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mercoledì 17 luglio 2019
Dai diritti delle donne alla sanità, il pd in piena confusione
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Claudio Moscardelli
Claudio Moscardelli
Latina: Doveva essere il partito della rottamazione ed invece è finito rottamato. Archiviate le numerose gaffe ed il tradimento dei suoi valori fondanti, oggi i parlamentari del pd hanno consumato un nuovo strappo con le proprie origini. Dopo aver criticato l'aiuto verso la povertà estrema (Reddito di Cittadinanza) ed il diritto di andare in pensione ad un'età giusta (quota 100), il partito che fu di Renzi si è spinto a negare l'utilità del salario minimo garantito.
Nessuno però avrebbe mai pensato che venissero messi in discussione i diritti acquisiti dalle donne in secoli di battaglie. Da quanto riportato dall'agenzia Ansa un deputato del pd avrebbe affermato che "Una donna incinta non è in grado di presiedere (una commissione parlamentare)". Un incidente avvenuto nella foga di bloccare i lavori della commissione, senza badare troppo alla sostanza delle cose. Del resto questo stato confusione in provincia di Latina è noto ormai da tempo agli iscritti, meno ai capoccioni che tentano con tutti i mezzi di rimanere sulla cresta dell'onda. Ma il moto ondoso, quando si infrange contro le secche, si spezza. E sulle secche sono rimasti impantanati tanti esponenti politici non rieletti, o che hanno assunto incarichi che non stanno dando loro le gratificazioni sperate. È il caso ad esempio dell'ex senatore Moscardelli. Il titolo V della costituzione assegna ampi poteri alle regioni (quella del Lazio è guidata dal partito democratico da 7 anni e prima ancora c'erano stati comunque ampi periodi sempre a guida di forze di centro - sinistra) nella gestione della sanità. Il commissariamento ha lasciato nelle mani del presidente Nicola Zingaretti (sempre pd) il potere di nominare i manager provinciali delle Asl. Dunque nel bene e nel male da almeno 7 anni le scelte politiche in materia sanitaria regionale sono saldamente nelle mani di un esponente di questo partito che si definisce di "sinistra" e delle sue appendici. Lo sanno tutti, tranne, appunto, l'ex senatore Moscardelli, che ha iniziato ha iniziato dal Dono Svizzero (proseguendo oggi per Terracina) un tour alla scoperta dei frutti nefasti prodotti dalle scelte politiche del suo partito. Voleva forse scoprire perché centinaia di persone fanno esami diagnostici a Mondragone o a Pozzilli invece che a Formia? Come mai centinaia di persone sofferenti di patologie oncologiche si rivolgono agli ospedali romani? Oppure perché si fanno anche 7 ore di fila ad un Pronto Soccorso? Strano non lo sapesse... Ma il suo segretario nazionale non glielo ha detto? Non tutti però sono rimati imbambolati. Di fronte ad un cortocircuito di questo tipo gli iscritti si dileguano. Il circolo locale del Pd di Formia non gliele ha certo mandate a dire. "Abbiamo deciso - scrivono iscritti storici - di non voler apparire più complici di un modus operandi che non ci rispetta e che non condividiamo. Continueremo a fare politica portando avanti le nostre idee ma liberi da ogni logica di appartenenza correntizia. Abbiamo deciso di non fare più riferimento ai vertici provinciali e regionali del Partito Democratico, dai quali non ci sentiamo affatto rappresentati e pertanto ci autogestiremo fino a quando non ci sarà un confronto in grado di riaprire una prospettiva autenticamente democratica con gli stessi". In attesa della reazione degli iscritti di Terracina, ha assunto toni altrettanto ridicoli la situazione di Latina dove una parte del pd cerca la sponda del sindaco di Latina Coletta ed un'altra lo critica fino all'estremo. Ma che cosa ci si poteva mai attendere in una provincia che ha visto proprio a Gaeta il laboratorio nazionale dell'abbraccio tra Pd e Forza Italia?

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