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giovedì 17 luglio 2014
Un mondo inaspettato
Lezioni d'italiano
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Corso d'italiano
Corso d'italiano
Castel Volturno: Ricordo come se fosse ieri il primo incontro con la comunità Ghanese Avventista di Castel Volturno. La prima volta che ne sentii parlare è stato quando Mariella Masucci (direttrice di Insef, Insegnanti senza frontiere) mi contattò anzi ci contattò, in questo meraviglioso viaggio non sono mai stata sola ho avuto la fortuna e il privilegio di lavorare e collaborare con altri insegnanti/volontari, proponendoci una nuova avventura in quella che noi stessi pensavamo fosse una gran bella sfida, insegnare italiano ai "fratelli" e alle "sorelle" della chiesa Avventista. La prima volta che mi recai alla sede, ricordo ancora il giorno l'11 gennaio, fui subito catapultata in un mondo completamente diverso. Lo ammetto avevo delle riserve, non sapevo come sarebbe andata, se fossi stata in grado di farli sentire a proprio agio cercando in tutti i modi di non far erigere quel muro che molto difficilmente sarebbe caduto successivamente e se li avessi offesi? Quando arrivammo la maggior parte dei nostri studenti stava parlando nel parcheggio della chiesa, scesi con estremo imbarazzo e non sapendo cosa fare segui gli altri e mi diressi verso l'ingresso e fu lì che mi venne incontro un omino minuto dallo sguardo penetrante che afferrandomi la mano mi abbracciò e con un immenso sorriso rassicurante mi disse: "Io Zackaria, grazie per essere qui". Dopo esserci presentati alla communità, li sottoponemmo ad un test d'ingresso per verificare le loro conoscenze linguistiche. Successivamente dividemmo i partecipanti in 4 gruppi secondo il Quadro comune europeo: A0 = livello principiante (alfabetizzazione),
A1= livello base (comprende e usa espressioni di uso quotidiano, interagendo in modo semplice purchè l'altra persona parli lentamente e chiaramente), A1+= livello soglia elementare (comprende e usa frasi ed espressioni di uso quotidiano è in grado di rispondere e formulare domande, presentare se stesso e gli altri), A2= livello elementare ( è in grado di comunicare e fornire semplici informazioni, sa esprimere in termini semplici aspetti della sua vita e dei suoi bisogni immediati). Dopo aver trascorso del tempo con loro e avendoli conosciuti meglio ho capito che la mia figura non doveva basarsi solo su quella del professore che insegna una lingua ma bensì dovevo creare una figura multitasking in grado di poter esser d'aiuto in mille modi diversi, anche se stanchi dopo una lunga settimana di lavoro erano euforici di affrontare nuovi argomenti durante le nostre lezioni. La loro voglia di sapere e di avvicinarsi sempre di più alla nostra cultura li ha portati ad essere ingordi di perché cercando ad ogni risposta le differenze tra i nostri due bei paesi. Ho capito attraverso le loro domande la voglia e la necessità di capire come funziona la mente a dell'Oburoni ( o Obroni),
letteralmente uomo bianco o persona che giunge da dietro l'orizzonte in Twi, questa parola veniva associata anche alle bambole che i figli dei colonizzatori donavano ai figli delle donne dei villaggi, poiché bambole bianche.), come devono comportarsi, cosa devono fare e soprattutto come non farsi raggirare da chi promette e alla fine non mantiene quella promessa alla quale loro si aggrappano pensando alle famiglie rimaste in Ghana che hanno bisogno del loro aiuto e senza il quale non avrebbero di che vivere. Molto spesso ci dimentichiamo che abbiamo a che fare con persone che hanno lasciato il loro paese e la propria famiglia solo per potergli garantire un futuro meno angoscioso e difficile. Non riesco neanche ad immaginare cosa significhi lasciare tutto e tutti, arrivare in un paese dove non si conosce la lingua e cercare di vivere alla giornata, arrancando quando per mesi non si lavora e non si può fare nient'altro che aspettare giorni migliori e nel frattempo aggrapparsi alla comunità che in questo senso è di forte aiuto dando coraggio e supporto sempre e comunque. Il nostro confrontarci ci ha permesso di avvicinarci e capirci, mi sono resa conto che al di là della posizione geografica siamo uguali in tutto e per tutto, soprattutto dovremmo imparare a soffermarci e conversare con quelli che chiamiamo "immigrati" e solo dopo saremo in grado di poter effettivamente esprimere un giudizio ma non prima. Ho capito la profonda ed estrema diversità che
vivono a causa del loro colore di pelle, da quell'isolamento nel quale vivono e dal quale molto difficilmente riescono ad uscire. E poi è giunto l'ultimo incontro, e spero che non sia davvero l'ultimo, la fatidica giornata dedicata alla consegna dei diplomi che tutti aspettavano da settimane per sentirsi come mi hanno detto alcuni di loro un po' più italiani e un po' meno stranieri, i miei cari fratelli e sorelle si sono esibiti in un meraviglioso canto tipico Ghanese che ha portato armonia e gioia in tutta la stanza, è stata come sempre una giornata fuori dal comune dopo i ringraziamenti e aver consegnato i diplomi c'è stata la foto di gruppo che terrà senza ombra di dubbio vivo il ricordo di questi mesi passati assieme.
In quest'ultimo incontro, lo posso dire orgogliosamente, ho imparato a suonare il clips, due bastoncini di legno che devono essere battuti l'uno contro l'altro a ritmo, operazione ardua mi ci sono voluti ben 5 minuti per prendere il ritmo suscitando l'ilarità dei presenti, ma alla fine ci sono riuscita ed ho ottenuto anche un fragoroso applauso. Sono tante le cose che vorrei dire ma sfortunatamente le parole non trasmettono il vissuto e soprattutto non voglio scadere in quei discorsi costruiti a tavolini e melensi però ve lo assicuro e lo ripeterò all'infinito è stata l'esperienza più importante e bella della mia vita. Tutto questo è stato possibile grazie al Pastore Davide Malaguarnera che con l'aiuto del Professore Valerio Petrarca e alle altre associazioni che hanno resto tutto ciò possibile.

Grazie di cuore
Simona Olga della Volpe

postato da: DavideMalaguarnera  

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