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Home » News » Webzine » Cronaca » ''Stili di vita coerenti'': e ...
sabato 27 giugno 2009
''Stili di vita coerenti'': e alla fine anche la Chiesa si stufò di Berlusconi (testo integrale)
letture: 2550
Cardinal Bagnasco
Cardinal Bagnasco
Cronaca: Tutto il discorso del cardinal Bagnasco, riportato dall'Agenzia dei Vescovi.
Il direttore di Famiglia cristiana, don Sciortino, sul numero del settimanale ancora in edicola, aveva chiesto alla Chiesa di intervenire sulla vicenda che coinvolge il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
E l'intervento è arrivato nella forma più autorevole possibile, anche se nascosto tra le pieghe di un discorso rivolto ai giovani che si preparano alle nozze. Il "richiamo" al presidente del Consiglio, comunque, c'è ed è forte quando il cardinal bagnasco parla degli stili di vita che influenzano la vita di tutti e in particolare die giovani.
Quello che segue è il testo del discorso pronunciato oggi dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Confederazione episcopale italiana, rilanciato dall'Agensir, che è l'Agenzia dei vescovi.
La posizione, quindi, è ufficialissima. Ecco il testo integrale di monsignor Bagnasco, come l'ha riportato dell'Agensir (solo alcuni sottotitoli sono i nostri):


Si comincia dal matrimonio dei giovani
"Come credenti che vivono nella storia a modo di lievito e luce, non possiamo non desiderare che i giovani che guardano al matrimonio trovino anche l'aiuto dell'intera società dove vivono e di cui sono parte viva". Quindi "il contesto socio-culturale dovrebbe accompagnare i giovani in generale nei loro progetti di vita". È uno dei pensieri offerti il 25 giugno dal card. Angelo Bagnasco nell'omelia della messa celebrata al termine della seconda giornata del convegno Cei "Insieme verso le nozze. La preparazione al matrimonio" al quale partecipano circa 400 delegati tra famiglie con bambini, sacerdoti, cardinali e vescovi. Il convegno in corso a Cotronei (Kr) si concluderà domenica 28 giugno. Di seguito alcuni stralci dell'omelia del presidente della Cei, card. Bagnasco.


I comportamenti e gli stili di vita influenzano tutti, specie i giovani

"Le responsabilità sono di ciascuno ma conosciamo l'influsso che la cultura diffusa, gli stili di vita, i comportamenti conclamati hanno sul modo di pensare e di agire di tutti, in particolare dei più giovani che hanno diritto di vedersi presentare ideali alti e nobili, come di vedere modelli di comportamento coerenti". "Dobbiamo onorare quella moltitudine silenziosa che vive ogni giorno questi ideali umani ed evangelici, con umiltà e concretezza, senza clamore e riflettori. Moltitudine che esprime il vero ethos di fondo del nostro popolo e che è aliena da derive ed eccessi di qualunque tipo siano".




Costruire la vita sulla roccia della famiglia

"Occorre costruire la vita sulla roccia della famiglia in quanto tale: è questa un soggetto preciso e peculiare, cellula fondamentale e ineguagliabile della società, e - in quanto tale - bisognoso di fondamento stabile e di criteri certi e veri, ma anche soggetto di doveri e di diritti precisi".
"Dalla persona e dalla famiglia debbono derivare una cultura e una società coerenti che ispirino e incarnino quell'umanesimo plenario che il Vangelo ispira, sostiene e garantisce ovunque approda nel mondo ed è accolto dal cuore dell'uomo".

La maternità della Chiesa
"Voi siete una particolare espressione della maternità della Chiesa che si fa prossima a coloro che si preparano a realizzare il loro sogno di amore: sogno che si fa progetto di vita e, con il sacramento del matrimonio, diventa impegno e luogo di grazia per gli sposi, per la famiglia, per la comunità cristiana e per l'intera società. Nel cuore della coppia e della famiglia fondata sul matrimonio sta la sua vocazione di grembo naturale della vita, di prima scuola di umanità, dove le diverse generazioni imparano ed esercitano ogni giorno il gusto e le virtù del vivere non solo accanto ma, ben di più, insieme nel segno delle diverse sfumature dell'amore: dono e perdono, concretezza e sacrificio, pazienza e quotidianità, gioia e dolore...".
"Il Magistero della Chiesa si è speso senza risparmio nell'approfondire questa realtà tanto decisiva e centrale per la vita dei singoli e della comunità stessa. Possiamo dire che ne parla con quel vento di profezia che è particolarmente necessario e urgente nel mondo contemporaneo, nel quale la realtà della coppia, del matrimonio e della famiglia, ma direi dell'amore nel suo complesso, sembra essere affrontata dalla cultura e dal costume in modo relativistico ed emotivo. Come se il valore oggettivo di certi beni fosse vecchio e superato, e la ricaduta generale delle scelte personali non esistesse o, quanto meno, fosse irrilevante".


