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Home » News » Webzine » Storia del territorio » Giovanni Bausan, un marinaio d...
giovedì 19 marzo 2009
Giovanni Bausan, un marinaio di Gaeta
letture: 8436
Presunto ritratto di Giovanni Bausan in una medaglia fatta coniare nel 1961 dal Comune di Gaeta
Presunto ritratto di Giovanni Bausan in una medaglia fatta coniare nel 1961 dal Comune di Gaeta
Storia del territorio: Giovanni Bausan, famoso marinaio e valoroso combattente della Marineria Napoletana, nacque a Gaeta il 14 aprile 1757 da Giuseppe, tenente generale nell'Esercito Napoletano, e da Rosa Pinto y Fonseca.
A dieci anni fu ammesso nella Reale Accademia di Marina di Napoli, istituto che Carlo III di Borbone aveva fondato nel 1735 col nome di "Accademia dei Guardia Stendardi", ad imitazione dei
Guardias Stendardes de las galeras, dei quali Filippo V aveva condotto nel 1702 uno scelto drappello nel Napoletano.
«Per l'indole dei tempi erano accolti nell'Accademia giovanetti di nobiltà generosa, ossia discendenti per padre e per madre da proavi che possedevano un feudo ed erano tra le famiglie nobili di città regia ».
Giovanni Bausan dal marzo al settembre 1774 e dal giugno all'ottobre 1775, navigò sulla galera PADRONA; il 24 ottobre 1775 conseguì il grado di «guardiamarina proprietario» da «guardiamarina soprannumero». Nel luglio seguente navigò sulla fregata SANTA AMALIA, e poi sulla galera SAN GENNARO e sulle fregate SANTA DOROTEA e SANTA CHIARA.
In quegli anni il ministro Edoardo Acton, di origine inglese «chiaro per fama guadagnata al servizio della marina toscana nei combattimenti contro gli Algerini ed i Tunisini», fu chiamato dalla regina Maria Carolina ad organizzare la Marina Napoletana. Acton si adoperò con ogni impegno ad assicurare al reame di Napoli un degno posto tra gli stati marittimi del Mediterraneo, costruendo ed acquistando navi, istituendo scuole e caldeggiando l'educazione degli ufficiali più distinti per capacità e professionalità
Il Bausan avendo dimostrato, nei suoi primi anni di carriera militare marittima, di possedere spiccate attitudini per salire con distinzione negli alti gradi, fu tra quei privilegiati giovani ufficiali inviati all'estero ad apprendere l'arduo mestiere del marinaio,
Sulle navi inglesi Giovanni Bausan combatté per cinque anni, conseguendo la promozione a «brigadiere delle guardiamarine» e dimostrando bravura di soldato nonché eccellenti doti di marinaio. Nel 1782, fra l'altro, partecipò alla battaglia delle Saintes (Martinica) in cui l'ammiraglio George Rodney sconfisse la flotta francese. Negli anni seguenti si distinse nei combattimenti in cui furono presi il vascello francese PROTEO ed altri Olandesi e Spagnoli.
Col naviglio napoletano, portoghese, e spagnolo e con la piccola armata navale di Malta partecipò nel 1784, con il grado di «alfiere di vascello», ad una infruttuosa spedizione contro Algeri per combattere quello stato barbaresco. Nell'occasione riportò anche una onorevole ferita.

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Presunto ritratto di Giovanni Bausan in una medaglia fatta coniare nel 1961 dal Comune di Gaeta

