 |
Formia: Siamo esterefatti ed indignati, come molti comuni cittadini, nel leggere di come Acqualatina si confermi, ancora una volta, per molti politici pontini la gallina dalle uova d'oro.
La storia di Acqualatina è stata sempre una continua commistione tra gli interessi dei partiti di centro-destra (F.I, A.N E U.D.C.) e dei soci privati, quest'ultimi, se tralasciamo piccole quote nelle mani di altri (E H SpA., SIBA SpA , AFIN SpA, EMAS Ambiente Srl), ridottisi negli anni alla sola VEOLIA Acqua s.r.l., filiale italiana di Veolia Water, società del Gruppo Veolia Environnement, leader mondiale nei servizi ambientali, che per questo nomina l'amministratore delegato.
La prima anomalia è l'aver avuto un consiglio di amministrazione, pieno di politici senza esperienza nella gestione di un settore così vitale come l'acqua, ma scelti nelle segrete stanze dei partiti di centro-destra, in funzione di equilibri e di appetiti poco funzionali alla gestione del servizio idrico.
Nel corso degli anni abbiamo potuto leggere che sono cambiati gli uomini ma non il metodo, siamo passati infatti da un c.d.a. Composto, per la parte pubblica , nel lontano 2006 da Giuseppe SIMEONE (F.I.), Vincenzo SCHETTINO (F.I.), Onorato DE SANTIS (F.I.), Gerardo STEFANELLI (U.D.C.), Giovanni TERLIZZO (A.N.) ed Antonio IANNIELLO (U.D.C.), all'attuale composto invece da Giuseppe SIMEONE (P.D.L.), Giovanni TERLIZZO (A.N.), Igor RUGGIERI (U.D.C.). Il numero si è negli anni ridotto, non per volontà degli stessi ma per una più stringente normativa nazionale, che aveva lo scopo di ridurre gli sprechi.
Alcuni nonostante abbiamo concluso, almeno per il momento, la loro attività di consigliere di Acqualatina, hanno saputo riciclarsi alla grande, vedi il caso del dott. Gerardo STEFANELLI, addetto stampa dell'ex senatore MICHELE FORTE, poi sindaco di Formia, divenuto nel frattempo assessore all'ambiente della provincia di Latina, un perfetto caso di trasformismo all'italiana. Tra l'altro si è trovato più volte a dover interloquire con il suo ex-datore di lavoro, a causa del problema irrisolto dell'inquinamento delle coste
La seconda anomalia è che lo stesso criterio è stato adottato per la nomina del presidente, ormai da anni nelle salde mani del senatore Claudio Fazzone, che nonostante l'articolo 2 della LEGGE 15 FEBBRAIO 1953, n. 60, preveda espressamente il divieto per i membri del parlamento di essere presidenti di società che gestiscono i servizi di qualunque genere per conto dello stato o della pubblica amministrazione, o ai quali lo stato contribuisca in via ordinaria, direttamente o indirettamente, è riuscito a rimanere in sella , con la chiara complicità della giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato, di cui lo stesso senatore di Fondi è membro. Un conflitto di interessi che ha pochi eguali nella storia della Repubblica. Per il senatore il conto è presto fatto, nominato nel 2006, a circa 90mila euro all'anno, 450mila euro circa, un importo che non lascerebbe indifferente nessuno, ma di cui vorremmo tanto conoscere la giustificazione, visto che l'uomo di Fondi, non ha mai avuto titoli per coprire tale incarico.
Nelle ultime ore si vocifera che stia mollando la presa per lasciare spazio ad uno dei suoi, ovviamente nulla abbiamo di cui gioire, visto che le cose rimarranno le stesse.
Ancora più spinoso è la terza anomalia e che riguarda il capitolo degli appalti, sempre al limite della legalità, tanto che anche la magistratura di Latina ha voluto vederci più volte chiaro, tanto chiaro da aver aperto numerose inchieste, una delle quali, la più clamorosa, ha portato a sei arresti, tutti riguardanti personaggi che hanno occupato posti di primo piano, negli anni, della società Acqualatina. Inchiesta poi svanita nel nulla (quarta anomalia?)
Oggi scopriamo che tale anomalia è ancora in piedi e coinvolge ancora una volta politici di un certo livello, tale può essere considerato l'attuale assessore provinciale alle attività produttive Domenico Capitani, che tramite una sua società, per l'esattezza la Gesteel Gestione Entrate Enti Locali srl, si trova a gestire l'appalto per il recupero delle evasioni che fanno capo ad Acqualatina. Un conflitto d'interessi bello e buono, che non crediamo debba sfuggire all'attenzione della magistratura.
E forse per questo modo di intendere la gestione dei servizi pubblici, siamo alle prese con l'ennesimo disastro ambientale, con le nostre coste, ancora una volta invase dai liquami, con i depuratori di Acqualatina che palesemente non ce la fanno a smaltire un carico di lavoro superiore a quello per cui sono stati costruiti, vista la presenza di numerosi allacci abusivi; a noi sorge il dubbio che non si riesca a censire le migliaia di case abusive, presenti nella provincia di Latina, non per incapacità, ma per una forma di complicità che lega la politica e i costruttori abusivi.
In vista dei tre referendum che ci apprestiamo a votare, e ovviamente a vincere, invitiamo tutti quelli che si sono ingrassati con Acqualatina a trovarsi un lavoro, questa volta vero.
|