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| martedì 28 ottobre 2008 |
| Metti una sera a cena, tra liceali ed emigranti |
| Cambridge, incontro tra delegazione "Progetto Serapo" e gaetani d'America. Il vicesindaco confessa: "Curtatone? Lo invidio". |
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| cambridge, ma, us |
Gaeta: Dodici studenti di quinta classe superiore, un paio di professoresse di inglese, un vicesindaco, una piccola folla di emigranti gaetani d'America della vecchia generazione, un'attempata band con trombe e tamburi a suonare inni nazionali e tarantelle assortite. La sera di giovedì 23 ottobre, nei dintorni di Boston, a mille miglia dai tumulti studenteschi delle piazze italiane, riserva strani incontri e piacevoli sorprese. Protagonista è la delegazione di studenti di Gaeta e dintorni coinvolta nella prima edizione del "Progetto Serapo".
Un progetto che prevede una serie di scambi culturali tra i comuni di Gaeta e Somerville. Così 12 studenti di Gaeta e dintorni, tra quelli di liceo scientifico e nautico e commerciale, sono stati per undici giorni ospitati da famiglie americane a Somerville, visitando la vicina Boston, le scuole e le università locali, osservando la vita quotidiana negli States, incontrando loro coetanei d'oltreoceano. A primavera dodici studenti americani ricambieranno la visita in Italia, ospiti di altrettante famiglie a Gaeta. E' una svolta nella storia dei gemellaggi tra Gaeta e Somerville, il più delle volte limitati alle solite pletoriche delegazioni di politici e staff comunali. "I costi sono distribuiti in maniera equilibrata tra i vari soggetti partecipanti" spiega il vicesindaco e assessore alla Cultura Di Ciaccio. "Infatti, l'amministrazione ospitante, in questa occasione Somerville, pagherà il soggiorno agli accompagnatori e gli spostamenti agli studenti, mentre l'amministrazione mandante, quella di Gaeta, pagherà il viaggio agli accompagnatori e lo spostamento per e dall'aeroporto a tutti i partecipanti. Gli studenti pagano il biglietto aereo di andata e ritorno e gli extra".
E nel mezzo di questo viaggio un incontro con una rappresentanza della folta comunità di origine gaetana che è emigrata in queste terre del Massachusetts decenni orsono era un appuntamento irrinunciabile. "Da questa stanza sono passati tutti i gaetani in visita, e i sindaci nessuno escluso" ricorda il presidente della "società dei santi" Sal Di Domenico, facendo capire che valeva la pena organizzare seppure in fretta e furia questa visita, l'amministrazione Raimondi non poteva mica permettersi un incidente diplomatico del genere, proprio con gli americani poi. |
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| cambridge, ma, us |
Così la delegazione capeggiata dal vicesindaco Di Ciaccio si è ritrovata nella sede dell'associazione dei Santi Cosma e Damiano, storico punto di incontro di molti vecchi gaetani d'America, in Porter Street a Cambridge. Accoglienza festosa, col vicesindaco che improvvisa un discorso in inglese ("we are very happy to stay here...", e poi "we are very devoti" gli risponde una signora dall'altro tavolo quando lui ricorda che "forse Cosma e Damiano non sono the best saints perché c'è anche sant'Erasmo"), la banda che suona Fratelli d'Italia, due tavolate all'insegna della cucina ovviamente italiana di cui già qualche studente sentiva la mancanza, gli emigranti che interrogano i ragazzi tentando di indovinare vecchie parentele, un senatore dello Stato che omaggia il vicesindaco di una pergamena ufficiale con menzione d'onore. A un certo punto i simpatici vecchietti della "Roma Band" volevano quasi intonare la vecchia canzone del Ventennio "Giovinezza", giacché loro se la ricordavano ancora quando erano giovani e stavano in Italia, ma interviene il vicesindaco in persona a respingere, sorridendo, l'imbarazzante proposta.
E' un panorama allegro e malinconico allo stesso tempo. "Noi l'amore per il nostro paese natio non l'abbiamo perso, e siamo sempre contenti di stare insieme a nostri compaesani. Amiamo l'America che ci ha ospitato, ma conserviamo l'orgoglio di essere italiani e di onorare i nostri santi protettori" dice una signora dal tavolo degli emigranti facendo il suo discorso di accoglienza. "Un'esperienza magnifica, però già mi manca vedere il mare di Gaeta ogni mattina quando mi sveglia" confessa Alba, studentessa del Nautico Caboto. Che poi aggiunge, rispondendo a domanda sull'argomento: "No, al ritorno la mia scuola non la occupo, mi va bene così com'è". "La verità è che i ragazzi sono rimasti stregati in positivo dagli Stati Uniti, e soprattutto dallo shopping più sfrenato" raccontano le profesoresse che hanno acoompagnato il gruppo in giro per Boston. Il vicesindaco e assessore alla Cultura Salvatore Di Ciaccio si è scoperto pure lui più filoamericano di quanto sospettasse, e non solo per lo shopping in enormi mall cui pure non si è sottratto: "Ho avuto modo di apprezzare l'enorme senso civico e di appartenenza che ha il popolo americano e di cui spesso in Italia si sente la carenza". E un po' di invidia per il sindaco di Sommerville Curtatone? "Be' si, bisogna ammettere che lui se la passa meglio di noi, d'altronde la sua città si muove con un'economia e un bilancio assai più floridi di quelli che abbiamo a Gaeta, ma noi conserviamo ancora un'energia notevole".
VIDEO 1/ L'incontro tra la delegazione del "Progetto Serapo" e i gaetani d'America
VIDEO 2/ Interviste: il vicesindaco Di Ciaccio; la studentessa Alba dell'Istituto Nautico Caboto
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di: Luca Di Ciaccio |
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