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| venerdì 18 settembre 2009 |
| La riscossa di San Nilo |
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| San Nilo |
Gaeta: "Bum Bum" udivano i pescatori mentre al largo salpavano le reti. "Bum bum" gli innamorati mentre sullo scoglio si dicevano frasi d'amore. |
"Bum bum" udivano i parroci del circondario segnandosi davanti all'altare. "Bum Bum" .
"Bum Bum" udivano attonite le icone di San Cosma e Damiano, la Madonna Nostra, San Carlo, San Paolo e San Giacomo, nelle rispettive chiese.
- "I fuochi d'artificio! I fuochi d'artificio!" gridavano i bambini interrompendo la partita di pallone e rimirando gli sbuffi di fumo.
Eh si, erano proprio fuochi d'artificio; accompagnavano il debutto in società di San Nilo della sua parrocchia e del suo parroco.
"Bum Bum". Un pò come per dire...: - "Annunciazione, annunciazione!" Basta con i soliti Santi Patroni, con le solite processioni e con le vecchie canoniche ammuffite, oggi è arrivato San Nilo e non se ne andrà più!
Una rivoluzione nella tranquilla vita cittadina scandita da secoli dalle collaudate processioni dei vari Sant' Erasmo e Marciano, San Cosma e Damiano e della Madonna di Porto Salvo.
Una rivoluzione, e che rivoluzione! Fuochi d'artificio, pellegrinaggi, tre bande musicali, due arcivescovi, monsignori, preti ortodossi, carabinieri coi pennacchi, sindaco, consiglieri.
- "In fila per due!" raccomanda al microfono Don Antonio ed eccoli fedeli, autorità civili e militari, agnostici, presenti per caso, mettersi in fila per due come gli scolari quando escono da scuola per andare a teatro.
Una prova di forza senza precedenti, un terremoto dalla valenza simbolica forte; è la riscossa di San Nilo, santo fino a oggi di nicchia, che reclama il suo status di santo importante.
Un colpo di stato. La placida storiografia religiosa locale spazzata via dalla forza dirompente di un parroco che non guarda in faccia a nessuno. Due settimane e mezzo di festeggiamenti pieni pieni. Non si erano visti nemmeno dopo la vittoria di Lepanto, quella contro i turchi che salvò l'Europa dagli infedeli.
C'è voluto don Antonio per arrivare a questo; un uomo senza mezze misure, un timorato di Dio a cui piace spettacolo e scenografia; uno che se dovesse scegliere tra esagerazione e discrezione sceglierebbe di certo la prima chè al buon Dio le cose gli piace vederle e più belle e copiose sono e meglio è. Uno che se avesse potuto durante la processione avrebbe chiuso negozie e centri commerciali per far scendere tutti in strada a vederlo conquistare le vie cittadine.
Don Antonio; proprio lui che fino a ieri cincischiava nei rioni periferici tra campane mattutine e madonnine pellegrine oggi marcia vicino al vescovo, sempre più vicino.
Chissà se sia vero, ma corre voce che il prossimo anno sarà lui a organizzare la processione in mare della Madonna Nostra e a Don Antonio un'idea gli è già venuta. La Madonna invece che sulla chiatta sarà imbarcata su un sommergibile che si inabisserà in corrispondenza degli allevamenti di cozze che saranno poi benedetti dagli oblò. Riemergerà con tutte le autorità all'altezza di Punta Stendardo dove al lancio della corona seguirà quello di un missile pirotecnico multicolore che quando farà "Bum" tanti coriandoli multicolori si spargeranno sul Golfo, poi all'apertura dell'ogiva ne sortirà fosforescente la famosa frase di San Nilo: "Non basta gridare contro le tenebre, bisogna accendere una luce"
Alla faccia della luce don Antonio, qui pare Piedigrotta.
Ma torniamo alla processione che sta per incominciare. Tanta gente.
Credenti, devoti di San Nilo e curiosi, venuti a mirare quel santo che non conoscevano, e che ora vedono bello e ieratico come non mai.
Sotto le scale del Municipio il discorso ufficiale. Un'investitura migliore non poteva esserci.

La processione sfila sul lungomare.


Si inerpica per Corso Cavour.
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di: lince |
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