La preparazione al matrimonio

"La bellezza umana e sacramentale del matrimonio richiede tutta la nostra attenzione di Chiesa e da sempre la cura della coppia e della famiglia fa parte integrante della nostra pastorale".
"La preparazione al matrimonio deve avere un chiaro impianto catecumenale, vale a dire che deve essere un'occasione per riscoprire la fede, per incontrare il Signore. È, infatti, nel dinamismo dell'incontro con lui che la bellezza e l'impegno del matrimonio cristiano può essere colto e vissuto".
"La preparazione al matrimonio richiede anche una comunità cristiana e vitale, chiede cioè un contesto che lasci intravedere il volto di Cristo, il rapporto sponsale tra lui e la sua Chiesa. Si tratta non tanto di interrogarci su quali iniziative particolari siano da inventare e da svolgere nelle nostre comunità, ma soprattutto curare l'attenzione e l'affetto verso chi si prepara alle nozze e si dispone a creare un nuovo nucleo d'amore che riguarda i due ma che riguarda la comunità cristiana e la società tutta. Questa attenzione affettuosa, questo sguardo del cuore, si sente e si avverte, diventa come un grembo che accompagna e che genera. Tutto ciò è indispensabile in sé e per noi doveroso".

[Il Salvagente]

Il capo dei Vescovi ''richiama'' Berlusconi: ai politici si chiedono comportamenti coerenti, duro scontro tra Cesa (Udc) e il premier

Intervento del cardinal Bagnasco. Il presidente si scusa per l'uscita Giornale contro D'Alema e il segretario dell'Unione di centro, che replica.
Angelo Angeli
"Gli italiani chiedono alla politica comportamenti coerenti": così il cardinale Bagnasco, presidente della Cei, la conferenza dei Vescovi italiani, interviene a gamba tesa nel dibattito su morale e politica, dopo il duro attacco avviato da Famiglia Cristiana che giudica "indifendibile" il comportamento del presidente del Consiglio.
Gli italiani e specie i giovani, chiedono alla politica "comportamenti coerenti" e lontani dal "clamore e dai riflettori"; l'Italia "è aliena da derive e eccessi di qualunque tipo sian": con queste parole il presidente dell'episcopato italiano interviene ad un convegno della Cei sulla preparazione al matrimonio.

La politica dia il buon esempio
Il cardinale non cita in alcun passaggio le vicende personali del presidente del consiglio Silvio Berlusconi; ma quando parla del degrado del clima morale in Italia, il riferimento sembra esplicito.
Sul significato della famiglia e dell'amore di coppia, il presidente della Cei chiede alla politica di dare il buon esempio. Spiegando che "il contesto socioculturale dovrebbe accompagnare i giovani in generale nei loro progetti di vita".

I giovani hanno il diritto di vedere ideali alti: no agli eccessi
"Le responsabilità sono di ciascuno - continua il cardinale - ma conosciamo l'influsso che la cultura diffusa, gli stili di vita, i comportamenti conclamati hanno sul modo di pensare e di agire di tutti, in particolare dei più giovani, che hanno diritto di vedersi presentare ideali alti e nobili, come di vedere modelli di comportamento coerenti".
Il card. Bagnasco domanda dunque alla politica di "onorare quella moltitudine silenziosa che questi ideali umani ed evangelici vive ogni giorno con umiltà e concretezza". Moltitudine - ha concluso - che esprime "il vero ethos di fondo del nostro popolo e che è aliena da derive ed eccessi di qualunque tipo siano".

"Io non frequento minorenni": così Cesa respinge Berlusconi
Davvero una brutta giornata, oggi, per Berlusconi. Perché la questione morale gli viene sbattuta in faccia anche da Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell'Udc.
"Non ho mai partecipato a festini, né ho mai frequentato minorenni o persone che fanno uso di droga. Rispetto tutti, ma non accetto solidarietà da nessuno, in particolare dal Presidente del Consiglio": così Cesa schiaffeggia apertamente Berlusconi. Che, pure, si era schierato dalla sua parte. "Spero rientri in presto in sé", la dura contro-replica del premier.

