Marco, della città e, quando, a causa del declino dei commerci, la Serenissima rivolse i suoi appetiti alla terraferma, il culto si estese a tutto l'entroterra veneto, arrivando fino all'Adda, confine dello "Stato da terra".
In una società permeata, anche nelle manifestazioni della vita civile, di un forte senso di sacralità, Santa Lucia pareva giunta apposta per raccogliere su di sé istanze ed esigenze secolari; in particolare, di quelle che si manifestavano attraverso riti, devozioni e tradizioni popolari; non ultima, naturalmente, quella dello scambio augurale dei doni, rivolta soprattutto ai più piccoli.
La notte dell'attesa sembra ai bambini, interminabile ed è famoso il proverbio: "la notte di S.Lucia è la più lunga che ci sia". Ancora oggi sono molti coloro che ricordano una graziosa filastrocca in dialetto cremonese:

Santa Lusìa,
la scarpa l'è mia,
la bursa l'è dal pupà:
Santa Lusìa la gnaràa.
La gnaràa com trì bumbòn,
caramèli e turòn.

Nella fantasia dei bambini, favorita dai racconti degli adulti, Santa Lucia arriva dal cielo, su un carretto pieno di doni, trainato da un asinello.
Perciò mettono sulle porte di case fieno e latte per l'asinello e biscotti per la santa.
Spesso nei giorni che precedono la ricorrenza qualcuno, per rendere più suggestiva l'attesa, passa nelle strade suonando un campanello.
I bambini, preoccupati, si nascondono perché, secondo la leggenda, non possono vedere la Santa, che potrebbe gettare nei loro occhi la cenere.

L'Astrea rugosa è chiamata anche trottola rugosa per la sua conchiglia grande a forma di trottola. Negli esemplari giovani la conchiglia presenta delle spine pronunciate. Ha una colorazione beige e il margine dell'asse è rosso-arancione. L'opercolo calcareo di questa specie è chiamato occhio di Santa Lucia ed è sempre stato ritenuto un portafortuna. Vive su fondali rocciosi, dove si nutre di alghe. L'animale secerne, oltre alla conchiglia che è la sua abitazione e la sua protezione, un opercolo calcareo ricoperto di uno strato corneo che utilizza come "porta di casa" quando si ritira completamente all'interno della conchiglia. E' proprio l'opercolo che ha reso famoso e quindi molto ricercato il nostro soggetto. L'occhio ha una colorazione intensa e molto bella che può variare dall'arancio, al rossiccio, al bruno; la forma è tondeggiante-ellittica, spiralata piatta e bianca nel lato unito all'animale, convessa e colorata quella esterna. Da sempre l'occhio di Santa Lucia ha trovato impiego in gioielleria e bigiotteria nella realizzazione di deliziosi ciondoli, orecchini, anelli, ecc.. Fino a qualche decennio fa veniva pescato casualmente dai pescatori nelle cui reti rimaneva impigliato. L'avvento dei respiratori autonomi ad aria compressa, e comunque l'aumento dei subacquei anche apneisti, ha permesso a molti di scendere nel suo ambiente naturale e ne ha permesso così una più facile cattura, nonostante una buona mimetizzazione esterna (con alghe ed altri organismi) della conchiglia. In molte zone ove il mollusco era comune, è divenuto adesso assai raro e di piccole dimensioni. Eppure esiste un modo, innocuo per soddisfare le richieste di mercato e la vanità femminile: il metodo è molto semplice, basta comprendere che anche "l'Astraea rugosa" è predata dai nemici naturali che si cibano del mollusco lasciando sul fondo la conchiglia e l'opercolo, di conseguenza è sufficente raccogliere l'opercolo vagante, alcune volte portato dalle onde fino a riva. Con questo metoto potrebbe capitare di trovare qualche opercolo rovinato dall'abrasione che si viene a creare con la sabbia (proporzionalmente al tempo trascorso dal decesso dell'animale), comunque molti opercoli quando è deteriorata la parte colorata, vengono montati mostrando la spirale bianca, con un effetto ancora gradevole.
Fonte - Wikipedia

di: Emiliano Ziroli

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