|
 |
| giovedì 26 febbraio 2009 |
| Centrali nucleari in Italia
Coro di 'no' dalle Regioni |
|
 |
 |
| NO al Nucleare. |
Politica: La netta presa di posizione, all'indomani dell'accordo Italia-Francia sulla costruzione di quattro nuove centrali nel nostro Paese, è dei presidenti di Puglia, Piemonte, Lazio ed Alto Adige, con quello della Toscana che ribadisce un "no" ma a titolo personale |
Centrali Nucleari? Non nelle nostre regioni. La netta presa di posizione, all'indomani dell'accordo Italia-Francia sulla costruzione di nuove centrali nucleari nel nostro Paese, è dei presidenti di Puglia, Piemonte, Lazio ed Alto Adige, con quello della Toscana che ribadisce un "no" ma a titolo personale, mentre il sindaco di Ragusa, e il presidente della provincia, come quello di Viterbo, esprimono un netto parere contrario. Il governatore della Lombardia, Formigoni, si era limitato a dire "vedremo, valuteremo, verificheremo".
"La Puglia si presenta come territorio off limits per qualunque ipotesi di centrale nucleare" ha affermato convinto oggi il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che definisce l'accordo "sciagurato", anche perché non tiene conto della realtà del territorio italiano, "una striscia allungata e densamente popolata, un Paese la cui antropizzazione é così capillare che è difficile immaginare il ritorno a cicli industriali affetti da gigantismo e con problemi di gestione dell'emergenza praticamente insolubili". "Non vogliamo il nucleare in Piemonte", ha ribadito la presidente della Regione, Mercedes Bresso, ricordando che il Piemonte ha scelto di puntare sulle energie rinnovabili, investendo 300 milioni di euro fino al 2013.
"Il nostro no al nucleare - ha sottolineato - riguarda anche lo scenario economico, non solo quello ambientale. Il Piemonte ha iniziato un cammino nella direzione delle energie rinnovabili un anno fa, producendo così opportunità di lavoro e miglioramento della qualità del territorio". Un "no" a centrali nucleari nel Lazio viene dal vicepresidente della regione, Montino e dall'Assessore all'ambiente, Zaratti, mentre il presidente Marrazzo ricorda che non si ha bisogno "di una rincorsa a un nucleare, magari con tecnologie obsolete e collocato in aree del nostro territorio che già soffrono di un'elevatissima concentrazione di strutture di produzione energetica". Il ritorno all'energia nucleare "è una strada completamente errata che comporta rischi e problemi", sottolinea l'assessore altoatesino all'energia, Michl Laimer. "Il governo dovrebbe invece puntare sempre più sul risparmio e l'efficienza energetici e sulle fonti rinnovabili di energia".
"Personalmente - afferma il presidente della regione Toscana, Claudio Martini - sono contrario a una centrale nucleare nella mia Regione, ma il mio mandato scade nel 2010 e la decisione toccherà a chi verrà dopo di me". La Lombardia non si candida ad ospitare una delle quattro centrali nucleari che saranno costruite in Italia ma nemmeno dice un no preventivo all'ipotesi. "Vediamo, valutiamo, verifichiamo" ha detto ieri il presidente della Regione Roberto Formigoni: "non c'é nessuna decisione né predecisione. Non c'é un no preventivo come non c'é un sì preventivo".
**************************************************
Deambrogio (prc-se): scorie nucleari, le rassicurazioni di scajola a bresso sono la solita aria fritta
"Le recenti rassicurazioni - dice Alberto Deambrogio, consigliere regionale PRC-SE - fornite dal ministro Scajola alla presidente Bresso in merito all'allontanamento delle scorie nucleari presenti a Saluggia sono del tutto fuorvianti".
"Nella lettera che il ministro ha spedito a Bresso - continua Deambrogio - si sostiene che nell'autorizzazione finale relativa al progetto 'Cemex' verrà inserita un'apposita disposizione alla Sogin per provvedere al definitivo conferimento dei rifiuti radioattivi presenti nel sito di Saluggia non appena disponibile il deposito nazionale".
