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| sabato 07 novembre 2009 |
| Polemiche dopo Annozero. E Maroni difende il Prefetto |
| Oltre 4 milioni di spettatori per il programma di Santoro sul "caso Fondi". Il ministro dell'Interno: "Fazzone denunci anche me". |
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| fazzone ad annozero |
Fondi: Non sono rimaste senza tracce le affermazioni del sen. Claudio Fazzone, coordinatore provinciale del Pdl, rese nel corso della trasmissione televisiva «Annozero», condotta da Michele Santoro e andata in onda giovedì sera su Rai Due. Fazzone aveva ribadito la sua volontà di denunciare il prefetto di Latina, Bruno Frattasi, per i contenuti della sua relazione sul caso Fondi. |
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervenendo ieri al convegno nazionale dei prefetti a Bologna, ha detto: «Ho visto ieri sera in una trasmissione televisiva una persona che ha minacciato di querelare il prefetto di Latina che aveva chiesto lo scioglimento del Comune di Fondi. Ho condiviso parola per parola quella relazione e se qualcuno vuole querelare il prefetto di Latina allora dovrà querelare anche il ministro dell'Interno. Non credo sia corretto attaccare una persona che non ha gli strumenti per difendersi - ha aggiunto Maroni - ma se il ministro dell'Interno condivide un atto e lo firma, ne condivide sempre anche la responsabilità e io mi assumo sempre le mie responsabilita».
Il senatore Fazzone ha così commentato: «Nessuno accusa il Prefetto in quanto tale, e nessuno manca di rispetto al lavoro della commissione di accesso. Ma è altrettanto fuori discussione il diritto del sottoscritto di tutelare la propria persona, la propria attività e la propria famiglia da affermazioni oggettivamente false che gli organi di stampa, e la tramissione Annozero, hanno asserito far parte di una relazione prefettizia che a noi ancora non è dato conoscere, e rispetto alla quale non è stato possibile difendersi nelle sedi opportune. Mi riferisco in particolare - prosegue - alla cosiddetta «variante urbanistica Pantanelle», che non c'è mai stata, e rispetto alla quale sono stato chiamato in causa. Il governo ha agito sul caso Fondi con la correttezza e la trasparenza».
Sul caso «Annozero» è intervenuto anche l'ex parlamentare europeo del Pdl, Stefano Zappalà, che ha detto: «Contano le verità accertate e non le fantasie auspicate. Non mi risulta che Fazzone ce l'abbia con qualcuno in modo pretestuoso. Ha chiesto, chiede e certamente continuerà a chiedere la verità. Si sciorinano ipotesi non suffragate da documentazione. Si dibatte in televisione da parte di gente che dimostra chiaramente di non aver letto gli atti ma fonda le sue fantasie in parte create artificiosamente. Non mi risulta che Fazzone ce l'abbia con le istituzioni. Ha chiesto e chiede una verifica seria e provvedimenti in base a dati accertati». Per Laura Garavini, capogruppo del Pd nella Commissione parlamentare Antimafia, «la questione del comune di Fondi non è affatto chiusa», definendo tardiva la solidarietà a Frattasi da parte di Maroni.
[Il Tempo]
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L'AUDITEL/ Oltre 4 milioni per il "caso Fondi", ascolti in caso rispetto a D'Addario e Marrazzo
La puntata di "Annozero" su Rai2 dedicata al caso Fondi ha raccolto davanti ai teleschermi 4.393.000 spettatori, pari al 17.70% di share. Un buon risultato ma in calo rispetto alle puntate precedenti del programma di Santoro, dedicate a temi forse di maggiore presa verso il grande pubblico, come lo scandalo di Berlusconi e della prostituta Patrizia D'Addario o la vicenda dell'ex governatore Marrazzo e dei transessuali. Nella stessa serata tv hanno ottenuto ascolti superiori due fiction popolari, "Don Matteo" su Rai1 con 7.259.000 spettatori, pari al 25.76% di share e "Dr. House" su Canale 5, con 4.737.000 spettatori, pari al 16.69% di share.
