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martedì 01 agosto 2006
Il Nano indifeso ed i Giganti cattivi
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Libano
Libano
Mondo: A volte mi sforzo per capire un po' di più circa gli avvenimenti di terre lontane da qui, non tanto e non solo in termini di distanza fisica.
Rabin
Rabin
Cana rievocava in me, fino a pochissimi giorni fa, soltanto sorriso e riverenza, nei confronti del più grande Uomo che mai sia vissuto su questo pianeta. Un Uomo che credeva nella grandezza dell'Uomo, diretta emanazione del Divino.
Oggi Cana rievoca in me, e penso non solo in me, anche immagini di innocenti uccisi e di massacri senza fine, in una spirale di odio e di violenza che non risparmia nessuno; ma, soprattutto, non risparmia i deboli e gli indifesi.
Il Libano, quella che negli Anni Settanta era conosciuta come la Svizzera del Medio Oriente, è l'emblema di questa morsa che schiaccia gli inermi. Un paese da allora trascinato giù, in un inferno senza fine, stretto nella morsa di vicini troppo ingombranti ed arroganti per poterne sopportare la presenza: Siria, Iran, Israele, Stati Uniti.
Il conflitto sta divampando e devastando il Medio Oriente, allargandosi a macchia d'olio. Si parla di tregua e di pace, ma intanto i grandi benpensanti della Terra cincischiano, facendo finta di decidere e perdendo volutamente tempo. A questo punto ho quasi la certezza che questa escalation risponda ad un piano preordinato, in cui ci si trincera dietro messaggi ideologici tanto veementi quanto privi di senso.
Israele ha il vanto di definirsi l'unica democrazia in quella porzione di mondo; Israele dimostrò, in tempi non lontanissimi, ma che oggi sembrano appartenere ad un'altra epoca, che la Pace laggiù è possibile. Lo dimostrò un suo Grande Uomo, Itzak Rabin, ucciso vigliaccamente da un estremista della destra sionista. Eh sì, perché il processo di pace dell'epoca ebbe un unico artefice, e fu Rabin. Il conferimento del Nobel alla pace all'ex terrorista Arafat, qualche tempo dopo, fu soltanto una mossa propagandistica; il carisma di Rabin era tale che egli riuscì a trascinare i suoi avversari ad un passo dalla realizzazione del sogno comune: la pace nel Medio Oriente e la convivenza di due popoli che avevano imparato solo ad odiarsi.
Ma, appunto, parlo di epoche fa...
Ma, allora, io mi chiedo, come mai la situazione, in poco più di dieci anni, è precipitata in questo modo? Perché una grande democrazia, come Israele ama definirsi, non è più capace di esprimere altro che uomini capaci solo di amplificare la violenza, e di rispondere in maniera così sproporzionata alle provocazioni di terroristi che vogliono proprio l'espansione del conflitto? Quali sono le reali intenzioni degli odierni uomini di Israele? Per questo paese esiste davvero solo l'Antico Testamento?...

postato da: Muaddib  

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