"Questa posizione del ministro non tiene, dunque, in nessuna considerazione la delibera della Giunta Regionale n. 19-2351 del 13 marzo 2006 ("Parere regionale ex art. 6 della L. 349/86 espresso ai sensi dell'art 18 della L.R. 40/1998 e valutazione d'incidenza ai sensi del DPR 357/97 e s.m.i, relative all' "Impianto Cemex" ubicato nel sito Eurex in Comune di Saluggia, Provincia di Vercelli presentato dalla Società Sogin spa - Roma"). Delibera che conteneva una prescrizione "irrinunciabile" che il Governo ha dimenticato di inserire nel decreto: "il vincolo dell'efficacia del titolo abilitativo per l'esercizio dell'impianto Cemex e del suo sistema di immagazzinamento temporaneo alla conclusione formale della procedura di individuazione dei siti e dei sistemi di gestione centralizzata a livello nazionale".
"Siamo quindi al fatto assai spiacevole che se la Giunta e la Presidente della Regione Piemonte chiedono 'dove vai' al ministro Scajola, egli non trova di meglio da dire che 'porto pesce'".
"Davvero - continua ancora Deambrogio - non condivido l'enfasi positiva con cui l'atto del Ministro è stato salutato. Per la legge vigente il deposito nazionale doveva essere individuato entro il 31 dicembre 2008 e a oggi nulla è accaduto. Non credo sia tecnicamente e soprattutto politicamente accettabile l'atteggiamento espresso dal Governo nazionale. Alla presidente Bresso e all'assessore De Ruggiero chiedo di non avallare la pericolosa strategia di Scajola, cercando tempestivamente di far emergere i suoi aspetti di indefinita dilazione temporale su nodi cruciali e ribadendo la propria ferma volontà di non sottostare a una servitù nucleare che si protrae ormai da troppi anni.
Che i rifiuti radioattivi presenti nel sito di Saluggia debbano essere conferiti al deposito nazionale è affermazione che Sogin e il Governo ripetono da anni, ma intanto i rifiuti continuano a rimanere a Saluggia, dove Sogin sta per costruire nuovi depositi, e nessuno finora è stato in grado di fissare la data del loro allontanamento. E questo vale, oltre che per Saluggia, anche per Trino e Bosco Marengo, siti nucleari che Sogin progetta di trasformare in "depositi di se stessi".
Anzichè inviare lettere interlocutorie in cui ripete le solite ovvietà - conclude Deambrogio -, Scajola faccia quello un ministro dovrebbe fare: renda operativa la prescrizione richiesta dalla Regione e si dia da fare per fissare al più presto la data in cui i rifiuti andranno via".
Torino, 18 febbraio 2009
fonte
Saluggia un comune contro il Nucleare
Dietro si nasconde il solito contrabbando di Armi Nucleari. L'Italia è la maglia Nera dei paesi industrializzati
contrabbando di armi a Roma
Ancora oggi le nostre centrali e i nostri depositi disperdono quintali di materiale radioattivo nel nostro piatto. Noi viviamo, lavoriamo, mangiamo nei mari inquinati
Ancora oggi ci sono dispersioni
*************************************************
Smantellamento e gestione rifiuti nucleari a Trino, Saluggia e Bosco Marengo. Incontro in Regione
Riunione oggi in Regione, all'Assessorato all'Ambiente, del "tavolo della trasparenza", l'organismo di consultazione che coinvolge tutti i soggetti interessati dall'emergenza del nucleare in Piemonte.
All'incontro, coordinato dall'assessore all'Ambiente Nicola de Ruggiero, hanno partecipato i Sindaci dei Comuni interessati, i rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali ed ambientaliste, di Sogin, di ISPRA (ex APAT), del Ministero dello Sviluppo Economico, oltre ai tecnici di Arpa Piemonte.
Nel corso dell'incontro la Sogin ha illustrato l'avanzamento delle attività di smantellamento e gestione dei rifiuti nucleari ancora presenti nei siti di Trino, Saluggia e Bosco Marengo. In particolare sono stati confermati i tempi per il trasferimento all'estero del combustibile irraggiato stoccato negli impianti di Trino e di Saluggia, che inizierà nel 2010 per concludersi entro il 2011.