Dopo l'impresa di Algeri il Bausan navigò per quattro anni sulla fregata MINERVA, sullo sciabecco VIGILANTE e sul vascello S. GIOACCHINO. Nel 1788, passato sulla PARTENOPE, combatté i corsari barbareschi ai quali catturò presso Brancaleone (Reggio Calabria) una nave di 14 cannoni. Dal 1789 al 1798, col grado di «tenente di vascello», navigò sulle fregate PALLADE, CERERE ed ARETUSA, sui vascelli GUISCARDO ed ARCHIMEDE e sulle corvette FORTUNA ed AURORA, fortemente temuto dai barbareschi.
Nel settembre 1798, al comando dell'AURORA, catturò uno sciabecco tunisino di 18 cannoni. Sull'ARETUSA e sul GUISCARDO consolidò la sua fama quando l'Armata napoletana, alleata d'Inghilterra e di Spagna, combatté nell'impresa di Tolone.
Trovandosi a Palermo con l'AURORA, il Bausan ebbe occasione di mantenere alta la reputazione dei marinai napoletani, pilotando arditamente in porto il vascello inglese VANGUARD sul quale era imbarcato il re Ferdinando IV che era fuggito da Napoli (25 dicembre 1798).
Disarmate le navi a Palermo, Bausan ritornò a Napoli dove, agli ordini dell'ammiraglio Francesco Caracciolo, partecipò alla strenua difesa della Repubblica Partenopea.
A causa della reazione seguita alla caduta della Repubblica partenopea, il Bausan fu costretto a riparare a Marsiglia, ove si fece sempre più noto il suo nome ed ottenne dallo stesso Napoleone una onorifica distinzione. Rientrati i Francesi a Napoli, Bausan vi fu subito richiamato da Giuseppe Bonaparte ed ebbe, col grado di «capitano di fregata», il comando di una divisione di 12 cannoniere per cooperare alla espugnazione della piazzaforte di Gaeta.
Eludendo abilmente la vigilanza inglese, egli riuscì a gettare le ancore davanti Castellone, e sia pur amareggiato di dover rivolgere le proprie armi contro i concittadini, compì il suo dovere di soldato combattendo animosamente e respingendo gli attacchi dell'armata anglo - sicula composta di 6 bombardiere, 20 barche cannoniere ed altri legni ausiliari armati. Dopo la capitolazione di Gaeta, Bausan ritornò a Napoli dove, incaricato di tutti i servizi e lavori della marineria, fu nominato comandante delle forze navali. Essendo sempre minacciate le coste napoletane, nel febbraio del 1807 gli venne conferito il comando di una squadra di cannoniere.
Dopo altri atti di valore nella presa di Capri, in una spedizione napoletana contro gli inglesi ordinata da Gioacchino Murat, troviamo il Bausan comandante della fregata CERERE nel periodo più luminoso della sua vita militare.
Il 24 giugno 1809 il contrammiraglio inglese Martin, con una squadra e navi onerarie cariche di truppe, era comparso a nord delle isole di Procida e di Ischia con l'intenzione di impadronirsene. Il Murat volle che la sua piccola flotta accorresse a Napoli ed ordinò al Bausan, che stava a Pozzuoli con la CERERE, la FAMA ed 8 barche cannoniere, ed al tenente di Vascello Caracciolo Giovanni, che si trovava a Gaeta con altre 30 barche cannoniere, di riunirsi nel canale di Procida e di raggiungere insieme Napoli. Ma l'ammiraglio inglese, per impedire che le due isole ricevessero aiuti da Napoli, spedì la sera del 24 la sua fregata CYANE, il brigantino ESPOIR e 12 barche cannoniere ad incrociare a sud delle isole stesse.
La mattina del 25 il Bausan uscì da Pozzuoli; immediatamente gli Inglesi gli traversarono la rotta. Le cannoniere delle due parti erano egualmente armate con un cannone da 18 o da 24 per ogni barca; la CYANE aveva 32 pezzi, l'ESPOIR 18, la CERERE 40 pezzi, la FAMA 30. Alle 8,30 le navi inglesi aprirono il fuoco sulla CERERE e sulla FAMA che risposero energicamente; alle 10 il fuoco cessò. I combattenti riportarono avarie più o meno gravi così come la CYANE e la CERERE. I Napoletani rientrarono a Pozzuoli; gli inglesi incrociarono tutto il giorno e la sera ancorarono sotto Procida, dove li raggiunsero altre bombardiere di rinforzo inviate dall'ammiraglio Martin.
La mattina del 26 giunsero nel canale di Procida le 30 barche del Caracciolo, ma vi trovarono invece del Bausan, l'inglese Staines pronto a battaglia. Il Caracciolo, intuita la sua difficile situazione, randeggiò la costa e già stava per doppiare Capo Miseno quando gli furono addosso tutte le navi inglesi; ne seguì un nutrito combattimento con perdita di navi e di vite da ambo le parti, nel quale Caracciolo tenne testa al più forte avversario. Bausan frattanto, ligio agli ordini ricevuti, all'alba del 27, favorito da un buon vento, uscì risolutamente da Pozzuoli dirigendo per il porto di Napoli, inseguito dallo Staines. Alle 6,30 le sue cannoniere cominciarono a sparare su quelle napoletane; la FAMA intanto, più manovriera della CERERE, guadagnava cammino. Anche le cannoniere avanzavano; il vento andava abbonacciandosi per cui lo Staines, sebbene l'ESPOIR restasse indietro, adoperò tutti i mezzi, anche i remi, per portare la CYANE al traverso della CERERE ed assalirla a breve distanza; erano le 7,20. Il Bausan sostenne valorosamente l'attacco e spinti dal suo esempio, tutti gli uomini ai suoi ordini contribuirono al brillante successo.

