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| domenica 30 maggio 2010 |
| Lettera aperta ai vescovi sul nucleare |
| Implicazioni morali, socio-sanitarie ed ecologiche di un eventuale sito di stoccaggio scorie nucleari al Garigliano |
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Sessa Aurunca: A nome del Coordinamento Campano per il No al Nucleare, Ermete Ferraro ha inviato una lettera aperta al card. Sepe - arcivescovo metropolita di Napoli - a mons. D'Onorio - arcivesco di Gaeta-LT - ed a Mons. Napoletano, vescovo di Sessa Aurunca-CE.
Ferraro lancia un appello affinchè i responsabili di queste tre diocesi si pronuncino con chiarezza e fermezza - come peraltro già è successo recentemente - sulle gravi implicazioni morali, prima ancora che socio-ambientali, dell'assurda riproposizione del nucleare in Italia. |
A prescindere dalle motivazioni di fondo dell'opposizione ad una fonte energetica non rinnovabile, costosissima e pericolosissima per l'ambiente le popolazioni, si ricorda ai vescovi che la Chiesa Cattolica ha il dovere d'intervenire quando - come osservato dal vescovo di Bressanone e da molti altri religiosi - c'è di mezzo la salute e la sicurezza di tanti esseri umani ed un rischio intollerabile per gli equilibri acologici, e quindi per la stessa "salvaguardia del creato", oltre che per la pace, minacciata dalle armi atomiche, la cui materia prima deriva dalle centrali nucleari.
Il Coordinamento Campano per il No al Nucleare (CCNN) continuerà a battersi per ricordare l'immane tragedia di chernobyl, ma anche per diffondere una coscienza delle negatività di questa scelta, cui contrappone invece una controinformazione diffusa ed un serio progetto di utilizzo delle energie rinnovabili e non inquinanti.
In particolare sull'ipotizzato sito di stoccaggio delle pericolosissime scorie nucleari italiane presso la vecchia centrale del Garigliano, il Coordinamento chiede ai Vescovi direttamente coinvolti per competenza territoriale un'autorevole e netta condanna di questa decisione, verticistica ed antipopolare. (E.F:) |
postato da: Ermes10 |
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