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giovedì 26 settembre 2019
Area ex Avir, la versione di Salvatore Mola
L'intervento dell'ex assessore all'Urbanistica durante la giunta D'Amante negli anni Novanta. Scinicariello aveva parlato di "errore da riscattare".
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salvatore mola
salvatore mola
Gaeta: Intorno al recupero dell'ex Avir, in queste ultime settimane, sono tornate a circolare notizie prive di qualsiasi fondamento.
Ci riferiamo alla falsa notizia che alla fine degli anni novanta del Novecento l'allora amministrazione D'Amante, in particolare il suo assessore all'urbanistica Salvatore Mola, abbia preferito acquistare l'area dei Cappuccini anziché l'area ex Avir.
Tale bufala è stata messa in circolazione, paradossalmente da alcuni esponenti di quella stessa amministrazione, che peraltro non hanno mai proposto di acquistare o di espropriare l'area ex Avir.

Negli anni successivi, per bocca dell'ex sindaco Raimondi, strenuo sostenitore degli interessi della Gaim, si arrivò a sostenere addirittura un fantomatico diritto di prelazione non esercitato dal Comune. Da ultimo questa bufala dell'aver preferito i Cappuccini all'area ex Avir è stata ripresa dal consigliere comunale Scinicariello (evidentemente poco informato sui fatti).

Vediamo come sono andate le cose.
Innanzitutto, l'area dei Cappuccini venne acquistata per evitare che sulla stessa si realizzasse una speculazione edilizia e per realizzarvi un parco pubblico (di cui il consiglio comunale approvò il progetto, poi lasciato perire dall'amministrazione Magliozzi che vi insediò un'associazione di protezione civile) al servizio dei nuovi quartieri di Eucalipti, Cuostile e Calegna, privi di adeguati spazi pubblici (sarebbe il caso di riprendere il progetto).
Se il Comune avesse voluto (ne aveva la disponibilità finanziaria), avrebbe potuto acquisire anche l'area ex Avir. Ma nella maggioranza di centrosinistra si confrontavano due posizioni: i Verdi erano per l'esproprio e la realizzazione di servizi pubblici, i Ds per la realizzazione di interventi produttivi da parte del privato.
Si trovò il compromesso che portò all'adozione della delibera 37 del 26 giugno del 1997, la quale sinteticamente prevedeva la coesistenza di funzioni pubbliche (15 mila metri quadrati di verde pubblico attrezzato e di piazza pedonale e almeno 500 posti macchina interrati al servizio della spiaggia di Serapo) e private ( un albergo, una struttura convegnistica e un' attrazione ricreativo-ludica in grado di convogliare flussi turistici nella città). L'intervento non doveva superare i 52 mila mc.
Approvata la delibera, vennero presentati in tempi successivi due progetti, uno dall'Avir Serapo (Avir + Imi) e l'altro dalle società Nettuno e Cervet (che avevano firmato un preliminare d'acquisto con l'Avir.
Questi progetti superavano abbondantemente la cubatura stabilita dal consiglio comunale e non rispettavano le funzioni previste nella delibera 37; per questi motivi la maggioranza non li accettò.
Nel 2001 l'assessore all'urbanistica, propose al sindaco l'acquisizione o l'esproprio dell'area, constatato che non vi erano proposte da parte di privati conformi agli intenti dell'amministrazione comunale. Finalmente anche nei Ds qualcuno si convinceva di questa idea (l'allora capogruppo consiliare). Il sindaco rispose di attendere perché c'era un altro privato che si faceva avanti. Era la Gaim. Essa propose (agosto 2001) un progetto che non si discostava dai precedenti (90 mila mc) e che trovò interesse nell'amministrazione, dalla quale i Verdi e l'assessore all'urbanistica Mola erano usciti per dissenso non solo su questa vicenda ma più in generale sulla svolta moderata e continuista con il passato in materia urbanistica ( di cui è testimonianza, La'abbandono, a seguito di sentenza del tar, dei piani di zona per l'edilizia popolare a favore dei piani particolareggiati privati, incrementati dalla successiva giunta Magliozzi).

