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lunedì 03 dicembre 2018
Il porto di Formia
Piccolo inserto di storia formiana
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Data evento: venerdì 14 ott 2005
il porto Capossele nel 1900
il porto Capossele nel 1900
Archivi di TF: Formia, (il cui nome stesso derivato dal greco "facile approdo") è sempre stata una città di mare che gode di venti molto favorevoli. I romani chiamavano il golfo "Sinus Formianus", particolarmente protetto dal promontorio di Gaeta con ormeggi naturali offerti dalle caratteristiche della costa.

Quando nel 1853 i Borboni acquistarono villa Capossele in località Vindicio (ora villa Rubino), come residenza estiva, fecero chiudere con delle scogliere un piccolo tratto di mare antistante la villa stessa, per proteggere la piccola insenature e per facilitare le escursioni a mare.
il nuovo porto nel 1930
il nuovo porto nel 1930
Su richiesta della marineria locale, Ferdinando II autorizzò alcuni armatori locali, dediti al commercio marittimo, al rimessaggio delle loro imbarcazioni in questo nuovo porto.

Il piccolo rifugio di circa 110 mt. per 70 si dimostrò immediatamente insufficiente per il fabbisogno del commercio cittadino, già fiorente in quell'epoca, sia per l'esiguo numero di velieri che il porticciolo poteva contenere sia per la scarsa profondità dello specchio acqueo.

Alla fine dell'800 Formia era una cittadina fiorente con già oltre 10.000 abitanti; era sede di Sottoprefettura ed aveva importanti stabilimenti industriali moderni, fabbriche di laterizi, pastifici e molte imprese commerciali, con un movimento annuo medio di circa 35/40.000 tonnellate di merci.
La sua posizione geografica e la vicinanza con le provincie del Lazio della Campania e degli Abruzzi, la collocavano come punto obbligato di scambi commerciali con queste tre vaste e ricche regioni.
Inoltre il Porto Capossele era ubicato ad una distanza di circa tre km. dal centro delle operazioni commerciali; per raggiungerlo bisognava percorrere una strada con forti pendenze e l'ultimo tratto, quando il mare era agitato, veniva inondato rendendo impossibile il transito.

Risultava evidente la necessità di dotare la Città di un porto più efficiente. Per queste ragioni l'Ufficio del Genio civile di Caserta (allora Formia era in provincia di Caserta) ritenne di non dare attuazione ad un progetto di ricostruzione del porto Capossele, ma limitarsi soltanto all'impianto di prese di ormeggio sulle scogliere e di progettare i lavori di costruzione di un nuovo porto verso il centro abitato, dove si compivano operazioni commerciali di notevole importanza senza alcuna comodità, su pontili a volte improvvisati, realizzando nella nuova area destinata un piazzale e un molo sporgente in mare, capace di assicurare l'attracco di imbarcazioni e bastimenti. Il 10 gennaio 1908 fu approvato il Piano Regolatore del Porto di Formia, che prevedeva la costruzione di un piazzale con muri di contenimento per uno sviluppo di circa 10 mt., un molo sporgente per una lunghezza di mt 80 e delle prese di ormeggio sulle scogliere.

Ci vollero altri 14 anni, prima che la ditta Barra, appaltatrice dei lavori, il 10 settembre 1922, con una solenne cerimonia affondò il primo blocco di pietra in località "Le saline", ubicata in zona centrale e in un punto in cui il mare crea una naturale insenatura, con un fondale roccioso privo di fango e sabbia. Il progetto esecutivo migliorò quanto era previsto nel Piano Regolatore, portando la scogliera da 80 a 120 mt, con una banchina di 5 m. ed altri 30 m. di scogliera privi di banchina. Si costruì, inoltre, una via di accesso a mare sul tracciato di una vecchia strada vicinale.

La costruzione del nuovo porto fu seguita con ansia e speranza dai marinai e dagli armatori locali, che vedevano diminuire notevolmente il traffico commerciale marittimo poiché nel frattempo era stato inaugurato il tronco ferroviario Roma - Formia sulla direttissima Roma - Napoli (16 luglio1922), e molte merci venivano trasportate su linea ferroviaria.

Nel 1927 il Genio Civile di Caserta decise la continuazione dei lavori di costruzione del porto, consistenti nel prolungamento di 30 metri del braccio esistente di altri 120 metri come braccio di chiusura raggiungendo finalmente fondali superiori ai 10 metri.

Anche l'industria della pesca ne trasse grande vantaggio; finalmente potevano essere utilizzate imbarcazioni di maggior stazza che attraccavano lungo il molo del nuovo porto rendendo agevoli le operazioni di carico e scarico.
A causa degli eventi bellici dell'ultimo conflitto mondiale il porto di Formia fu minato e distrutto e in seguito ricostruito nell'attuale forma.

Nella prima fotografia il porto Capossele agli inizi del '900, nella seconda il nuovo porto negli anni '30.


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Pubblicato su TeleFree.it il 14 ottobre 2005
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di: Renato Marchese

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