Il Giornale attacca e il premier chiede scusa
Tutto inizia nelle prime ore della mattinata, quando Cesa querela Il Giornale (il quotidiano di proprietà dalla famiglia di Berlusconi), dopo il duro attacco che lega il leader dell'Udc, insieme a Massimo D'Alema, ad una vecchia storia di maitresse e fanciulle disponibili, peraltro a suo tempo archiviata.
Arrivano - ipocritamente - le "scuse" di Berlusconi, che esprime la sua solidarietà agli uomini politici attaccati dal giornale che tutti sanno essere solo per finta di suo fratello.
"Non ho mai condiviso i modi di chi ricorre ai pettegolezzi ed alle chiacchiere di vario genere per insinuare dubbi o gettare discredito nei confronti di qualcuno. Esprimo perciò tutta la mia solidarietà a Lorenzo Cesa": sono queste le parole del presidente del Consiglio rispedite al mittente dal leader Udc.

Le nuove 10 domande di Repubblica
Un lunghissimo articolo che fa il punto su tutte le versioni conrtastanti date da Berlusconi a partire dalla feste in discoteca con Noemi e dieci nuove domande al presidente del Consiglio, che intanto non ha mai risposto alle prime dieci. Repubblica non molla la presa sul presidente del Consiglio, mentre l'Espresso pubblica, in esclusiva, il video di una dlele feste a Villa Certosa.
Ma partiamo dalle domande:

1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d'incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?

2. Qual è la ragione che l'ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?

3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano "papi"?

4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le "squillo" che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l'abbiano reso vulnerabile, cioè ricattabile - come le registrazioni di Patrizia D'Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?

5. E' capitato che "voli di Stato", senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?

6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?

7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?

8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l'opinione comune considera inadatto al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio?

9. Lei ha parlato di un "progetto eversivo" che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?

10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?

Il video della festa dell'8 agosto a Villa Certosa
Non finisce lo stillicidio dei documenti, dei video e delle foto che coinvolgono le feste del presidente del Consiglio. L'Espresso, nel numero in edicola domani, annuncia nuovi passaggi delicati per il presidente del Consiglio e intanto pubblica sul suo sito, per la prima volta in Italia (le immagini sono state subito riprese in Spagna da El Pais) un video che vede la presenza anche del premier.
"È l'11 agosto 2008 - racconta il settimanale - il mondo vive ore di angoscia per la crisi Russia-Georgia. Le agenzie di stampa riferiscono di un Berlusconi in famiglia con nipotini e Veronica a villa Certosa ma "in continuo contatto con i membri del G8".
Alle 23 lo scenario immortalato da un video e dalle foto che "L'espresso" pubblica in esclusiva è diverso dall'iconografia ufficiale.
A Villa Certosa si festeggia. Si vedono una quarantina di invitati intorno al Cavaliere in giacca bianca.
Al tavolo c'è anche Simon Le Bon dei Duran Duran. L'idolo delle teen ager degli anni '80 canta il suo hit "Ordinary world" tra i gridolini delle belle ospiti.
Quasi di fronte a Berlusconi siede Giampaolo Tarantini, l'imprenditore barese indagato per induzione alla prostituzione.
Dopo Simon tocca a Silvio. Il Cavaliere agguanta il microfono e intona "L'ultimo amore" insieme al fido Apicella. Poi si scatenano le danze. Quando il deejay lancia il "Gioca jouer", una mezza dozzina di ragazze, tra cui si intravede Simona Ventura, salgono sul palco come cubiste.
Nelle foto c'è anche Sabina Began, insieme a una splendida ragazza che, incurante della minigonna cavalca una giostrina. Berlusconi passeggia tra i tavoli. Si dirige verso l'autore del filmato. Lui spegne. È passata mezzanotte il video si interrompe".


Le anticipazioni del numero dell'Espresso: le candidate di Papi

L'Espresso in edicola pubblica, tra gli altri, un articolo di Marco Lillo, dedicato alle candidate di Papi, di cui vi offriamo alcuni stralci (molti dei sottotitoli sono i nostri, per facilitarela lettura) a partire dal sottotitolo: "Ronzulli, Matera, Comi. Prima nelle residenze del Cavaliere tra escort e ballerine, poi elette al Parlamento europeo. Ecco come si sceglie la nuova classe politica".



