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sabato 26 novembre 2005
Donna nuda tra i pastori. Un presepe fa scandalo
Napoli, mostra in una chiesa. Statuine di guappi e rom e femminielli a spasso nei vicoli
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La statuetta della donna che si lava nel prersepe dei fratelli Scuotto. L'immagine ha destato scandalo negli amanti del presepe
La statuetta della donna che si lava nel prersepe dei fratelli Scuotto. L'immagine ha destato scandalo negli amanti del presepe
Napoli: Donne che si offrono nude allo sguardo dei passanti, femminielli a spasso nei vicoli, guappi armati, bimbi rom in cerca di elemosine: credete sia l’ennesima istantanea a tinte forti che ritrae la Napoli dei bassifondi? No, guardate meglio: quello che avete davanti è un presepe. Anzi, l’ultimo presepe scolpito dai maestri Scuotto, una delle famiglie più famose dell’artigianato artistico vesuviano.
È di scena la vita quotidiana che circonda la Natività, ma stavolta con i personaggi tradizionali compaiono figure che riflettono l’attuale disordine del mondo (e, dunque, anche di Napoli) senza cedere all’oleografia. Anche perché Salvatore, Raffaele, Emanuele e Anna Scuotto hanno fatto della qualità un marchio d’origine fin da quando, nel 1996, fondarono il loro laboratorio «La Scarabattola», dal nome dei contenitori di legno con una campana di vetro in cui sono racchiusi tanti presepi. Cinque anni fa, su incarico della Casa Reale di Spagna, furono questi artigiani a modellare 147 pastori per il presepe monumentale della Reggia di Madrid.
Volete sapere, allora, come gli sia saltato in testa d’infarcire la tradizione con erotismo e violenza? La risposta, anticipata ieri dal Corriere del Mezzogiorno , è semplice: la ribalta, stavolta, appartiene agli «assenti», quelli di solito prigionieri dell’ombra e senza diritto d’asilo nella storia. Nulla a che fare con le statuette raffiguranti i famosi che, ormai da anni, invadono le bancarelle. E guai a sospettare che si tratti di un’abile sortita pubblicitaria alla vigilia della mostra a Napoli, dal 26 novembre all’8 dicembre nella chiesa di San Severo al Pendino, e tre giorni dopo a Roma nella basilica di San Giacomo in Augusta: gli artigiani rispediscono al mittente ogni insinuazione.
«È più scandaloso vedere una Lecciso tra i pastori che un nudo femminile - dice Salvatore Scuotto -. Queste scene appartengono alla realtà e quindi possono essere inserite nel presepe rispettando i canoni settecenteschi. Certo, la nostra opera verrà ospitata in due chiese e, probabilmente, solleverà discussioni. Ma volevamo lanciare una provocazione culturale: lo scandalo vero è nelle operazioni commerciali che mirano a piazzare sulla scena della Natività le statuette di Bin Laden e Bush, Berlusconi e Di Pietro, Al Bano e Loredana Lecciso». Chiamato in causa, Giuseppe Ferrigno (l’artista che ha ideato i «pastori vip») smorza la polemica: «Nei presepi del ’700 comparivano già nudi di donna e personaggi della cronaca. Si sta facendo tanto rumore per nulla».

di Enzo D'Errico/Corriere della Sera

di: TF Press

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