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Friday 18 December 2020
LA VICENDA DEI SARDI A ITRI DIVENTA OPERA SCENICA
Presentazione di "Ora è buio, chiedete (I Sardi a Itri)" domenica 20 ad Alghero con lo storico e scrittore Pino Pecchia tra i relatori.
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Itri: L'incontro delle realtà sarda e itrana torna ad arricchirsi di un'altra pregevole pagina di storia. Questa volta a rievocare le situazioni che hanno visto le due comunità a confronto è la presentazione dell'opera cantata in due atti: "ORA È BUIO, CHIEDETE", con l'apprezzabile contributo di un meraviglioso supporto musicale, che si terrà domenica 20 dicembre prossimo in quel di Alghero. Filo conduttore dell'evento che si preannuncia tanto atteso dagli storici e da quanti vogliono approfondire le vicende che portarono, nel lontano 1911, alla dipartita terrena violenta di tre lavoratori sardi impegnati a Itri nella costruzione della galleria ferroviaria che collegava le stazioni di Fondi, comune più a nord ovest rispetto al paese del leggendario Michele Pezza alias Fra' Diavolo, e quella di Itri, appunto. Le particolari condizioni di salute pubblica, che impongono regole rigide sull'impossibilità di riunirsi in locali teatrali o di altro genere, ha fatto optare gli organizzatori per la soluzione "streaming" della ripresa dell'analisi dei fatti e del successivo dibattito nel corso del quale interverrà, tra gli altri, per riportare le testimonianze storiche ricercate e reperite con meticolosa documentazione "sul continente", lo scrittore e ricercatore di Fondi, Giuseppe Pecchia, detto Pino, il quale si è tuffato per decenni nelle realtà itrana, comune presso il quale ha prestato il suo servizio quale dipendente del locale comune. Ma ecco, nell'integrità del testo, il comunicato stampa relativo all'evento.

