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venerdì 15 dicembre 2006
A Napoli l'apertura dell'evento culturale "Le usate leggiadrie"
Sulla figura del conte Diego Cavaniglia
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Napoli: Napoli - Ha preso ufficialmente il via l'evento culturale "Le usate leggiadrie. I cortei, le cerimonie, le feste e il costume nel Mediterraneo tra XV e XVI secolo", un Convegno Internazionale di Studi con importanti docenti degli atenei d'Italia e dei Paesi del Mediterraneo.
Nella mattinata di oggi (14 dicembre) i saluti istituzionali. Dalle parole degli intervenuti è emerso con forza come l'evento dedicato alla figura del conte Diego Cavaniglia, simbolo di un'epoca, rappresenti un'occasione utile per riflettere e confrontarsi, ma soprattutto per ribadire, ieri come oggi, quanto sia stato e sia ancora importante il legame tra costa e aree interne, in questo caso tra l'Irpinia ed il Mediterraneo, territori da sempre percorsi da scambi culturali e commerciali, così come testimoniato dalla storia.
E' quanto rimarcato da Gabriella Cundari, assessore regionale all'urbanistica che ha portato i saluti del presidente della giunta regionale, Antonio Bassolino. "Da questo convegno - ha spiegato - emergerà sicuramente un dato importante che riguarda Napoli, la Campania e tutto il Mezzogiorno: siamo abituati a fatti di sangue e ad una vita cruenta che ha sempre caratterizzato i nostri paesi. E un fatto di sangue ha determinato anche la morte di Diego Cavaniglia, il cui ritrovamento ha evitato che un altro personaggio si perdesse nel mare magnum dei personaggi che hanno fatto la nostra storia. Cavaniglia è la testimonianza di un tempo in cui fare rete era la regola basilare, pur compiendo viaggi difficili con grandi sacrifici. E' questo che portiamo nel nostro Dna e questo convegno ci aiuterà proprio a scoprire cosa nascondono le nostre radici. Non solo. In questo modo avviciniamo mondi che si erano slegati, l'Irpinia, e più precisamente Montella, e la costa, creando un ponte tra passato e presente".
L'importanza della storia coniugata con il messaggio di San Francesco d'Assisi, questo il concetto sottolineato da Fra Michele Alfano, Ministro Provinciale del Frati Minori Conventuali della Provincia Religiosa di Napoli: "Scoprire la storia dei nostri avi significa scoprire le nostre radici - ha dichiarato - Così come scoprire la storia del cavaliere Cavaniglia significa scoprire le radici della nostra vita sociale. Studiando il passato, ci proiettiamo verso il futuro, ripercorrendo quel connubio tra società civile e chiostro che ha sempre caratterizzato l'attività dei Francescani. La vita dei frati è fatta di convento ma anche di capacità di dare un contributo per l'evoluzione del pensiero delle città. Questo evento culturale serve ad interrogarsi sulla nostra storia, tenendo come punto di riferimento sempre San Francesco e il francescanesimo fatto di amore per Gesù Cristo e attenzione alla società e ai poveri".
Le suggestioni di corte riflesse nell'entroterra, questa è stato il senso della vita e dell'esperienza di Cavaniglia. E' quanto ha sostenuto Sabatino Santangelo, vicesindaco di Napoli.
"Le usate leggiadrie - ha commentato - è senza dubbio un'iniziativa di grande rilevanza e di grande valore, che approfondisce il suggestivo tema della vita di corte proiettata nell'entroterra. Una necessità di comprendere che è nata un anno fa, con il primo evento legato alla figura di Diego Cavaniglia. Nonostante le mie origini irpine non conoscevo fra Agnello Stoia, anima del convento di San Francesco a Folloni di Montella. Qui ho scoperto l'affascinante storia di Cavaniglia, che lascia una traccia nella corte napoletana e poi si allontana improvvisamente per concludere la propria esistenza in un piccolo comune dell'entroterra campano, Montella, appunto. Questo ci dà importanti indicazioni su come la vita di corte si proiettava nell'entroterra e quali suggestioni riusciva a restituire".
Proiettarsi verso il futuro, guardando alle proprie radici, con un'attenzione forte per le aree interne. E' quanto sostenuto da Nicola Di Iorio, presidente della comunità montana Terminio Cervialto - con sede a Montella, in provincia di Avellino, comune dove sono state ritrovate le spoglie del conte Cavaniglie.
"Approfondire la storia di un personaggio come Cavaniglia - ha commentato Di Iorio - non significa solo capire il modo di vivere dell'epoca, ma soprattutto significa fare una ricerca nella memoria del territorio e far venire alla luce quelle che sono le testimonianze delle ricchezze inestimabili delle nostre terre, che vedono in cima proprio i nostri grandi valori culturali. L'Irpinia spesso ha avuto una storia antinomica rispetto alle aree costiere e questo ha portato anche a problemi comunicativi tra aree interne e zone costiere. La valorizzazione di personaggi della valenza di Cavaniglia può portare alla costruzione di un ponte in grado di rafforzare i rapporti tra le due aree e far capire come il destino degli uni sia inevitabilmente legato a quello degli altri. E come non credere che la provvidenza non ci abbia messo la sua mano se questo importante progetto è stato affidato proprio ai francescani, capaci di ampliare gli orizzonti fino all'estremo. Ed ecco perché ringrazio la comunità francescana di Montella e padre Agnello Stoia, che ha dato vita a quello che oggi è l'epicentro di una realtà territoriale ampia, dove i giovani trovano un grande punto di riferimento. Ecco, credo che sia giunto il momento in cui è necessario voltare le spalle al mare e vedere cosa accade nelle aree interne, nella consapevolezza - venuta fuori anche durante il dibattito per il Piano Territoriale Regionale - che bisogna parlare di Campania, di una Campania unita, in cui le aree interne divengono centrali rispetto a proiezioni su altri perimetri geografici, come appunto il Mediterraneo"

postato da: dianacataldo  

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