Tele Monte Orlando, la prima tv di strada di Gaeta e d'Italia - nella sua stagione sciusciaiola e anti-panettone - ha commemorato il cinquantenario della televisione italiana (un grande avvenire dietro le spalle) a modo suo, senza gli affanni e le ipocrisie della tv di stato. E si merita i nostri sinceri complimenti. Sono andati in onda "La notte della repubblica" di Sergio Zavoli su Piazza Fontana e i misteri delle stragi in Italia (videoregistrato dal confino satellitare di Rai Educational) e il concerto di Capodanno di Vienna che quest'anno la Rai non ha trasmesso in diretta come da decennale e mondiale tradizione per sostituirlo con un altro concerto, dalla Fenice, di "musica italiana" (lo spiego perché sono deficienti, o si capisce?).
A proposito di storia della tv, tmowatch vorrebbe tanto sapere dal Masaniello dell'etere cosa ne pensa di questa frase di Enzo Biagi: «La Rai ha unificato gli italiani più di Mazzini e di Garibaldi». E TMO?
Il lunedì prima di Natale a Gaeta è arrivato il signor De Gennaro, meridionalista milanese ma di origini napoletane. Fulminato sulle retta via del meridionalismo dalla lettura de "I Savoia e il massacro del Sud", bestseller di Antonio Ciano, si è tramutato in un vero borbonico lumbard. Il Masaniello dell'etere lo ha intervistato da Vito, il ristorante di fiducia, dopo un abbondante portata di pasta fagioli e cozze. Ciano ha omaggiato anche il presepe di Vito, intonando (si fa per dire) "Tu scendi dalle stelle". A cena (presente anche il sottoscritto), verso il terzo bicchiere di vino, il signor De Gennaro è stato nominato seduta stante segretario lombardo del Partito del Sud. Dopocena è seguita una memorabile diretta su TMO in due parti. Nella prima un duetto tra Ciano e il borbonico lumbard. In particolare il Masaniello dell'etere ha lanciato l'ultima frontiera della battaglie civili meridionali: il boicottaggio del panettone. Contro panettoni e pandori simboli dell'imperialismo economico padano, Ciano ha raccomandato "l'orlandone". Sembra una burla, ma non lo è. L'orlandone esiste davvero: è una specie di panettone più basso, con più canditi e gocce di cioccolato, lo slogan è "la delizia dei borbone", marchio regolarmente registrato. Lo produce una pasticceria gaetana (guardacaso a pochi metri dagli illustri studios di TMO) e si può anche ordinare via internet. "Roba da trenta euro al chilo, s'intende" ha scritto Galletti sul suo blog commentando il palato radical chic di Ciano.
Nella seconda parte della diretta D'Arienzo, Ciano e il sottoscritto hanno affrontato il tema caldo della legge Gasparri e del decreto salva-Rete4. A un certo punto D'Arienzo stava spiegando l'insurrezione post-mediatica o qualcosa del genere (con citazioni del Sole24ore) quando è uscito di corsa dallo studio perché aveva lasciato l'auto in seconda fila.
Il 24, 25 e 26 dicembre TMO ha programmato "a rullo" un video natalizio che iniziava (la voce suadente è quella di Mino Forcina, vecchio marpione radiofonico di talento ora dietro le quinte della telestreet gaetana) come un qualsiasi articolo di Enzo Biagi: "L'estate è solo un lontano ricordo... ma un cuore caldo continua a battere in città...". C'è molta tenerezza. Anche nella notte e nella giornata di Capodanno è andato un video di auguri "a tutti i nostri telespettatori", con tutti i nomi della "redazione" (tra cui il sottoscritto).
Pochi giorni prima di Natale Ciano è riuscito anche a scovare il vescovo nei corridoi dell'ospedale mentre salutava gli ammalati. Il monsignore ha indicato la telecamera e ha detto al Governatore: "ah, birichino, birichino...".
Ultimo dell'anno (trasmesso il pomeriggio del 2 gennaio). La mattina del 31 il Masaniello dell'etere è andato al Comune per una frugale conferenza stampa di fine anno del sindaco Magliozzi. Il Cap. ha fatto gli auguri alla città e ha trionfalmente annunciato che, dopo l'adesione all'autorità portuale di Civitavecchia, su Gaeta pioveranno "ottocento miliardi di vecchie lire". Poi, forse resosi conto di averla sparata troppo grossa, ha aggiunto: "vabbe', anche se fossero duecento io mi accontenterei". Il Cap. - che è liberista solo fino a Vindicio - ha esortato inoltre i gaetani a fare acquisti nella loro città e si è scagliato contro l'ampliamento di un centro commerciale a Formia (in effetti, un sindaco di Forza Italia che si scaglia contro l'apertura di ipermercati e "contro la concentrazione nelle mani di un unico soggetto della grande distribuzione commerciale" è un paradosso delizioso).
Strepitoso il reportage di Ciano nel pomeriggio dell'ultimo dell'anno sul corso principale della città (corso Cavour, ma lui non lo nomina, dice solo "il corso che speriamo cambierà presto nome"). Il Governatore aveva già brindato, e si capiva da come oscillava la telecamera mentre tutto attorno i passanti salutavano con la manina e gruppi di tutti i tipi suonavano "gli sciusci", i folkloristici canti augurali gaetani di Capodanno. "Ohi patrò ti-emme-o dacce nu sciuscie, annanze che s'ammosce dacce quatte fiche mosce". Mentre girovagava tra la folla Ciano ha incontrato il Maestro Gianni Guadalaxara (artista e uomo di destra, pittore e barzellettiere, nonché fervido ammiratore della Ducia Alessandra - vedi rec. n°16). Il Maestro, senza indugiare, ha raccontato l'ultima delle sue storielle. Del genere: una ragazza dice "ieri sera mi sono fatta un martini e ancora mi brucia lo stomaco", l'amica risponde "e io ieri sera mi sono fatta due negroni e mi brucia il culo". Grasse risate di Ciano. Guadalaxara si preoccupa: «Eh, ma queste sono un po' sporche!». Risposta di Ciano: «Tanto vanno in onda tardi!». Orario di messa in onda: le cinque del pomeriggio del 2 gennaio. Mentre camminava qualche scugnizzo ha osato lanciare un petardo tra i piedi del Governatore: si è sentito lo scoppio, la telecamera tremare e lui che imprecava contro questi "scostumati, teppisti, pazzi, criminali" (manco fossero soldati piemontesi). Infine Ciano ha ripreso lo show di Nino Granata, in arte Cocchetto "o' re dello sciuscio" (un incrocio tra Pulcinella, Peppe Barra e Renato Zero, che il sottoscritto intervistò un anno fa). Titolo di quest'anno: Gaeta Gitana. Cocchetto sempre più rauco di anno in anno ma inconfondibile e stavolta in stile gitano abbinato alla canzone: capelli sciolti, nacchere, brillanti, trecce di stoffa. Bisogna ammettere che Cocchetto è insuperabile nel risvegliare in noi i peggiori istinti folk-kitsch. «Chesta Gaeta nun l'amma scurdà/ chisto fulklore è la felicità/ o' sciuscio ce fa 'nnamurà!». Zum-pa-pa zum-pa-pà.
Da segnalare che il Messaggio di Capodanno al Popolo e a Ciampi del Governatore Ciano non è ancora andato in onda su TMO. Forse Ciano sta ancora digerendo l'orlandone.
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