La festa a villa La Certosa
"Tutte sono passate per villa Certosa e palazzo Grazioli": inizia così l'articolo di Marco Lillo. Sia le bad girls, Patrizia D'Addario e Barbara Montereale, che le angeliche Licia Ronzulli, Barbara Matera e Lara Comi. Tutte hanno partecipato alle feste leggendarie del Cavaliere ma solo poche fortunate (Ronzulli, Matera e Comi) sono arrivate all'Europarlamento.
Per cinque anni avranno uno stipendio garantito di 20 mila euro con assistenti e benefit a disposizione. Mentre le due protagoniste del sexgate barese, Patrizia D'Addario e Barbara Montereale, si sono dovute accontentare di un posticino in una lista apparentata al Pdl che correva per le comunali di Bari.


Berlusconi ha unificato due mondi diversi


Dopo aver fallito l'elezione hanno deciso di raccontare tutto a stampa e magistratura. A unire mondi così diversi in uno scenario unico però non sono stati i pm e i giornalisti ma Berlusconi in persona. È stato lui a ospitare contemporaneamente volontarie in partenza per il Bangladesh e ragazze di ritorno da una trasferta a Dubai con lo sceicco.

Nemmeno il più fervido sceneggiatore della commedia italiana avrebbe potuto immaginare a villa Certosa una comitiva che include la direttrice sanitaria destinata all'Europarlamento, Licia Ronzulli, e la mangiatrice di fuoco Siria De Fazio, più nota come la 'lesbica del Grande fratello'. Senza controllo e senza filtro, tutte hanno avuto il privilegio di entrare nelle dimore del sultano. Le bocconiane, come Lara Comi, ma anche le escort da duemila euro a notte come Patrizia D'Addario.

Le protagoniste delle cene tra silenzi e bugie
Persone e storie totalmente diverse che dovevano restare distinte e che invece sono state mescolate nel gran frullatore impazzito delle candidature 2009. A imbastire questa matassa che lega insieme manager, letteronze, annunciatrici, dirigenti e stelline dei reality ha contribuito l'incapacità del premier di distinguere pubblico da privato, dovere da piacere, festa e politica. Le protagoniste delle riunioni e delle cene, con le loro bugie e i loro silenzi, hanno fatto il resto.


Ma parlano le escort
Paradossalmente a parlare sono le escort. Mentre le ragazze 'serie' restano silenziose. E se parlano dicono bugie. La migliore allieva del Cavaliere da questo punto di vista è certamente Licia Ronzulli. Questa infermiera 34enne ha raccolto oltre 40 mila preferenze nel nord-ovest grazie anche alle indicazioni che provenivano da Roma. I coordinatori locali dicevano che se non fosse stata eletta, avrebbero perso il posto.
Quando L'espresso, la settimana scorsa, le ha chiesto cosa facesse sulla barca di Berlusconi il 14 agosto 2008 con altre sei giovani che non hanno nulla a che fare con la politica, lei ha risposto: "Sbaglia, non ci sono io. Ci sono tante ragazze more. Mai stata a villa Certosa. Cado dalle nuvole".


Licia Ronzulli non dice tutta la verità

Finché un'altra amica e ospite del Cavaliere, Barbara Montereale, l'ha smentita su 'Repubblica': "A metà gennaio 2009 sono stata accolta a villa Certosa da Licia Ronzulli. È lei che organizza la logistica dei viaggi delle ragazze. Che decide chi arriva e chi parte e smista nelle varie stanze".

Invece di dimettersi all'istante l'europarlamentare-receptionist ha vergato un comunicato per annunciare querela confermando en passant che la sua parola non vale nulla: "Più di una volta, in occasione di vacanze, sono stata ospite a villa Certosa con mio marito". Del quale nelle foto non c'è traccia.
Prodiga di particolari sulle sue umili origini nel quartiere Baggio di Milano, sulla passione per il Milan, sul papà maresciallo dei carabinieri e sulle sue attività di volontariato, Ronzulli non ha mai spiegato perché sia stata incaricata dal premier di ricevere un tipino come Barbara Montereale, una ragazza madre di 23 anni pagata per mostrarsi carina con gli ospiti del Billionaire che non si tira indietro se c'è da accompagnare l'amica escort in trasferta sul panfilo dello sceicco".
Si conclude così l'anticipazione dell'Espresso. Il seguito domani in edicola col settimanale dle gruppo che ha deciso di avviare un'azione legale contro il presidente del Consiglio.


