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sabato 14 dicembre 2019
Il Crocifisso nell'arte medioevale e rinascimentale
L'opera di don Luigi Mancini presentata sabato 14 a Fondi presso la sala del Castello Caetani
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Fondi: Sabato 14 dicembre, alle ore 18,30, a Fondi, nella sala del Castello Caetani, il salotto buono della città, viene presentato, dal Centro Culturale "Il Cortile dell'Aquinate", il libro "Il Crocifisso nell'arte medioevale e rinascimentale", scritto da don Luigi Mancini. Alla manifestazione interverranno il sindaco, dott. Salvatore De Meo, l'arcivescovo di Gaeta, mons. Luigi Vari, che ne ha curato la prefazione, la prof. ssa Ilaria Parisella, che ha corretto le bozze, e suor Florenza Alcamo o.p., presidente del Centro Culturale che ha promosso l'evento. "L'autore, cultore di storia e critico d'arte, noto per altre recenti opere, -si legge negli appunti che hanno accompagnato la comunicazione dell'evento e il suo programma- racconta gli ultimi giorni e le ultime ore della vita terrena di Cristo, con un corredo di immagini dei più illustri artisti del Medioevo e del Rinascimento. L'opera di trecentoventi pagine e di oltre 200 illustrazioni risulta un interessante "percorso iconografico" proposto alla fruizione del lettore. Si tratta di "pitture" custodite nei musei o riprodotte nelle pubblicazioni non facilmente accessibili. Il libro porta a conoscenza del pubblico il "Crocifisso", simbolo della Fede, e il patrimonio d'arte relativo alla passione e crocifissione, nella convinzione che l'arte ha avuto un ruolo pedagogico e continua ad avere un posto significativo nel pensiero, nell'economia, nella politica. Viene considerato il martire del Calvario che si è identificato con le vittime dell'ingiustizia e degli aguzzini, con i "crocifissi della vita", i "crocifissi senza croce". Il "caso Cristo" ha provocato gli uomini lungo i secoli. A distanza di millenni, ancora interpella ogni persona di buon senso. Gesù, il "giusto", fu condannato da un tribunale prevenuto, con una procedura illegale, dopo uno sbrigativo riferimento delle colpe inconsistenti. La sua crocifissione fu un "delitto di Stato" -prosegue ancora il comunicato- , forse non il primo, ma resta il più eclatante. La "croce" fu il suo "patibolo". E' ormai il "segno" del dolore straziante dell'umanità che piange per le persone "ingiustamente" imprigionate, violentate, torturate, uccise; è il "segno" delle vittime dei soprusi, delle guerre, delle calamità naturali. Il "Crocifisso", simbolo cristiano per eccellenza, fa parte dell'iconografia della Chiesa. E' anche il "simbolo della solitudine, della malvagità, della morte". Per i Cristiani, Gesù è il figlio di Dio. Per i non cristiani può essere l'immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo. Don Luigi, arciprete di Campodimele, già parroco della Cattedrale di Fondi ove è custodita una croce dipinta del XII secolo, dopo aver analizzato le croci dipinte con il "Christus patiens" e il "Christus triumphans" dell'area umbra e toscana, dopo aver illustrato i reperti artistici della scuola romana, alla luce degli ultimi studi, ripercorre la storia del "Crocifisso della Cattedrale", rara opera attribuibile all'area romana e carolingia e non campana. Come sacerdote, don Luigi si sente solidale con quanti soffrono negli ospedali e nella solitudine dell'età avanzata. A queste persone porge il Crocifisso che illumina e sostiene il dolore umano. L'opera, interessante per il contenuto artistico religioso, è pregevole per la veste grafica e la rilegatura cartonata. Risulta di viva attualità -conclude, con garbata polemica, il commento diramato- anche come risposta a un ministro della Repubblica che ha proposto di togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche".

postato da: Flaminio  

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