I vari relatori, coordinati dal presidente del Circolo organizzatore, Andrea Monaco, hanno ragionato sulle problematiche relative ai rischi di sversamento accidentale di idrocarburi in mare, dei danni possibili sul sistema ambientale sia marino che costiero e sui metodi per fronteggiare e controllare il rischio. "Non si può fare a meno degli idrocarburi, - ha detto in apertura il sindaco Raimondi, complimentandosi per l'iniziativa - ma bisogna che avvenga senza rischi per l'ambiente, coniugando l'economia dell'energia con quella dell'ambiente - che è in strettissima relazione con il turismo, motore primo di questa città". "Stiamo mettendo a punto una metodologia per fronteggiare gli sversamenti - ha detto Franco Guglielmetti, ordinario di Fisica Tecnica Ambientale della "Sapienza" - Da noi non possiamo applicare i modelli in uso nel resto del mondo. Le nostre coste sono speciali per il loro altissimo valore ambientale. Abbiamo 300.000 ettari tra coste ed aree marine protette, parchi, santuari, ecc. Procederemo ad una mappatura - ha proseguito Guglielmetti - di tutta la costa italiana, partendo dalle aree marine protette, e poi trasferiremo tutto il know-how alle Capitanerie di Porto, che sono il braccio operativo di questo grande progetto di protezione delle nostre coste dal rischio di eventuale incidenti di sversamento derivante dai 300 milioni di tonnellate di petrolio che ogni anno transitano nel Mediterraneo». Cumo del Ministero dell'Ambiente e Astiaso, biologo della Sapienza, hanno parlato delle migliori tecniche per mitigare gli eventuali incidenti e del progetto globale messo in campo dal Ministero dell' Ambiente, nel tratto di mare che, partendo dal Lazio meridionale, comprende Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Significativi gli interventi di Ciancia del Dipartimento Scienze Biologiche della Federico II, che ha parlato della gestione delle risorse in relazione alle acque e alla costa e del comandante della Capitaneria di Porto di Gaeta, Leone, che ha illustrato il ruolo della Guardia Costiera nella tutela del patrimonio ambientale marittimo e costiero. Interessante e suggestiva la mostra fotografica di Adriano Madonna, allestita a latere del convegno, relativa ai fondali e i tratti costieri del Parco Riviera d'Ulisse. "E' stato il primo di una serie di eventi scientifici organizzato dal circolo da me presieduto - ha detto Andrea Monaco- e introduce quella che sarà la prima attività del Circolo, ovvero la mappatura della zona che va da Torre Truglia di Sperlonga al Porto Commerciale di Gaeta, rientrante nel più ampio progetto che coinvolge tutto il Tirreno meridionale".
Franco Schiano