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martedì 30 aprile 2019
ARRAFFONE o ARRUFFONE?
è 'a stessa cosa, così dice don Peppino 'o sapunaro.
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Gaeta: A dire 'a verità ho chiesto a più persone, e dopo aver fatto anche alcune ricerche, mi è stata data una interpretazione e fatta una certa immagine, molto vicina al già famoso Arpagone, "l'Avaro di Moliere"...
Ma Arraffone o Arruffone? - E' 'a stessa cosa - mi dice l'amico don Peppino 'o sapunaro,- insomma 'nu buono figlio 'e 'ntrocchia.
Stile flemmatico, una normale apparenza, come tantissime altre persone ma ... di convenienza.
l'Avaro
l'Avaro
L'Arruffone, mi dice invece, maste Ninotto, può essere 'nu laureato oppure 'nu miezzo sumare, non ha importanza alcuna, perché il suo ingegno è tipico di chi dint' 'a capa tene poca materia grigia e questo lo spinge a sfruttare e nutrirsi dell'altrui ingegno. Lo fa con eleganza, con una smisurata falsità radicata nel suo animo che si manifesta con il suo agire, il comportamento subdolo, floscio, molliccio ma anche viscido se è necessario.
Facile riconoscerlo dal suo modo di sorridere, gesticola poco, braccia sempre conserte, a riposo come a esibire una finta e vomitevole timidezza.
- Ma che fa l'Arraffone? - Come che fa? - "Arraffa", se no che Arraffone è?.. Arraffa quanto più è possibile! Tiene 'na tattica particolare, - mi riporta maste Ninotto - 'o sfizio suoio è che s'adda impossessà della "cosa" altrui. E' una goduria portare via, strappare, sottrarre, sgraffignare, ... da non credere, ma è cazz' 'e t'arrubbà n'idea dint'a capa e allo stesso momento pure 'a mutanda senza 'e te' levà 'o cazone.
L' Arraffone, nasce senza idee, e nemmeno si sforza quel tanto che serve, e se proprio è costretto a spremere la microscopica meninge lo fa seguendo il vento, a seconda dell'occasione che gli fa più comodo.
Lui guarda e osserva cosa fanno gli altri e, come recita quel vecchio detto: ... " vide cagà e te vene 'a voglia"? Insomma, tu fai 'na cosa?, il giorno dopo l'adda fa pur'isso facendola passare come una cosa sua!
Uno specialista a sfruttare il prossimo suo.
Ci stanno diverse categorie, anche se con molte caratteristiche simili, una in particolare si riconosce al mattino quando si sveglia e si lava la faccia nel bidet, cosciente del fatto che la sua faccia è comme 'o culo per questo indossa la maschera dell'onesto.
C'è quell'altro che fa suo tutto, che sottrae agli altri tutto ciò che gli è pensabile ,che sfrutta per personale tornaconto e solo se c'è profitto, ottenere quel sicuro "utile" che ad altri resta molto difficile, o addirittura viene negato.
Altro esemplare è l'Arraffone che veste come un pezzente, ma pezzente non è. Invisibile ma stranamente sempre 'nnanz'è palle, presente in ogni dove. incorporeo, sguazza nella politica, nello sport, nello spettacolo, nell'arte e la cUltura, ma sempre attraverso la sicura e pratica via del mangereccio ...
Attenzione però, il "peggiore", quello che fa più danni, è l'Arraffone leccaculo "pseudo conoscitore di tutto", quasi sempre circondato da infestanti schiccheratori di finte commediole, di canzoncelle e di schitarrate che si appagano di una paesana gloriuzza fatta di cartapesta e, purtroppo, largamente tributata dal potente di turno per le loro imitazioni, le loro rafforzature, le loro bambocciate sbilenche, false e senza fosforo, e da questi ultimi viene, per chissà quale interesse, quasi venerato.
Tutti hanno in comune un atteggiamento diventato una virtù vitale ed è diventato la soluzione ideale per minimizzare le proprie incapacità.
A questo punto, io non potrò che sorridere di compatimento.
E chiudo con una riflessione:
"Se da un lato si rafforza nell'Arraffone la tendenza a leccare, dall'altro aumentano sempre più i potenti che amano essere slinguazzati ..."

postato da: ludwig  

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