Incendiata l'auto di Barbara Montereale: chi la minaccia?
Mentre i magistrati della Procura della Repubblica di Bari continuano i loro interrogatori per ricostruire l'inchiesta che ruota intono all'imprenditore barese Giampaolo Tarantino, in cui è coinvolto - ma non indagato - anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e nella quale sono ipotizzati i reati di corruzione e induzione alla prostituzione, arriva un altro colpo di scena. Nella notte, infatti, sarebbe stata bruciata l'auto di Barbara Montereale, una delle ragazze che ha partecipato assieme a Patrizia D'Addario - test chiave - alle cene nella residenza del premier di Palazzo Grazioli. La stessa che ha mostrato le foto scattate col telefonino in uno dei bagni della residenza romana del Cavaliere.

La denuncia del Gruppo Espresso
Il Gruppo Espresso ha annunciato che avvierà un'azione legale contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La richiesta di risarcimento contro i premier è stata decisa dopo che il primo ministro aveva esortato gli industriali di Confindustria a boicottare il Gruppo Espresso e tutti quei mezzi di comunicazione che diffondevano notizie a lui sfavorevoli, non comprando più spazi pubblicitari su questi media. Dopo le "gravi dichiarazioni rese dal presidente del Consiglio a Santa Margherita Ligure in occasione dell'assemblea dei Giovani Industriali - dove ha accusato il quotidiano la Repubblica di un attacco eversivo nei suoi confronti e nel contempo ha istigato gli industriali a boicottare ed interrompere gli investimenti pubblicitari - il Gruppo Editoriale L'Espresso ha dato mandato a Carlo Federico Grosso ed a Guido Rossi di avviare tutte le azioni a tutela della società, vista la rilevanza sia penale che civile individuabile nelle predette dichiarazioni". Questa la nota de L'Espresso.
"In particolare - prosegue il comunicato pubblicato ai sensi del testo unico della finanza e del regolamento Consob - si è dato mandato ai due professionisti di valutare azioni civili in materia di violazione delle norme sulla concorrenza e penali sotto il profilo di possibili abusi compiuti dal presidente del Consiglio in quella occasione nonchè della lesione dell'immagine del Gruppo Espresso".


E lo querela anche Antonello Zappadu
E' una giornata di querele quelle di oggi per il premier. Prima del Gruppo Espresso, infatti, è stato Tore Zappadu, il fratello del fotografo freelance Antonello ad annunciare un'altra querela per il Cavaliere, più altre 3 per Emilio Fede, Libero e Il Giornale. "Presenteremo alla procura della Repubblica di Tempio Pausania una querela per diffamazione contro il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi" ha detto Tore Zappadu. "Nel primo ricorso al Garante - ha affermato Zappadu che rappresenta il fratello, tutelato dall'avvocato Angelo Merlini del foro di Tempio - il Presidente del Consiglio ha affermato che Antonello sarebbe stato condannato in via amministrativa per le foto scattate a Villa Certosa due anni fa e pubblicate su 'Oggi' ma questo non corrisponde al vero".


Il Vescovo di Mazara del Vallo: cresce lo sconcerto
Attorno alle vicende personali del premier, dopo Framiglia cristiana, interviene anche monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo: "il disagio inevitabilmente va montando sempre di più nella Chiesa" - dice il prelato - e nel Paese si sta determinando "uno sbandamento e una confusione", che esigono un chiarimento da parte del presidente del consiglio.
Il Vescovo, interpellato dall'Agenzia Ansa, sottolinea di "parlare a titolo personale", ritenendo però, riguardo al suo "sconcerto","di essere in buona compagnia nella Chiesa".
Secondo il Vescovo ora sta al premier "valutare" se "nel superiore interesse nazionale del Paese" sia opportuno dimettersi. Di certo, conclude monsignor Mogavero, con i problemi che ci sono a partire dalla crisi fino all'Abruzzo, "tutto questo è un di più di cui il Paese non avrebbe bisogno, se non lo avessimo dovuto registrare ci avremmo risparmiato tutti".

Azione legale anche contro Emilio Fede, Libero e Il Giornale
Un'altra querela, ha detto sempre Tore Zappadu, sempre per diffamazione, verrà presentata contro Emilio Fede "per aver offeso pubblicamente, più volte, mio fratello Antonello". E non finisce qui: altre due querele verranno presentate contro i direttori dei quotidiani Libero e Il Giornale accusati dal fotografo di aver utilizzato, senza autorizzazione, gli scatti su Villa Certosa diffusi da El Pais.

