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Wednesday 01 July 2020
Da 25 anni pastore di anime e servus servorum dei
Testimonianze forti di affetto e stima da parte dei fedeli verso don Guerino Piccione, nel XXV della sua ordinazione sacerdotale
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Itri: "Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech". Non fu soltanto questa formula pronunciata dall'arcivescovo nel corso della sua ordinazione sacerdotale, avvenuta il 1° di luglio del 1995, a conferire a don Guerino Piccione il crisma della sua meravigliosa vocazione nel mettersi al servizio degli altri, soprattutto di coloro che avevano più bisogno di un sostegno morale e materiale, quanto la prosecuzione di una esistenza già vissuta, ancor prima dell'investitura sacerdotale, nell'affiancare i più deboli e gli emarginati nel quotidiano percorso terreno. Questo è don Guerino Piccione, attuale parroco di Itri, alla guida di due comunità parrocchiali, quella di San Michele Arcangelo, nella Itri alta e storica, e quella di Santa Maria Maggiore, nel cuore pulsante del paese che vede fluttuare il numero dei suoi abitanti dagli undicimila residenti invernali ai quasi sedicimila che vi prendono luogo nel culmine della stagione estiva, tutti disseminati in uno spazio territoriale comunale che conta ben 11,400 ettari di estensione, elemento, questo, che rende ancor più problematica l'azione di presenza e di vicinanza alla gente da parte dei sacerdoti operativi sul territorio. Proveniente dalla parrocchia di Santa Maria, in quel di Fondi, dove è nato e dove vive la sua famiglia, don Guerino ha saputo conquistarsi la stima e l'affetto dei suoi nuovi parrocchiani che trovano nelle tre chiese presenti nel comune il riferimento per la quotidiana assemblea orante. Ha fatto breccia soprattutto tra le persone più semplici e meglio disposte ad accogliere la Parola del Signore, attraverso l'azione operativa, don Guerino, il quale usa il suo coerente comportamento personale come predica dell'Evangelo, lasciando alle pur colte omelie, l'illustrazione dei contenuti dei Testi sacri e dei significati vari che accompagnano le varie scadenze dei momenti dell'adorazione a Dio, della venerazione alla Vergine e della devozione ai santi, di cui ha rispolverato il culto, insieme alla memoria. Sacerdote tanto moderno, vive questa sua apertura nuova della Chiesa con coerenza, senza inalberare le bandiere dei pronunciamenti che fanno notizia sugli organi di informazione protesi solo a cercare divisioni e momenti bui nell'operato dei ministri di Dio, con alcuni di loro -si sente dire in giro- più protesi alla ricerca e alla diffusione dell'autoincensamento e del culto della propria personalità che non al servizio effettivo del prossimo. Apprezzato dagli arcivescovi che si sono succeduti alla guida dell'ampia arcidiocesi di Gaeta, che abbraccia comuni di due province, è stato pure, tra i tanti incarichi rivestiti con umiltà e discreta compostezza, responsabile della forania di Fondi, Sperlonga e parrocchie comunali limitrofe. L'unico timore, da parte degli Itrani, è che le sue qualità e il meraviglioso spirito di generosità al servizio di tutti possano farlo decollare verso incarichi più impegnativi e sicuramente adeguati alle sue capacità e alla sua disponibilità. Ma, almeno per ora, nella gioiosa rievocazione dei suoi venticinque anni di sacerdozio, è unanime il coro festoso di quanti, a Itri e da tanti centri vicini e anche lontani, gli hanno fatto pervenire il beneaugurante saluto cristiano del "laetamini in Domino!"

postato da: Flaminio  

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