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La Battaglia del Canale di Procida in un dipinto di Saverio della Gatta

Tutta Napoli assistette allo svolgersi dello scontro così valorosamente condotto dal Bausan; il Re stesso da Castel dell'Ovo si apprestava a sostenerlo con le batterie da terra. Alle 8,30 il fuoco cessò dovunque: la CYANE gravemente danneggiata e senza munizioni fece appena in tempo ad essere presa a rimorchio dalle compagne inglesi; la CERERE assai malconcia, non sospendendo di combattere, poté aprirsi un varco ed entrare in porto, rimorchiata anch'essa, fra le acclamazioni della folla accorsa da ogni parte ad osservare tutti i particolari dell'accanito scontro. La CERERE e la CYANE erano state degne avversarie l'una dell'altra.
Il re corse immediatamente sulla CERERE, fortemente rovinata con molti morti e feriti, a congratularsi con l'eroico comandante che gli disse: «Voi mi avete confidata la bandiera, ed io ho fatto tutto il possibile per conservarla alla vostra gloria ed a quella del paese nostro». Il Bausan ricevette quel giorno dalle mani del re le insegne di commendatore dell'ordine delle Due Sicilie, ed in seguito la promozione a capitano di vascello e 10 mila ducati di beni in donazione.

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Il Re si congratula con Giovanni Bausan sul ponte della Cerere. Stampa d'epoca tratta da un dipinto conservato nella Reggia di Caserta

Il 13 agosto del medesimo anno Bausan sostenne un altro scontro con gli Inglesi nelle acque di Chiaia; nell'anno seguente prese parte a tutti i combattimenti che avvennero nel Faro e lungo le coste della Calabria; il 1° gennaio 1811 gli fu conferito il titolo di barone insieme ad un'altra donazione di 10 mila ducati. Negli anni 1812, 13 e 14 tenne il comando, della flottiglia leggera, dei vascelli CAPRI e GIOACCHINO e della fregata LETIZIA.
Alla restaurazione dei Borbone (maggio 1816) «il guerriero che aveva capitanato tutte le forze marittime del regno, divenne comandante del bastimento di guardia del porto di Napoli e quindi posto alla riforma».
Eletto deputato al parlamento delle Due Sicilie dalla provincia di Napoli, Bausan fece parte della Commissione di guerra, marina ed affari esteri. Ritiratosi per infermità a Sorrento, vi morì nel 1825 dopo 53 anni di servizio. Le sue ossa furono trasportate nella chiesa di S. Maria degli Angeli di Napoli, ove riposano.

La Marina Militare Italiana ha onorato GIOVANNI BAUSAN dedicandogli due unità: nel 1883 un ariete torpediniere, radiato nel 1920, ed un sommergibile, varato nel 1928 e radiato nel 1946.

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Il Regio Ariete Torpediniere GIOVANNI BAUSAN

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Il Regio Sommergibile GIOVANNI BAUSAN

Entrambe le unità ricevettero a Gaeta, donate dalla Città, le rispettive bandiere di combattimento. Ebbero come motto «Per maria, per hostes» (attraverso i mari contro i nemici).

postato da: carandin  


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