Disposto il sequestro delle foto di Antonello Zappaddu
La Procura della Repubblica di Tempio Pausania dispone il sequestro delle 5mila foto scattate dal fotoreporter sardo Antonello Zappaddu, aventi come oggetto alcune immagini degli ospiti della residenza isoalana di Silvio Berlusconi di Villa Certosa, a Porto Rotondo. Solo che il sequestro sarà difficile da eseguire se è vero, come ha detto l'autore, che il servizio è stato ceduto a un'agenzia colombiana. Il provvedimento è stato disposto dal giudice delle indagini preliminari di Tempio Pausania, Vincenzo Cristiano, accogliendo l'istanza del pm Elisa Calligaris, secondo la quale le immagini sono il risultato di una condotta illecita con intrusione nella vita privata del premier e dei suoi ospiti, attraverso un potente teleobiettivo che di fatto avrebbe violato privacy all'interno di Villa Certosa. La notizia - anticipata oggi dal quotidiano L'Unione Sarda - è stata confermata dall'avvocato Franco Luigi Satta, che affianca nella causa Nicolò Ghedini. "È stata accolta la nostra richiesta di sequestro delle oltre cinque mila foto di cui in più occasioni ha parlato Zappadu e di quelle eventualmente in suo possesso riconducibili alla medesimo comportamento - ha spiegato il penalista sardo che ha appreso stamani in Tribunale della decisione assunta nella tarda serata di ieri dal Gip -. Se le foto si dovessero trovare realmente in Colombia sarà però difficile eseguire il provvedimento". Il fotoreporter - che ha detto al telefono di non essere stato ancora informato della decisione del Gip - aveva, infatti, reso noto nei giorni scorsi che tutti gli scatti erano stati ceduti a un'agenzia con sede in Colombia. Il 18 giugno gli atti dalla Procura di Roma sono stati trasferiti a quella tempiese e nel fascicolo si ipotizzano i reati di violazione della privacy e tentata truffa. A questi i legali del premier hanno aggiunto il provvedimento del garante per il trattamento dei dati personali.

L'intervista di Berlusconi a Chi
Le storie d'amore non finiscono mai. Potrà pure essere vero, ma è difficile da credere quando i due protagonisti si chiamano Silvio Berlusconi e Veronica Lario. Eppure il loro rapporto diventato tempestoso dopo la festa di 18 anni di Noemi Letizia a Casoria, con tanto di richiesta di divorzio da parte della signora Berlusconi, potrebbe risanarsi. Lo dice direttamente il premier in un intervista al settimanale Chi, in edicola domani.
Un'esca lanciata alla moglie, ma soprattutto all'opinione pubblica anche di centro-destra che ha voluto "punire" direttamente Berlusconi sia nelle europee che ieri nei ballottaggi, stroncandogli il sogno di raggiungere il Quirinale sull'onda dell'emozione per il terremoto in Abruzzo.
Chi, del resto, è proprio un "organo di famiglia" per Berlusconi, che regalò al direttore Signorini le foto "addomesticate" della festa in discoteca per i 18 anni di Noemi Letizia.
Quella del divorzio annunciato "È stata una ferita molto dolorosa. Non so se il tempo potrà rimarginarla. Quello che è certo - continua il presidente del Consiglio - è che la nostra è stata una grande storia d'amore. E le vere storie d'amore non si cancellano mai".


Qualcuno paga profumatamente la D'Addario

Ce n'è anche per Patrizia D'Addario, che - non dimentichiamolo - ha passato una notte col presidente del Consiglio a Palazzo Grazioli e sostiene di averne le prove anche in video. "Dietro l'inchiesta di Bari - dichiara Berlusconi a Signorini - c'è qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora D'Addario".
"Non ho mai pagato una donna. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c'è il piacere della conquista", aggiunge il premier, che alla domanda di Alfonso Signorini: "Non si era reso conto che potesse essere una prostituta d'alto bordo che voleva tenderle una trappola?" Berlusconi risponde: "Se sospettassi di una persona una cosa del genere, le starei lontano mille miglia". Sta di fatto che l'ha invitata due volte a casa sua (come dimostrano le foto dell'interno di Palazzo Grazioli) e nessuno l'ha obbligato a farlo.
Quanto al pagamento, si potrebbe utilizzare la pessima (e ormai famosa) frase "scappata" all'avvocato del premier, Niccolò Ghedini: Berluscoi "È stato solo l'utilizzatore finale".

La replica della Escort: se ha le prove vada dal magistrato

Secca la replica della Escort accusata da Berlusconi: "Smentisco - afferma Patrizia D'Addario in relazione alle affermazioni di Berlusconi - che ci sia una regia occulta. La giovane smentisce categoricamente la frase del premier ("c'è qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora") e invita "l'onorevole Berlusconi, qualora sia in possesso della minima prova a sostegno della sua affermazione, a volerla trasmettere all'Autorità giudiziaria".

