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sabato 27 luglio 2019
Il Sindaco Bifronte
Il Sindaco di Itri chiarisce, ma solo secondo lui, la sua posizione sui pozzi privati in un incontro pubblico!
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Osvaldo Agresti Portavoce Comunale M5S
Osvaldo Agresti Portavoce Comunale M5S
Itri: Si è svolto, il 25/07/2019, nella struttura geodetica in piazza Carabinieri d'Italia, ad Itri, il tanto atteso incontro con gli utenti dei pozzi privati irregolari proclamato in pompa magna a reti unificate dal Sindaco di Itri Avv. Antonio Fargiorgio. La questione pozzi, diffidati nell'erogazione di acqua pubblica a terzi a pagamento, che colpisce quasi la metà dei residenti, è un unicum italiano di privatizzazione della risorsa pubblica che si è ingigantita enormemente, nel favore politico e tecnico comunale , per almeno vent'anni, senza che nessuna forza politica , di qualsiasi provenienza ideologica, o apparato dirigenziale comunale, si ponesse il minimo interrogativo sull'illegalità totale della situazione e della negazione di un diritto fondamentale, l'acqua pubblica ,sancito da due referendum e dalla legge. Quali motivazioni di ciò non è dato sapere, ma il sospetto di corruzione, discambio di favori politici, o semplicemente di affarismo, oramai piuttosto diffuso e all'ordine del giorno nelle cronache locali, serpeggia tra le tipiche chiacchiere del piccolo paese di 10400 abitanti, oggi terrorizzati dalle continue minacce più o meno velate, a volte addirittura al limite dell'atteggiamento mafioso, di interruzione del flusso idrico che, malgrado la falsa natura irrigua, sbandierata di origine, è chiaramente in uso completo nelle abitazioni. Tutto nasce a giugno del 2017, quando, in seguito ad accertamento dei Carabinieri Forestali di Itri, vengono alla luce reti abusive di oltre 50km di estensione che forniscono acqua a circa 1500-2000 utenze e che prendono la preziosa risorsa pubblica da 5 pozzi privati che, come si scopre in seguito, hanno concessione irrigua personale e che, quindi, derivano a terzi ed a pagamento illegittimamente. La Provincia si vede costretta ad emanare diffida di chiusura immediata di questi 5 pozzi e chiede al Sindaco di Itri di sanzionare i 5 "pozzaroli" e, essendo la situazione "insanabile", come dice la diffida stessa, gli si richiede di attuare l'unica strada legalmente possibile, cioè l'esproprio delle opere abusive e dei pozzi per garantire, nella natura pubblica del bene, l'approvvigionamento alla popolazione; tutto questo in data 09/03/2018. Da allora il Sindaco di Itri cosa ha fatto? Ha fatto il giro delle sette chiese, nel tentativo di scaricare, su altri enti, le sue responsabilità; prima è andato in Provincia, poi in Regione, poi dal Prefetto, poi di nuovo in Regione, in Provincia sino a trovarsi, come era chiaro fin dall'inizio, col cerino in mano, poiché l'unico che doveva agire, in conformità alla legge, è lui ed emette, costretto dagli eventi, la famosa ordinanza contingibile e urgente ( un anno dopo?)che andava emessa , come dice la stessa dicitura, nel momento in cui ha scoperto l'emergenza, cioè un anno prima. Non entro nella valutazione delle continue comunicazioni con la provincia nel tentativo di creare scappatoie alla legge che hanno del ridicolo, come le sbandierate "forme associative" assolutamente non applicabili nel gigantismo della situazione e nella natura dell'uso domestico e potabile dell'acqua, non toccando a me, ma ad altri, questa valutazione giuridica. Quello che invece mi preme esprimere è la sorpresa nel vedere una incapacità totale del primo cittadino nell'affrontare la situazione che sembra più volta a prender tempo che a risolvere la questio, forse nel tentativo di finire il mandato e lasciare la rogna al successivo malcapitato, sport tipico dello scaricabarile politico di alto livello degli ultimi trent'anni. Ma la fantasiosa doppia personalità del Sindaco di Itri, come è noto ai più, ha del sovraumano, infatti è capace di dividersi, come il Dott. Jekill e Mister Hide, nella doppia veste di difensore del diritto primario del cittadino in difesa di eventuali forme contrattuali o associative a loro nocive da un lato , come dimostrato dall'appello ,nell'incontro con la cittadinanza, a presentare a lui le proposte dei proprietari dei pozzi per una valutazione giuridica ( ma nell'anno e mezzo precedente, di valutare questi statuti, gli sembrava inopportuno?), e, dall'altro, di sponsor ufficiale dei proprietari dei pozzi come quando, nel caso di un incontro con i terrorizzati utenti finali, organizzato da uno dei diffidati, Giovanni Saccoccio, presso il ristorante "La Valle Del Re", non solo non legge alcuno statuto, ma ritiene normale la sua presenza in quel tavolo non istituzionale dimenticando il proprio ruolo di controllore a casa del controllato. Stessa disinvoltura istituzionale viene svolta dal Vicesindaco Andrea Di Biase che si presenta, anche lui, a nome dell'amministrazione, ad un altro incontro con gli utenti, di un altro diffidato, Ciccone Rosetta, presso la proprietà della stessa in località Vagnoli. Anche qui, malgrado sia presente lo statuto già registrato presso l'Agenzia delle entrate, il rappresentante del Sindaco non lo legge assolutamente ma esorta i presenti a firmarlo onde evitare distacchi in pieno contrasto con ciò che dirà poi, nell'incontro presso la struttura geodetica, il sindaco stesso che, travolto dalle proteste lo dichiara non valido. Logicamente senza condannare il comportamento del proprio Vicesindaco. Ma effettivamente, come avrebbe potuto avendo operato nello stesso modo? E la farsa del bravo Sindaco è servita, il doppiogiochismo dà spettacolo e poco importa se all'incontro, voluto colpevolmente due anni dopo da quando sarebbe stato opportuno, ci fossero poco più di un centinaio di persone , su 4000 interessati teorici, escluso forze dell'ordine e politici vari, a dimostrazione che la credibilità del Primo Cittadino è pari alla sua coerenza, quindi pari a zero e che, l'unica voce degna di rilievo, fosse quella disperata ed arrabbiata degli utenti che chiedevano l'acqua potabile e la dignità di essere cittadini itrani nel pieno dei propri diritti come tutto il resto della popolazione.

postato da: OsvaldoAgresti  

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