| Minturno: Venerdí 30 luglio, alle 21, sarà presentato a Scauri, nella suggestiva cornice della Darsena Flying, sul Lungomare presso la Baia Monte d'Oro, nel cartellone dello Scauritanum di Italia Nostra e dell'Università Verde del Mediterraneo "Umberto Zanotti Bianco", giunto alla XIV edizione, il libro di Adriano Petta e Antonino Colavito Ipazia. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo (Ed. La Lepre, Roma 2009, pp. 344, € 22,00, prefazione di Margherita Hack). L'autore sarà presentato dai critici letterari Grazia Soris e Amerigo Iannacone. Brevi letture a voce alta dal libro saranno curate dagli esponenti del sodalizio Amici del Libro di Minturno, che hanno contribuito alla realizzazione dell'evento Annalisa Paparella e Lorenzo Ciufo. Moderatore il collega e storico Marcello Caliman. Adriano Petta è nato nel 1945 a Carpinone, in provincia di Isernia, dove è cresciuto, ma ha trascorso adolescenza e giovinezza a Roma. Attualmente risiede a Ladispoli, in provincia di Roma. Ha pubblicato molti libri cimentandosi con successo in vari generi, ma il suo nome è legato soprattutto ai suoi romanzi storici. Di particolare interesse è la trilogia storica formata dai romanzi Ipazia, Eresia pura e Roghi fatui. A questi lo scorso autunno si è aggiunto il romanzo Assiotea. Anche grazie al kolossal Agorà di Alejandro Amenabàr, uscito in Italia lo scorso aprile, Ipazia è un caso letterario e alimenta un dibattito che non accenna a smorzarsi. La sua figura, alla quale si ispira il film con Rachel Weisz, è rimasta per molto tempo nell'ombra. Astronoma, matematica, musicologa, medico, filosofa, erede della scuola alessandrina, fu massacrata quando vescovo di Alessandria era Cirillo. Con questo delitto la cultura occidentale ha definitivamente escluso la donna dalla sfera del sapere. La vita di Ipazia è una delle piú antiche parabole su un conflitto secolare ma ancora attuale: fede e ragione, uomo e donna. Per secoli la scienza sperimentale moderna ha creduto di avere un solo padre, Galileo, quando in realtà possiede anche un madre, nata 1200 anni prima di Galileo: Ipazia. Il ritratto che ci è stato tramandato è quello di una donna di intelligenza e bellezza straordinarie. Fu l'inventrice dell'astrolabio, del planisfero e dell'idroscopio, oltre che la principale esponente alessandrina della scuola neoplatonica. Aggredita per strada, fu scarnificata con conchiglie affilate, accecata, smembrata e bruciata. Un assassinio considerato dallo storico Edward Gibbon "una macchia indelebile" nella storia del cristianesimo. Versione non condivisa per nulla dal fronte letterario e storico cristiano che analizza gli eventi di quei tempi. Motivi per un acceso ma sereno dibattito. All'inizio del terzo millennio l'Unesco, dietro richiesta di 190 stati membri, ha creato un progetto internazionale - il progetto Ipazia, appunto - che intende favorire piani scientifici al femminile nati dall'unione delle donne di tutte le nazionalità.
Italia Nostra Onlus
Il Presidente
Prof. Grazia Sotis |