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IL COMMENTO/ Caso Fondi, spartiacque in politica
Prima e dopo Fondi. Il tempo delle polemiche attorno alle presunte infiltrazioni mafiose nella politica fondana potrebbe ora cedere il passo a quello di un nuovo modo di fare politica in provincia. Il cosiddetto «caso Fondi» potrebbe diventare spartiacque tra un certo stile nel dibattito politico e un altro. Difficile leggere in maniera diversa l'intervento di ieri del ministro dell'interno, Roberto Maroni, a sostegno del prefetto Bruno Frattasi. Il senatore Claudio Fazzone, dopo un anno e mezzo di battaglie e ottenuta la vittoria di evitare lo scioglimento del consiglio comunale della sua città per mafia, aveva preannunciato una denuncia verso il rappresentante del Governo in provincia, sostenendo che nella relazione fatta da Frattasi vi fossero delle falsità che hanno danneggiato la comunità di Fondi. Ieri Maroni, che sulla scorta di quella relazione aveva proposto a sua volta di sciogliere il consiglio comunale fondano, ha detto che se qualcuno vuole denunciare il prefetto deve prima denunciare lui. Un ministro del governo Berlusconi, titolare di uno dei dicasteri più importanti, parlando di Fazzone ha evitato di farne il nome e detto «una persona». L'epoca degli attacchi frontali, della guerra tra istituzioni, delle esagerazioni in genere, forse è destinato a finire nel territorio pontino. Il segnale che arriva da Roma è chiaro. Prima di Fondi si sono più volte sentiti determinati toni, dopo Fondi forse potrebbe essere diverso. Ma potrebbe soltanto.
[Clemente Pistilli, Il Tempo]
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LA POLEMICA/ Il senatore di Fondi, il fondo della politica
Nessuno, fuori dai confini del Lazio, sapeva che volto avesse Claudio Fazzone, per molti anni consigliere e presidente regionale, oggi senatore della zona di Fondi. Fino a quando è apparso sugli schermi di Annnozero (giovedì, Raidue) per controbattere alla critica di non essersi opposto ai poteri criminali che nell'ultimo decennio hanno devastato la zona del basso Lazio. Fazzone è un personaggio di primo piano nella mappa del potere elettorale di Forza Italia. Nelle elezioni del 2000 e del 2005 è stato il consigliere regionale più votato d'Italia. E dunque il senatore rispondeva sventolando la bandiera dell'eletto dal popolo, del politico che un oscuro complotto vuole sottrarre al consenso dei suoi elettori. Il lato grottesco della vicenda sta nei nomi e soprattutto nei ruoli di chi avrebbe ordito il complotto ai suoi danni: un ministro dell'interno, un prefetto, polizia, carabinieri, magistrati. Eppure alla fine ha vinto lui. Dopo accurate investigazioni delegate a una «Commissione d'accesso», ministro e prefetto hanno deciso che il comune di Fondi andava sciolto per infiltrazioni mafiose e camorriste. Di più: il ministro Maroni non si è limitato a portare in consiglio dei ministri la relazione del prefetto astenendosi dal giudizio, ma, al contrario, ha scelto di accompagnarla con un suo scritto per condividerla. Invano. Strumentali impedimenti, rinvii, tutto pur di non intaccare i potentati elettorali della zona. Ministro e prefetto non sono riusciti a rompere il muro di omertà. La cronaca di questa brutta storia italiana, conosciuta dai lettori dei giornali, ora è patrimonio anche del pubblico della tv. Terre fertili e mare bellissimo devastati dall'abusivismo, assessori e imprenditori che avrebbero dovuto difendere la zona dall'assalto delle mafie (l'inchiesta era affidata a Stefano Bianchi e Giulia Bosetti). In studio c'era il direttore di Latina Oggi, quotidiano locale in prima fila nella battaglia contro il malaffare e contro il senatore Fazzone. Anche il giornalista additato in tv come uno del complotto, manovrato l'editore del quotidiano, non un comunista ma Giuseppe Ciarrapico, non pentito estimatore di Mussolini. Poco mancava che il senatore puntasse l'indice anche contro il collega di partito, Italo Bocchino intervenuto più volte per dire che sarebbe stato opportuno sciogliere il comune di Fondi. Mentre ieri le agenzie riportavano gli attacchi dei Gasparri e dei Butti contro Santoro.
[Norma Rangeri, Il Manifesto] |
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