Nel corso del 2008 le principali attività in Piemonte hanno riguardato:
* lo svuotamento e la bonifica della piscina e il trasferimento dei rifiuti liquidi al nuovo parco serbatoi a Saluggia;
* l'avvio dello smantellamento dell'impianto Fabbricazioni Nucleari a Bosco Marengo;
* la bonifica da amianto e la conclusione dello smantellamento dei componenti dell'edificio turbina a Trino.
Inoltre, come descritto dai rappresentanti Sogin, nel 2008 sono stati ottenuti il decreto VIA per la realizzazione dell'impianto Cemex di Saluggia e per il decommissioning della centrale di Trino, oltre al decreto di disattivazione dell'impianto di Bosco Marengo.
"I programmi illustrati -ha dichiarato de Ruggiero- confermano il rispetto dei tempi previsti per il trasferimento del combustibile in Francia per le attività di riprocessamento. Siamo soddisfatti anche per l'accelerazione delle attività impressa dalla Sogin negli ultimi due anni per la messa in sicurezza e la gestione dei rifiuti nei siti, per l'avvio dello smantellamento dell'impianto di Bosco Marengo, che terminerà entro il 2009, primo impianto nucleare ad essere smantellato in Italia. L'auspicio è che si prosegua con questo ritmo e che, a breve, si concludano gli iter autorizzativi e le procedure di gara per la disattivazione della centrale di Trino e per la costruzione dell'impianto Cemex a Saluggia".
Il Ministero dello Sviluppo Economico, tramite un suo dirigente, ha illustrato i risultati del gruppo di lavoro incaricato di definire la procedura per l'individuazione del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi.
"Quello del deposito unico -ha concluso l'assessore- sarà uno degli argomenti delle prossime riunioni del tavolo di trasparenza. E' indispensabile che il governo si attivi quanto prima per individuare il sito, necessario per chiudere definitivamente i conti con l'eredità nucleare passata".
(Uff stampa Regione Piemonte)
Ancora oggi collettività pagano il loro costo.
========== OGGI E' ANCORA COSì =========
Viaggio nel paese delle scorie.
A pochi metri dalla Dora e a due chilometri dall'abitato giacciono i combustibili esausti delle centrali di Trino e Caorso. Una storia infinita, ma la Sogin rassicura: "I cittadini devono sentirsi al sicuro e felici".

È passato un anno da quando abbiamo intervistato i protagonisti della questione scorie nucleari di Saluggia. Che cosa è successo, nel frattempo? Allo stato attuale abbiamo a Saluggia 227 metri cubi di liquido radioattivo e le barre di uranio solido non sono ancora state trasferite in Francia, ma sono nel vetusto deposito Avogadro. Il tutto è in condizioni di indefinita sicurezza e tuttora non è chiaro quando questa situazione si sbloccherà, nonostante i vari programmi redatti. Gli esperti Sogin hanno deciso (contro il parere di altri esperti) di cementare le scorie, invece di vetrificarle, procedimento più costoso ma più sicuro, in quanto le sostanze chimiche presenti nel liquido radioattivo tendono a intaccare il cemento, mentre la vetrificazione appare più duratura. Si è stabilito di costruire un impianto per cementare, denominato Cemex, che ha ottenuto recentemente il parere favorevole di impatto ambientale e il decreto di via dal ministro Prestigiacomo. Il sindaco Marco Pasteris ha chiesto un incontro con il ministro, la presidente della Regione e all'assessore regionale alla viabilità, per rilevare come l'apertura del cantiere per la realizzazione dell'impianto Cemex e delle opere connesse metterebbe in crisi il sistema viario locale, che giungerebbe al collasso in breve. "In questa situazione bisogna distinguere due realtà diverse - spiega il primo cittadino di Saluggia - Una riguarda il deposito Avogadro, dove è riposto il combustibile solido e nel cui perimetro il Comune ha creato una nuova rete di monitoraggio dove transita la falda acquifera, per dare garanzia ai cittadini circa la potabilità dell'acqua. L'altra è la situazione dell'impianto Eurex, che è a 800 metri di distanza dall'Avogadro e contiene le scorie liquide attualmente 'transitate' dal Vecchio al Nuovo Parco Serbatoi e sono le scorie più pericolose".