Su Fiorello una smentita che non smentisce
Tornando a Berlusconi c'è, nell'intervista a Chi, perfino un "capitolo Fiorello". E qui Berlusconi sa che ha poco da smentire. ""Fiorello - dice - si è semplicemente dimenticato di aver dichiarato, dopo l'incontro con me, che io gli avevo chiesto di rimanere dov'era. Cioè nel servizio pubblico. Alla Rai". Ma Fiorello non ha detto nulla di diverso. Anzi ha sottolineato che Berlusconi l'aveva pressato per "non farlo andare a Sky". Quest'ultima frase del premier è, quindi, una conferma e non una smentita e ci si chiede a quale titolo un presidente del Consiglio debba occuparsi della carriera di uno showman, se non nelle vesti di proprietario di una tv concorrente con quella di Murdoch.
La memoria di Emilio Fede è tornata
"Veronica? Le storie d'amore non finiscono mai"."A volte la memoria fa brutti scherzi": così Emilio Fede fa marcia indietro e ammette, sul Corriere della Sera, "è vero. La conosco". Barbara Montereale sarà contenta, dopo che il direttore del Tg4 aveva negato di averla mai vista, nonostante le foto che ritraevano i due insieme.
Colpa del cognome complicato, spiega Fede. Che da vero gentleman si dispiace "profondamente" della dimenticanza, e oggi, dalle pagine del quotidiano di via Solferino, saluta Barbara "affettuosamente".

Fede non smentisce il posto da meteorina: Barbara, chiamami
Povera ragazza, avrà tirato un sospiro di sollievo. Perché Fede, anche se non ricorda "esattamente" come siano andate le cose, non si tira indietro di fronte alle promesse fatte. Il promemoria Barbara lo aveva fatto scrivere ieri su Repubblica, quando in un'intervista aveva dichiarato che il direttore le aveva promesso un posto da meteorina. "Il meteo è sempre disponibile, se ha ancora il mio cellulare mi chiami pure", chiarisce.

Scherzi della memoria: prima non ricorda, ora anche i particolari
Un cavaliere d'altri tempi. Anche se, certo, un po' smemorato. Ma come fargliene una colpa? Povero Fede. Guarda la foto e non la riconosce, poi legge dell'incontro da lei rievocato con Berlusconi al Billionaire, ed eccola, la scintilla, da quel momento in poi è un fiume in piena. Perché il direttore, miracolo di quei piccoli particolari, ora ricorda tutto, anche nei dettagli. Tanto che corregge le dichiarazioni di Barbara: "Non è vero che era una cena a quattro (ndr: Fede, Berlusconi, la Montereale e una seconda 'billionairina'). Saremmo stati almeno 12 a quel tavolo". E ancora la memoria fa un passo avanti: "Tra questi, c'era anche la figlia dell'ex premier spagnolo, Anna Azanar, insieme al marito".
Insomma, il black out è finito. I ricordi sono stati rinfrescati, le promesse per il posto da meteorina mantenute. Barbara sarà contenta, ora?

L'intervista di Barbara ieri su La Repubblica

Non finisce l'ansia di protagonismo delle ragazze coinvolte nel giro delle feste di Berlusconi. "Non sono una escrot, nessuno mi paga", ribadisce Barbara Montereale in una nuova intervista concessa oggi a Paolo Berizzi e Carlo Bonini di Repubbica. Ma nel racconto c'è qualcosa che non torna, perché c'è una ragazza che si comporta come una Escort e sostiene di non esserlo. Comunque, Barbara rinfresca la memoria anche a chi, come Emilio Fede, ha subito dichiarato di non conoscerla, benché avesse una foto con lei.
Ecco il testo dell'intervista di Repubblica.

Barbara Montereale una delle tre ragazze che la sera del 4 novembre 2008 erano a Palazzo Grazioli, la dice tutta di un fiato: "Credevo che aver raccontato la verità fosse sufficiente. Ma evidentemente mi sbagliavo. Ho scoperto che Patrizia, che ritenevo amica, registrava di nascosto le nostre conversazioni. Con il risultato, oggi, di farmi sembrare quello che non sono. Ho scoperto che Emilio Fede ora fa finta di non ricordare come mi ha conosciuta. Lo ribadisco: non sono una escort. Sono una modella. Non ho mai pensato di ricattare nessuno, né di arricchirmi con questa storia. E a questo punto ne voglio dare la prova".

