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| mercoledì 24 giugno 2009 |
| Don Antonio Cairo: "Campagne d'odio, Berlusconi come il vescovo" |
| Intervista al nuovo parroco di San Nilo e collaboratore di D'Onorio. Si parla di messe "sceneggiate", elezioni, festa di S. Erasmo. |
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TF7 Interviste: Incontriamo don Antonio Cairo nel cortile della chiesa di San Nilo, quartiere Serapo di Gaeta, sotto un campanile che non tarderà a far sentire i suoi potenti rintocchi in attesa della Messa. Don Antonio è parrocco di San Nilo da otto mesi. E' succeduto al vecchio sacerdote don Giuseppe Viola, dopo un trasferimento deciso dal vescovo D'Onorio che suscitò molte polemiche tra i fedeli. |
Oggi la comunità di San Nilo sembra aver superato questo "trauma", anche grazie all'iperattivismo ecclesiale di don Cairo, che a settembre si prepara a lanciare in pompa magna la nuova festa di San Nino, con tanto di statua, processione e feste di quartiere. In questa intervista di Luca Di Ciaccio la prima domanda infatti riguarda proprio i fedeli gaetani: sono come i formiani o hanno un qualcosa che li differenzia? "Tutto il mondo è paese" risponde lui.
Le vie del Signore sono infinite ma per Don Antonio sono anche lunghe. Le sue messe durano un'eternità. E' un modo come un altro di fare catechesi o lei ai suoi fedeli ha più cose da dire del suo predecessore? "Cosa sono due o tre di fronte all'eternità? Le celebrazioni richiedono certi tempi, e i fedeli apprezzano". Don Antonio, che è anche direttore dell'ufficio liturgico regionale, non nega di "sceneggiare" le sue messe, "perché anche il lato estetico ha la sua importanza in un rito".
Gli argomenti religiosi si mischiano come sempre a quelli terreni. Con don Antonio parliamo della storia delle veline e ragazze a pagamento che ha visto coinvolto il presidente del consiglio. Lui mostra un approccio prudente: "La vita privata è di chi la vive, se una persona vive un periodo difficile nella sua moralità va prima aiutato e poi criticato". Si mostra perfino più cauto del sindaco Raimondi, che recentemente ha affermato che per un uomo politico non ci deve essere vita privata. "Andiamoci piano, anche per il politico ci può essere una vita di affetti, relazioni personali". In quanto a Raimondi, "appare come un buon cristiano, ma chi è senza peccato scagli la prima pietra".
Don Antonio si spinge a un paragone che appare scottante: "Un politico in vista come Berlusconi è sempre bersagliato dall'opinione pubblica, come accade al vescovo". Forse è questo a spiegare la prudenza del clero gaetano? Don Antonio parla a ragion veduta: è uno dei più stretti collaboratori dell'arcivescovo Bernardo D'Onorio. Una figura, quella di D'Onorio, che effettivamente ha suscitato un vespaio di polemiche, anche sotterraneee, sulla scena pubblica del Golfo ma soprattutto all'interno della stessa chiesa locale. Si è arrivati al punto, mai accaduto prima, di registrare attacchi e gossip sulla vita personale e sessuale del vescovo. E qualche settimana fa, nel mezzo di polemiche sulla gestione della festa patronale di Sant'Erasmo, scritte ingiuriose sono comparse sui muri della Cattedrale di Gaeta. "Ci sono pettegolezzi inopportuni, come attorno alla festa di Sant'Erasmo. Il vescovo è tranquillo e superiore, vola alto di fronte alle critiche". Perché questa che in molti anche nella Chiesa non esistano a definire una campagna d'odio? "Nella Chiesa come anche nella politica quando una persona si muove si attira le critiche". Eppure da un po' di tempo l'arcivescovo sembra non frequentare più come prima le luci della ribalta. E' una precisa scelta o solo un caso? "Non è una scelta, è il D'Onorio di sempre, è se stesso, c'è il tempo per parlare e il tempo per tacere".
Si parla anche del caso della statua della Madonna Nostra di Portosalvo, protetta e custodita come sempre, che ha subito un misterioso danno al volto. Come può essere? La cosa ricorda per certi versi il famoso libro "Il nome della rosa" di Umberto Eco con le misteriose morti nell'abbazia. A svelare il mistero intervenne il frate francescano Guglielmo da Baskerville. Nella chiesa gaetana hanno chiamato ad indagare o l'arcano è stato già svelato?
Tra gli altri argomenti affrontati anche le messe ortodosse con la comunità di immigrati romeni. E poi le elezioni provinciali, e non solo, viste con gli occhi della Chiesa cattolica. Un tempo sotto sotto consigliavate di votare DC, adesso cosa consigliate? Sempre "al centro", fa capire don Antonio, dove "si può trovare Gesù Cristo", o male che vada l'Udc di Matarazzo aggiungiamo noi.
Buona visione, e occhio alle campane.
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di: TF7 Staff |
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