("Il tutto a spese del Comune. Quali comuni in Italia possono sobbarcarsi questei costi!?")
Queste saranno solidificate nel futuro impianto che sarà costruito insieme ai depositi D2 (scorie di media e bassa attività già autorizzato nel 2005) e D3, che con Cemex sono in valutazione da parte del Comune. Per il sindaco, la variazione al piano regolatore che approva queste costruzioni è subordinata alla realizzazione della tangenziale per alleggerire il traffico e per facilitare un'eventuale evacuazione in caso di emergenza. Per quanto riguarda la protezione dalle "incursioni esterne", invece, la zona è ben difesa: la solerzia di chi vi lavora e soprattutto dei carabinieri si è palesata con il nostro arrivo nel sito. Fin troppo ammirevole è stata la loro attenzione nell'assicurarsi circa le nostre intenzioni: in pratica è impossibile anche solo chiedere informazioni al personale preposto all'entrata visitatori, sebbene non ci siano divieti espliciti di passaggio o accesso (ma solo di filmare o fotografare e la segnalazione di sorveglianza armata).
tutto è segreto, niente immagini, niente informazioni e Carabinieri che sono utilizzati 24 ore su 24 al costo della collettività, solo per controllare l'ennesima discarica. Questo da sempre e per sempre
Chiunque voglia avere delucidazioni a livello informativo, come cittadino e soprattutto come giornalista, può essere scambiato per un "Gabibbo" che solleva grane. Esteriormente, dunque, il sito è al sicuro e ce ne siamo resi conto personalmente. Ma dal punto di vista tecnico? Non si sa, poiché le rassicurazioni sono basate sull'invito a leggere il contenuto del sito internet della Sogin. E la spiegazione a voce non è stata esauriente. Al numero verde, più volte chiamato, ha risposto il responsabile della comunicazione Sogin, il quale ha assicurato che gli abitanti devono sentirsi "al sicuro e felici" dell'operato e ci ha invitati a spedire via e-mail le domande che avremmo voluto porre all'azienda. Mail che noi abbiamo prontamente inviato ma che, ovviamente, non ha avuto alcuna risposta. Ulteriori rassicurazioni dalla prefettura di Vercelli: Patrizia Bianchetto, dirigente "Area I", comunica l'esistenza di due Infopoint, uno a Trino e uno a Saluggia perchè il cittadino possa informarsi. Secondo i monitoraggi periodici dell'Arpa, rispetto alla condizione del 2007 la situazione della falda non evidenzia un aumento della contaminazione, e pertanto non ci sarebbe nessun pericolo. Di diverso avviso Luigi Bobba, deputato Pd, il quale sottolinea la necessità di recuperare i ritardi nei programmi individuati dal decreto Bersani e di individuare tempestivamente un deposito nazionale unico. "Nel 2000 si sfiorò la catastrofe ambientale e non c'è muro che tenga!", dice Bobba riferendosi al muro di cemento armato di oltre venti metri che la Sogin fece costruire dopo l'alluvione. Insomma, Saluggia non finirà mica per diventare, silenziosamente, il deposito nazionale? Tanto più che, secondo quanto pubblicato dalla locale Gazzetta in estate, l'accordo con la Areva, la società francese che dovrebbe riprocessare le scorie, non comprenderebbe le barre Mox. E questo comporterà un allungamento dei tempi di "ospitalità" alle barre.
Trovate tutto l'articolo in
informaconsumatori n° 9 - novembre 2008 pag.10
Questi sono costi che nessuno mette in conto al contribuente. Tanto Lui paga le tasse!
In Spagna con l'energia eolica risparmiano e producono tanta energia come da 2 centrali Nucleari |
postato da: fu |
|
|