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| La Dott.ssa Mormando tra i partecipanti durante un momento della lezione |
Tale incontro svoltosi per la prima volta in Europa, è stato organizzato dal Centro di Ateneo per la Qualità dell'Insegnamento e dell'Apprendimento (CQIA) dell'Università di Bergamo, e da Eurotalent International di cui è presidente la neuropsichiatra Dott.ssa Federica Mormando che ha sviluppato la seguente tematica "Caratteristiche psichiche e comportamentali del bambino ad alto potenziale intellettivo; leggere e riconoscere le situazioni". La Mormando ha ricordato che gli argomenti dei seminari diverranno il contenuto della proposta che verrà inoltrata nel mese di giugno al Parlamento Europeo di Strasburgo per conseguire l'obiettivo che sta tanto a cuore all' Associazione Eurotalent, di inserire tecniche adeguate al riconoscimento e alla valorizzazione dei bambini superdotati nel curricolo formativo delle scuole.
È strabiliante pensare che, secondo le stime dell'Associazione, i superdotati rappresentino circa il 5% della popolazione scolastica italiana, e ciò significa che in ogni classe un bambino ha il dono di un alto potenziale intellettivo, senza che in genere se ne abbia la consapevolezza. Al contrario, dagli studi condotti risulta che il bambino superdotato trovi grandi difficoltà proprio al momento dell'inserimento nella scuola primaria e via via fino alle superiori, a causa di una scarsa sensibilità e preparazione dei docenti, a volte intimoriti dalla genialità di un ragazzo che con le sue domande e con il suo insofferente interesse, infrange la convenzione di un'istruzione troppo stereotipata, bramando spazi di studio più appassionanti e più compatibili con la propria genialità.
Nell'immaginario collettivo infatti, l'idea del superdotato incute un certo timore per il senso di inadeguatezza che genera nell'impreparato adulto, preoccupato di soccombere di fronte a menti molto aperte. Inoltre il bambino dotato, a causa di differenti ritmi e capacità spesso si sente incompreso e solo, e reagisce disturbando al punto da essere etichettato come alunno in difficoltà, il più delle volte spedito dallo psicologo con il sospetto, in genere confermato, di 'iperattività' , diagnosi che comprometterà gravemente il suo sviluppo. Infatti in poco tempo l'alunno si sentirà inferiore, sarà perennemente distratto conseguendo un apprendimento superficiale e maturando un forte rifiuto per la scuola. "Sarebbe molto importante, dichiara la Mormando, che i docenti, come pure i pediatri e gli psicologi, cominciassero a sospettare la superdotazione, ricercando negli allievi alcuni elementi come la precocità, l'elasticità, la qualità delle domande e delle associazioni, la velocità, ma a volte anche la lentezza indice di profondi e articolati pensieri, che caratterizzano questi bambini". Ricorda anche che riconoscerli non è facile: non si possono classificare a causa di sostanziali differenze individuali, ma ad esempio spesso la precocità intellettiva non corrisponde a quella fisica e la ricerca della compagnia di bambini più grandi o di adulti fa ipotizzare la necessità di un più proficuo scambio. Gli studi della Dott.ssa Mormando non possono che portarci a riflettere sull'impostazione delle nostre scuole, in cui hanno successo solo coloro che rispondono in tempi prestabiliti a un unico modello didattico, quello proposto dal docente, che inconsapevolmente limita il gusto della ricerca e restringe l'emozione dell'apprendimento a volte fino a soffocarla, minando da subito la carriera scolastica di qualcuno, per lasciare più spazio a chi studia molto aderendo agli schemi proposti, senza creare troppi fastidi. Al pari del bambino diversamente abile, il superdotato dovrebbe poter fruire di un piano di lavoro personalizzato che valorizzasse le sue potenzialità con percorsi di approfondimento e di arricchimento, come proclama la Raccomandazione 1248 dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa approvata nel 1994 relativa all'educazione dei bambini superdotati, secondo cui i bambini superdotati dovrebbero poter beneficiare di condizioni d'insegnamento appropriate che permettano loro di valorizzare pienamente le proprie possibilità, nell'interesse personale ma anche di tutta la collettività.
L' elettrizzante incontro con la Dott.ssa Federica Mormando ha segnato il primo passo di un percorso che al I Circolo auspichiamo possa proseguire con il suo competente supporto assieme alle famiglie e a quanti hanno a cuore il futuro dei nostri bambini.
Federica Mormando Psichiatra, psicoterapeuta, giornalista, docente di educazione al pensiero creativo alla SUPSI di Lugano, Vicepresidente mondiale e Presidente in Italia di Eurotalent, si occupa di superdotazione intellettuale in tutte le età, ha fondato e diretto dal 1984 al 1993 la prima ed unica Scuola italiana per bambini particolarmente dotati. È Presidente di Eurotalent Italia, sezione di Eurotalent International, un'Associazione fondata nel 1984 che presta consulenza anche a genitori, scuole, operatori scolastici e sociali per il riconoscimento e la descrizione della dotazione specifica di ogni persona elaborando, se necessario, progetti specifici e intende creare una rete in Italia, collegata a quella europea con punti di riferimento operativi nelle diverse regioni.
Per info: grupposito@gmail.com
Nicoletta Gigli