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martedì 04 dicembre 2018
Gaeta/ Restauro della Real Ferdinando? Ennesima occasione sprecata!
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Data evento: lunedì 27 mag 2002
Archivi di TF: Qualche giorno fa ho partecipato alla presentazione del nuovo museo allestito all'interno della polveriera Ferdinando, un edificio settecentesco appena ristrutturato nel cuore del Parco di Monte Orlando.
Naturalmente è stata festa grande!
Un evento in piena regola: rappresentanti di scuole ed associazioni culturali, autorità civili e militari, assessori ed ex assessori, sindaci, ex sindaci ed aspiranti sindaci, erano tutti lì per festeggiare l'apertura del nuovo museo-laboratorio.
Già, il museo! Inutile dire che del museo non c'era che un accenno, perché i lavori di allestimento sono ancora in alto mare! Qualche fotocopia dei progetti di "restauro" dell'Ufficio Tecnico, qualche ricostruzione virtuale del nuovo spazio museale, qualche esempio di scheda botanica e nient'altro! Il sospetto di una trovata elettorale è molto forte, ma la versione ufficiale è che si è voluto presentare al mondo scolastico una struttura non ancora ultimata, in modo che si possa tener conto di questa nuova realtà nella programmazione didattica del prossimo anno. In ogni caso il progetto mi è sembrato interessante: oltre ad un laboratorio e ad una biblioteca sono previsti microscopi collegati con postazioni telematiche e con un maxischermo per poter rielaborare le immagini, mandarle in rete e mostrarle al pubblico nel corso di lezioni o conferenze. Peccato, però, che fossero tutti impegnati a mettersi in mostra e a cantare le lodi di quanto realizzato, per rendersi conto che prima ancora dell'inaugurazione ufficiale (che presumo ci sarà tra qualche mese), la volta che copre l'unica, grande sala della Ferdinando già presenta evidenti problemi di umidità: dappertutto efflorescenze, muschio e distacchi di pittura. Uno spettacolo desolante!
Qualcuno si vantava del fatto che i lavori fossero durati un solo anno... (e si vede!) Altri, neanche si trattasse del ponte sullo Stretto di Messina, sostenevano con orgoglio che il pavimento di cristallo che consente di vedere ciò che resta dell'antica struttura della polveriera è il più grande mai montato nella nostra zona.
Purtroppo, però, non ho sentito nessun commento sull'insulso pavimento in finto cotto che incornicia i lastroni di cristallo, nessun commento su un portone d'ingresso più adatto ad un'elegante villa al mare che alla severità di un edificio militare, niente sull'umidità delle murature, niente sull'impermeabilizzazione delle coperture che, pur essendo ben visibili da molti luoghi del parco, sono state ricoperte da una guaina d'asfalto di colore grigio-argento in stridente contrasto con il paesaggio. Non ho sentito commenti sugli intonaci rifatti per intero e sull'uso indiscriminato del cemento documentato da alcune foto del cantiere; niente sulla vernice rosa pallido che già si scrosta dai muri quasi a dichiarare la sua estraneità, niente sulla semplicistica distribuzione degli spazi del museo, niente sulla scialba parete che funge da improbabile fondale per l'intero spazio museale, niente sul volume adibito a laboratorio, una "scatola nella scatola" che non si integra affatto con l'antica struttura della polveriera.
Nessun commento, tra un aperitivo e uno scambio di battute, su un'architettura che sembra pensata per restare sulla carta: un'architettura "di massima", quella che si insegna nelle nostre Università, senza amore per i dettagli, senza attenzione per i materiali e senza cura per le rifiniture...
Mentre Gaeta perdeva l'ennesimo appuntamento con l'Architettura ed il Restauro, quelli con la lettera maiuscola, si festeggiava allegramente la nascita di un museo ancora del tutto virtuale...



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Pubblicato su TeleFree.it il 27 maggio 2002
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