Barbara apre un file del suo computer. Sono le foto che, il 4 novembre 2008, scattò prima e durante le tre ore trascorse a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi, Gianpaolo Tarantini, Patrizia D'Addario e Lucia Rossini (la ragazza "L." intervistata ieri da "Repubblica" e il cui nome ora è diventato di pubblico dominio). "Ecco le foto. Prendetele", dice. "Un settimanale mi aveva offerto di acquistarle in esclusiva. Ma io, da questa storia, non voglio ricavare nulla. Mi interessa solo raccontare la verità e far capire chi sono davvero".

Cosa ritraggono queste foto? Gli ambienti sembrano diversi.
"Una foto è stata scattata nella stanza di albergo a Roma che dividevo con Patrizia. Quella dove tornai a dormire da sola e dove Patrizia mi raggiunse alle 8 del mattino del 5 novembre, dopo aver trascorso la notte a Palazzo Grazioli".

Si vede poi anche un bagno.
"Si. Qui siamo a Palazzo Grazioli. Durante il dopocena io e Lucia ci assentammo e ci chiudemmo in bagno. E scattammo le foto".

Poi, ce ne è una in via del Corso.
"Io e Patrizia in giro per shopping. Tra l'altro, in una di quelle strade, c'è una boutique di Versace dove Patrizia compra spesso i suoi vestiti. Che fa segnare sul conto. Perché c'è uno che passa e paga per lei".

Uno chi?
"Non lo so".

Patrizia D'Addario, nelle conversazioni registrate con lei e depositate in Procura, riferendosi a Berlusconi, dice: "Ti ricordi come mi corteggiava?". E lei risponde: "Tutto davanti alle guardie del corpo. Uno schifo. Tu sei un'altra come Noemi che gli può fare male".
"Ricordo questo passaggio. E le cose brutte sono due. La prima è che mai avrei pensato che un'amica si mettesse a registrare una telefonata. La seconda è che qui sembra che io volessi spingerla al ricatto. Cosa che non è. Io, se non si è capito, sono berlusconiana. Quella era una chiacchiera tra amiche. Lei era furibonda e io volevo solo farle sentire che la capivo".

Lei ha detto di essere stata a Villa Certosa. Nell'indagine della Procura sono già entrate oltre trenta ragazze. Ricorda di quel suo soggiorno in Sardegna i nomi di qualcuna delle ospiti? Ne ha riferito alla Finanza?
"No. Non ricordo nomi. Anche perché a Villa Certosa non legai particolarmente con le altre".

Perché?
"La maggior parte di loro erano straniere".

Di dove?
"Slave, romene, una cosa così. Non so i paesi, ma erano ragazze dell'Est. Lo si capiva dall'accento con cui parlavano l'italiano. Sembravano di casa. Avevano una grande confidenza con il Presidente e infatti lo chiamavano tutte "Papi". Erano una più invidiosa dell'altra, in competizione una con l'altra. Facevano a gara a chi gli stava più vicina. Mi dissero che erano lì da parecchi giorni. Erano le stesse ragazze filmate in un video che io vidi in quell'occasione e girato durante le feste. Lì erano vestite da Babbo Nataline".

Erano ragazze portate da Tarantini?
"Che io sappia no. Non so chi le avesse portate".

Lei ha detto di aver lavorato al Billionaire e una foto la ritrae accanto a Emilio Fede, che le avrebbe promesso di farla lavorare come meteorina. Fede ora sostiene di non averla mai conosciuta.
"Allora aiuto Fede a ricordare. La prima volta che ci vedemmo, estate 2006 o 2007, era venuto a cena al Billionaire con Silvio Berlusconi. Come succede in questi casi, vengono scelte due billionairine per tenere compagnia al tavolo. E io fui una delle due. Fede, in quell'occasione, mi presentò Berlusconi. Tempo dopo, mi disse di salire a Milano, perché lì avrei fatto o la meteorina o, addirittura, avrei presentato Sipario. Un ruolo che, poi, diede a Raffaella Zardo. Fede mi diede il numero del suo cellulare e, durante l'estate, mi invitò spesso per gli aperitivi in barca con Briatore e Lele Mora. Che avrei dovuto fare la meteorina lo sapevano tutti, tanto che Mora mi chiamava "Barbarina che tempo fa" e mi regalò anche un orologio Chronotech. Fui invitata da Briatore anche al gran Premio di Montecarlo".

Chi è questo sceicco cui fa riferimento Patrizia D'Addario sempre nella conversazione registrata con lei e di cui lei chiede: "Ma ce li dà i soldi?"?
"Non ho mai chiesto soldi a uno sceicco. Per l'ultima volta: sono una modella e basta".

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