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martedì 01 ottobre 2019
Una vicenda dai risvolti kafkiani
Ecco quanto mi è accaduto ieri a Scauri.
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Michelagnolo
Michelagnolo
Minturno: Come sa chi ben mi conosce dormo pochissimo e, soprattuto in estate, sono solito uscire di casa già verso le quattro del mattino.
Ebbene ieri, alle sette in punto, ero già presso un noto bar del centro di Scauri, un locale noto "urbi et orbi" per la eccellente qualità del suo espresso e non solo.
Dopo aver fatto la solita colazione a base di caffè e cornetto ed aver acquistato un quotidiano nell'edicola adiacente, mi seggo ad un tavolo, fuori del locale, per fumare una sigaretta.
Sopraggiungono, nel frattempo, il comandante ed il vice comandate della loca le stazione dei carabinieri.
Mi dichiaro disponibile ad offrire loro un caffè ma il comandante mi fa notare che avendolo fatto io il giorno antecedente ora saranno loro ad offrirlo.
Ovviamente accetto di buon grado e, senza pormi alcun problema, entro nel bar lasciando però il mio borsello sul tavolino fuori del locale.
Dopo qualche minuto gli amici militi mi salutano ed io riprendo il mio posto al tavolo onde fumare l'ennesima sigaretta e dare uno sguardo ai quotidiani che ho ho appena comprato.
Verso le otto ed un quarto mi reco in quel di Minturno per risolvere un problema relativo ad una cartelle esattoriale che mi è stata recapitata, per posta, il sabato antecendente.
Dopo aver risolto brillantemente il problema incontro un amico al quale mi offro di offrire il solito caffè ma nel cercare il portafogli all'interno del borsello mi accorgo, con disappunto, che esso non è presente.
Ritorno di corsa a Scauri e, convinto di averlo dimenticato all'interno del bar, dell'edicola o del tabacchino chiedo ai titolari se per caso lo avessero trovato. La risposta è unanimemente negativa.
Mi appresto quindi a recarmi presso la locale stazione dei carabinieri per effettuare la denunciia di rito non dopo essermi recato nella locale filiale dell'Unicredit ove provvedo a bloccare il mio bancomat e dopo essermi accertato che, nel frattempo, non vi è stato alcun prelievo anomalo.
Ma ecco che mi arriva una telefonata da parte di un amico fraterno Attilio Fedele, operatore presso la società SOES, che mi annuncia che sua moglie, impiegata presso un locale commerciale poco distante, è in possesso del mio portafogli che le è stato consegnato da due signori che lo hanno ritrovato difronte da una nota pizzeria del luogo.
Ovviamente, contentissimo e stranito, mi reco a recuperare quanto di mia proprietà ma noto immediatamente che dal portafogli sono stati asportati 150 euro che avevo appena prelevato con il bancomat ed il bancomat stesso.
A questo punto, come da logica, mi reco a presentare regolare denuncia di furto e con la copia della stessa ritorno nella filiale Unicredit di Scauri e provvedo al bloccaggio definitivo del bancomat che mi era stato, evidentemente, sottratto.
Il fatto strano consiste nel fatto che il ladro, o sarebbe meglio dire borseggiatore, anzichè rubare il borsello aveva sottratto dallo stesso solo il portafogli, incurante anche della presenza nel bar di qualche decina di persone e dei due comandanti della locale stazione dei carabinieri.
Ovviamente, dopo la presentazione in banca di una copia della denuncia da me presentata presso la locale stazione dei carabinieri, tutto si è concluso nel migliore dei modi e dalla banca mi è stato consegnato anche un nuovo bancomat.
Ribadisco che risvolti kafkiani della vicenda consistono nl fatto che il ladro si sia impossessato solo del mio portafogli mentre per lui sarebbe stato ben più semplice appropriarsi di tutto il borsello.
Che dire?
Lascio a voi, miei 12 lettori, i commenti a questa kafkiana vicenda.

di: Michele Ciorra

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