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sabato 21 luglio 2018
Joint Venture intergroup-Bellettieri al Porto di Civitavecchia
A questa operazione fa da contraltare la situazione al porto di Gaeta, dove intergroup evidenzia una stagnazione a causa di una serie di questioni irrisolte che non agevolano i traffici mercantili
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Riccardo Sciolti, direttore generale integroup
Riccardo Sciolti, direttore generale integroup
Golfo di Gaeta: Interminal, impresa portuale di intergroup (noto player logistico-portuale laziale, fondato da Nicola Di Sarno nel 1986, attivo in tutta Italia e con branch a Londra), ha costituito insieme alla storica agenzia marittima ed impresa portuale Ant. Bellettieri & C. che dal 1883 opera nel porto di Civitavecchia il consorzio TMC "Terminal Multipurpose Civitavecchia", con lo scopo di completare l'infrastrutturazione e sviluppare traffici sulla Banchina n.26 dello scalo romano.

TMC, di cui sono rispettivamente Presidente Riccardo Sciolti e Vicepresidente Massimo Soppelsa, ha già presentato all'AdSP del Mare Tirreno Centrosettentrionale istanza per la concessione ex-art.18 L.84/94 al fine di gestire un compendio banchine di circa 500 m con 15 metri di pescaggio, e di aree per circa 50.000 mq, compresa l'area in corso di completamento ed originariamente destinata ad ospitare la delocalizzazione del precedente Terminal Granaglie (mai realizzata). Attività quest'ultima che TMC per colmare la perdita del traffico ed il gap industriale creatosi sul porto, intende riprendere e rilanciare, avendo previsto investimenti per parecchie decine di milioni di euro volti alla realizzazione di magazzini e silos di stoccaggio per rinfuse e merci solide, assistiti da impianti tecnologicamente avanzati di movimentazione a circuito chiuso, lavorazioni, packaging e caricazione, il tutto coerente con la destinazione che il Piano Regolatore già dal 2004 aveva previsto per l'area in oggetto.
TMC ha inoltre previsto ingenti investimenti in infrastrutture ed attrezzature di banchina, necessarie a realizzare un vero e proprio Terminal Multipurpose di nuova generazione in grado di competere a livello di rese e performance con i maggiori porti europei, dotando il porto di Civitavecchia di quell'anello portuale-logistico-intermodale mancante in grado di garantire in via continuativa servizi integrati ed evoluti al servizio dello sviluppo dello scalo laziale.
Una veduta aerea del porto di Gaeta
Una veduta aerea del porto di Gaeta
Il terminal occuperà a regime, oltre al personale già impiegato dai due consorziati nelle rispettive attività storiche, decine di nuovi addetti fra personale diretto e ricorso all'art.17, anche per mansioni specialistiche.
Riccardo Sciolti, Direttore Generale di intergroup, ha dichiarato: "Sono convinto che un terminal multipurpose finalmente collocato esattamente laddove l'Autorità ne aveva previsto da anni la realizzazione costituisca uno strumento importante per lo sviluppo dei traffici ad alto valore aggiunto ed occupazionale del Porto di Civitavecchia."
Massimo Soppelsa, Presidente di Ant. Bellettieri & C., ci ha detto "Questa iniziativa è il logico sbocco di un'attività che ha visto la Bellettieri, fortemente legata alla tradizione di questo scalo, da 130 anni impegnata nei servizi di agenzia, spedizioniere e impresa in tutti o quasi tutti i settori di attività presenti sullo scalo dal 1883, simbolo indelebile di tradizione ed innovazione".

Enrico Luciani, Presidente della Compagnia Portuale, recentemente rinnovato a capo dei 500 portuali dello scalo romano, ha osservato "si tratta di una significativa inversione di tendenza, dopo un lungo periodo buio di stasi, disagi, chiusure e perdita di giornate di lavoro; il rilancio parte simbolicamente dagli stessi operatori che progettano, innovano ed investono in proprio senza assistenzialismo decine di milioni di euro, rappresentando inoltre una sana logistica locale, in sintonia con chi vuole la parte "terminalista" separata dalle proprietà armatoriali . Questo crea inoltre uno spartiacque tra chi crede e combatte per il nostro porto e chi erroneamente pensa di poter sopravvivere nel terzo millennio su rendite di posizione".
intergroup con questa iniziativa conferma il proprio piano di sviluppo e consolidamento della propria rete logistico-portuale nazionale, estesa recentemente anche ai porti della Sardegna attraverso l'acquisizione dei marchi Global Renewables rafforzando così la propria leadership nel settore delle biomasse legnose; mentre come TMT (Taranto Multipurpose Terminal) in partnership con un affermato operatore locale, è in lizza - come vari altri operatori - per l'assegnazione di un'area comprendente piazzali e banchine nell'ambito del Molo Polisettoriale di Taranto. Qui però la partita è diventata più intricata: con la discesa in campo dei turchi della Yilport Holding, la questione sarà certamente destinata a finire sul tavolo del Ministro.

Al dinamismo di intergoup nel settore del trading e nelle iniziative portuali e logistiche su altri scali nazionali ed esteri, fa paradossalmente da contraltare in qualche modo la stagnante situazione del Porto di Gaeta, città nella quale intergroup è nata oltre 32 anni fa ma che negli ultimi anni ha visto una stagione di stasi e forte contrazione dei traffici portuali su varie filiere che per la prima volta nella storia del porto hanno costretto a ricorrere all'istituto della "Cassa Integrazione".
"Sembra che non si riescano a cogliere in pieno, per una serie di motivi che da tempo sia noi, sia l'Associazione degli operatori locali abbiamo segnalato all'Autorità di Sistema Portuale - ha dichiarato Sciolti - le opportunità offerte dall'imponente infrastrutturazione effettuata negli ultimi dieci anni, con una spesa pubblica complessiva di oltre 80 milioni di euro ma con infrastrutture a tutt'oggi non completate, aree sottoutilizzate, viabilità insufficiente e lentezze attuative da noi più volte sottolineate".

postato da: intergroup  

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