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lunedì 01 luglio 2019
La Toponomastica nel divenire del Territorio
CONVEGNO PRESSO IL LABTER ENTE PARCO - AREA EX SIECI DI SCAURI
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Logo del Comitato Dragut
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Minturno: In un afoso pomeriggio di fine giugno, si è svolto a Scauri - presso i locali del Labter Ente Parco, Area ex Sieci - il Convegno su "La Toponomastica nel divenire del territorio". Organizzato dal Comitato Dragut l'evento ha visto quali relatori gli Arch. Giancarlo Belgrano e Salvatore Ciccone, introdotti dallo storico Salvatore Cardillo, membro del Comitato. Ricordando il prof. Angelo De Santis, pioniere nello studio della toponomastica locale, la moderatrice Sandra Cervone ha letto la Presentazione al volume "Saggi di toponomastica Minturnese e della regione Aurunca", pubblicato nel 1990, del Prof. Luigi Cardi.
"I nomi e i luoghi: apparire, scomparire, non essere. Persistenze e mutazioni toponomastiche nel circondario Minturnese": è il titolo dell'accorato intervento di Giancarlo Belgrano che ha saputo catalizzare l'attenzione del pubblico presente su due casi di toponimi, esempi di mutamenti nel territorio: le acque di raccolta di un probabile "castellum aquae" romano, modificato e riconvertito nei secoli successivi, che ha dato luogo ai toponimi popolari di "Le Casse" e "Le Tura". Straordinaria l'ipotesi, congrua, che il luogo fosse la probabile "sorgente" dell'acquedotto minturnese, oltre che derivazione del canale verso l'approdo scaurese. La deduzione della possibile presenza di una sorgente artificiale fa di Belgrano un novello David Livingstone! Davvero notevole la presentazione di una carta topografica - inedita - di inizio 1800, nella quale i toponimi e i luoghi sono indicati con una precisione assoluta e certosina, tanto da segnalare, oltre al bacino sopracitato, i molti mulini, le attività manufatturiere, una cappella e le poche - pochissime - abitazioni private del circondario scaurese. E' una testimonianza - se ancora ce ne fosse bisogno - della vocazione commerciale e produttiva dello scalo scaurese nei secoli, prima della nuova destinazione turistica del secondo dopoguerra. Applaudita la proposta di trasformare quel che oggi resta del canale di Scauri in "monumento ambientale", vista la sua fondamentale funzione territoriale in un paio di millenni, tra storia romana, secoli del Medioevo e Regno di Napoli. Destinato ad aprire nuovi spiragli di studio ed approfondimenti l'intervento di Salvatore Ciccone su "Gianola e dintorni tra natura e architettura: origine, confronti e falsificazioni dei toponimi". Con passo sicuro Ciccone si addentra nella controversa "quaestio" delle origini del toponimo di Gianola e scartando una abusata derivazione dal dio Giano, dimostra una origine da Diana, che si traforma in Ianua e Ianula. Notevole il raffronto con il toponimo Rocca "Ianula" a Cassino, di cui Ciccone dimostra concordanze ed affinità. Interessante anche la verifica nel tempo dei mutamenti e dei cambiamenti dei toponimi nella zona costiera del Promontorio, con una nuova proposta - sicuramente congrua - del toponimo "Cofiniello" che potrebbe derivare dal suo essere luogo di confine (un piccolo confine tra due territorialità diverse sul promontorio). Si impone una pubblicazione degli Atti del convegno, a cura del Comitato Dragut che anche con questo incontro ha riconfermato la sua attenzione al territorio e allo "stimolo" della vita sociale e culturale del circondario sudpontino. "Se si chiude la porta a tutti gli errori, anche la verità ne rimarrà fuori": la frase di R. Tagore, citata da Salvatore Ciccone, ben rappresenta la ricerca di approfondimento e verifica di cui gli studi storici necessitano. E ben vengano questi incontri, forieri di originalità e novità.

p.c.

di: Sandra Cervone

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