Dal 2001 i Verdi di Gaeta, poi confluiti nella Sinistra Arcobaleno e poi ancora in Sel, hanno sempre contrastato i diversi progetti Gaim (fino al 2008 ne furono presentati cinque, l'ultimo con una cubatura di 79 mila mc), chiedendo l'acquisizione o l'esproprio dell'area, che le giunte Magliozzi e Raimondi non hanno mai voluto fare.
Il 24 ottobre 2008, in un convegno presso il Club Nautico, la nostra parte politica propose nuovamente l'acquisizione pubblica dell'area e indicò alcune funzioni possibili:verde pubblico e piazza, parcheggio interrato, auditorium e sala convegni, ludoteca, centro anziani, centro di aggregazione giovanile, ostello della gioventù, piscina, palazzetto dello sport, museo del vetro.
Non fu ascoltata. La giunta Raimondi, anzi, revocò la delibera 37/97 e ne adottò una, la 99 del 2009, che, venendo incontro agli interessi della Gaim, ridusse gli spazi pubblici ( più che dimezzati) e portò la cubatura a 72 mila mc.
Nel 2011 la svolta. Il sequestro dell'area per il reato di lottizzazione abusiva. Passarono mesi (soltanto il 26 gennaio 2012) prima che la giunta Raimondi, più volte pressata dai comunicati stampa di Sel in tal senso (mentre il centrodestra restava in un silenzio assordante), facesse, a norma di legge, l'ordinanza di acquisizione al patrimonio pubblico. È veramente il caso di dire che Raimondi agì obtorto collo.
La delibera Raimondi nell'agosto 2012 venne revocata dalla giunta Mitrano che ritornò in qualche modo alla delibera del 1997 della giunta D'amante, in qualche parte ripresa in maniera quasi letterale (ad esempio dove dice:"valutazione dell'inserimento di funzioni finalizzate a favorire iniziative turistico-ricettive, quali un albergo, una struttura convegnistica e di attrazione ludico-ricreativa, al fine di convogliare flussi turistici destagionalizzati nella città").
Il resto è storia recente. L'amministrazione Mitrano, dopo la sentenza del consiglio di stato di agosto,ha sottoposto al consiglio comunale, che ha approvato all'unanimità, una delibera che prevede nell'area ex Avir molte delle funzioni proposte nel nostro convegno del 2008.

Sul progetto approvato è ancora presto per pronunciarsi in maniera definitiva, non essendo chiaro se la trasformazione sarà pubblica, con la gestione in concessione mediante bando pubblico delle funzioni, oppure privata, o ancora pubblico privata. Insomma, non è diradato il sospetto che alla fine il tutto si trasformi in affare per i soliti noti.
Alcune cose, preliminarmente, si possono dire:
L'auditorium deve essere più capiente se Gaeta vuole veramente essere competitiva nell'ambito del turismo convegnistico.
Il commerciale è eccessivo (tra reale e adattabile, è circa il 34% della volumetria, tra l'altro non è neanche specificata la tipologia), stante la grave crisi del settore.
E poi basta con le palme (non sono essenze del nostro ambiente): che senso ha piantare essenze estranee e poi proporre un angolo di macchia mediterranea?

Salvatore Mola

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La replica del consigliere Emiliano Scinicariello

Caro Professor Mola, mi vedo impropriamente citato e rispondo nel merito. Non ho mai dichiarato in Consiglio Comunale, tantomeno nel post successivo al Consiglio sull'area ex Avir, che l'Amministrazione di Centro Sinistra ha fatto la scelta dell'acquisto dei Cappuccini in luogo di quella dell'AVIR. Se lei afferma questo, mi permetta, sono io a doverle dire - bonariamente - che è poco informato. Tanto in Consiglio quanto nel post, che cito testualmente, ho detto: "Bisogna essere intellettualmente onesti e riconoscerlo, si poteva acquistare e per un errore di valutazione o scarsa lungimiranza non lo si è fatto". Dunque, non ponendo in alternativa un acquisto all'altro. Ma, come lei stesso dice in questo post, che nuovamente cito: "Se il Comune avesse voluto (ne aveva la disponibilità finanziaria), avrebbe potuto acquisire anche l'area ex Avir. Ma nella maggioranza di centrosinistra si confrontavano due posizioni...". Dunque, al di là delle motivazioni più o meno legittime, ed alla luce di quanto accaduto nei successivi 20 anni e più, possiamo rubricare quello come un errore. O no?
La mia non voleva essere polemica, ma una semplice lettura "postuma" dei fatti. Ma evidentemente dalla nostra parte si può solo applaudire, e non criticare...

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La risposta di Mola a Scinicariello

Prendo atto di quanto da te precisato.
Se errore c'è stato, questo è stato fatto dalla tua parte politica (Ds e Ppi - la Gaim era sponsorizzata dal Ppi - poi confluito nel Pd). Errore consistente non nell'avere approvato la delibera del 1997, ma nel perseverare nel sostenerla quando era chiaro che non trovava riscontro nei privati che puntavano solo al massimo profitto. Questo errore è stato anche del centrodrestra, Mitrano compreso.
Non si puó certo attribuire ai Verdi e a Sel.
Certo che si puó criticare, ma la critica non deve essere generica e coinvolgere chi non ha responsabilitá.
Cordialmente

postato da: mn  

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