"Laborintus presenta "Ora è buio, chiedete (Sardi a Itri)". La grande tradizione del teatro musicale ritorna in un'opera contemporanea. Il progetto sarà presentato domenica 20 dicembre alle 21 al Teatro Civico di Alghero. Interverranno all'incontro Gianni Marras, Emanuele Floris Gabriele Verdinelli, Daniele Sanna, Pino Pecchia. Sul palco Angela Carta, Marta Raviglia, Simone Sassu, coro di Uri, diretto da Marco Lambroni. Coro dell'Associazione Polifonica Santa Cecilia di Sassari diretto da Matteo Taras. Un progetto artistico ispirato alla grande tradizione del teatro musicale, pensato, per riportare in luce un sanguinoso fatto di cronaca ormai quasi dimenticato: l'eccidio dei sardi a Itri, accaduto oltre un secolo, fa ma dai risvolti drammaticamente attuali. Questo il concept della nuova produzione dell'Associazione Laborintus "Ora è buio, chiedete (Sardi a Itri)"opera cantata in due parti nata da un'idea di Gianni Marras e realizzata su libretto di Emanuele Floris e musica di Gabriele Verdinelli. In attesa della riapertura dei teatri, Laborintus racconterà al pubblico la genesi dell'opera e le fasi di ricostruzione storica, di scrittura del libretto e delle musiche martedì 20 dicembre alle 21 con un evento-spettacolo in diretta streaming dal teatro civico di Alghero. All'incontro interverranno, come già anticipato, oltre a Marras, Floris e Verdinelli, anche altri ospiti tra cui lo scrittore Pino Pecchia, autore di due volumi sulla vicenda dei Sardi a Itri e lo storico Daniele Sanna. L'incontro presentato dalla giornalista Monica De Murtas sarà visibile sulla pagina facebook.com/unconcettounidea e in podcast sul canale you tube Laborintus. Nel corso della serata si potranno gustare in anteprima alcuni passaggi musicali dell'opera cantata eseguiti da: Angela Carta, Marta Raviglia, Simone Sassu. In streaming dal Civico anche il Coro di Uri diretto da Marco Lambroni e il coro dell'associazione Polifonica Santa Cecilia diretto da Matteo Taras. L'eccidio dei sardi a Itri: una storia dimenticata. Nel luglio 1911 un oscuro fatto di cronaca sconvolse una comunità sarda che si era stabilita a Itri, in provincia di Latina (all'epoca nel distretto amministrativo di Caserta). In quegli anni molti operai, per lo più provenienti dalle miniere isolane, erano impegnati nella costruzione della linea ferroviaria diretta Roma-Napoli. L'immigrazione, allora proprio come adesso, portò a fenomeni di intolleranza e tensione sociale che sfociarono in una strage compiuta dagli abitanti della cittadina laziale ai danni dei sardi, per cause che non furono mai del tutto accertate. Una successiva inchiesta parlò di tre morti e decine di feriti. L'eccidio di Itri fu ben presto dimenticato e seppellito dagli orrori della Grande Guerra e, subito dopo, dell'epidemia Spagnola che decimò la popolazione soprattutto nei luoghi narrati dai fatti. "Ora è buio, chiedete" nasce con l'idea di ricostruire questa vicenda dai risvolti sociali emblematici eppure mai entrata nella storia. Nel titolo riecheggia l'invito a conoscere la vicenda che Antoni lancia nel finale al mondo. Il progetto nasce dieci anni fa - dice Gianni Marras regista e responsabile dell'ufficio regia e direzione di scena del Teatro Comunale di Bologna - da una lettera che lessi nella rubrica di Michele Serra sul "Venerdì" di Repubblica: parlava della "strage di Itri" non sapevo niente di questa storia incredibile e pensai che fosse da approfondire, da far conoscere al pubblico, raccontare in uno spettacolo. Proposi subito l'idea a Gabriele Verdinelli che rimase anche lui affascinato dalla storia. Fu Michele Serra ad indirizzarci verso il più grande esperto della vicenda, Pino Pecchia, che andai a conoscere insieme a Marco Lambroni, anche lui di Laborintus". La drammatica esperienza del lockdown, legato alla pandemia ancora in corso, ha dato l'occasione creativa per il completamento della scrittura, anche per alcuni aspetti della narrazione scenica e per le particolari condizioni produttive attuali, indirizzando l'opera verso dimensioni e sviluppo adatti alla situazione. "La produzione - conclude Marras - potrebbe prevedere un elastico ventaglio di possibilità: dall'esecuzione in forma di concerto come cantata, anche con essenziali elementi scenici, fino alla completa messa in scena, realizzabile comunque con semplici elementi connotativi". Accanto al regista Gianni Marras hanno lavorato al progetto un gruppo di artisti sardi con esperienze in ambito nazionale e internazionale. A scrivere il libretto è stato il drammaturgo, regista e giornalista Emanuele Floris Autore delle musiche è Gabriele Verdinelli compositore e docente del Conservatorio Luigi Canepa di Sassari. "Scrivere un'opera al giorno d'oggi - dice Verdinelli - è qualcosa di utopico, fuori dal tempo. Non solo per una pandemia in corso che blocca le attività artistiche e chiude i teatri, ma anche per il doversi cimentare in un'impresa che richiede tempi, modalità e sforzi produttivi che ormai si riservano esclusivamente a un ristretto numero di titoli del grande melodramma del passato. Questo progetto nasce dall'idea di lavorare a un'opera di teatro musicale contemporaneo che possa contemplare una struttura legata alla cultura e alla storia della Sardegna, ma con aspetti proiettati verso un moderno linguaggio universale. L'organico strumentale è cameristico e sul palcoscenico sono quattro gli interpreti divisi simmetricamente tra sardi e itrani. Da una parte Maia (soprano) giovane figlia del sindaco di Itri (basso). Dall'altra Elia (tenore) giovane operaio sardo Antoni (baritono) di fatto protagonista dell'opera, mentore e compagno più maturo di Elia. Importante e particolare l'apporto dei cori: un coro sardo popolare maschile per la prima volta viene coinvolto in un lavoro del genere. "Ciò ovviamente ha comportato difficoltà - conclude Verdinelli - e la necessità di adattare la scrittura a una formazione non abituata a contesti simili; un coro misto invece impersonerà i cittadini di Itri. L'utilizzo di materiali della tradizione musicale della Sardegna non è mai attuato per fini puramente didascalici o coloristici, ma è centrale nella struttura e nello sviluppo dell'opera, basata sul principio delle caratteristiche nodas". Il risultato è un'agile opera-cantata divisa in due parti, per una durata totale di un'ora e un quarto, strutturalmente radicata nella tradizione colta europea ma con uno stile e colore sicuramente apprezzabili anche per il pubblico non specializzato".

postato da: Flaminio  

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