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| venerdì 21 settembre 2007 |
| Templum Veneris Genetricis |
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| Venus Genetrix |
Archeologia nella Natura: Oggi, tutti gli appassionati di storia romana sanno che tra pochi giorni, in corrispondenza della festività dei Santi Cosma e Damiano, ricorrerà una festa molto sentita per gli antichi romani: la costruzione del tempio di Venere Genitrice. |
Questa era una solennità celebrata il 26 settembre, in onore di Venus Genetrix, Venere Madre, con cui si ricordava la dedicatio del Tempio. Il tempio fu costruito da Giulio Cesare, in occasione della vittoria nella battaglia di Farsalo, nel Forum Iulium e fu inaugurato nel 46 a.C. L'eponimo Genetrix si riferiva alla divina origine della famiglia Iulia, tramite la figura di Enea, suo figlio.
Originariamente Dea dei giardini e degli orti, Venere, in seguito, fu identificata con Afrodite, la divinità greca dell'amore e della bellezza.
Il nome stesso di Venere significava bellezza e grazia. Secondo la mitologia greca nacque, se ci affidiamo ad Omero, da Zeus e Dione, secondo altri invece da Gea e Urano. Dopo la sua nascita, in una conchiglia fu spinta da Zefiro sulla spiaggia dell'isola di Cipro. Qui le Ore la vestirono e l'agghindarono e la condussero poi presso gli Immortali che furono meravigliati e ammirati dalla sua bellezza. Giove la diede in moglie a Vulcano, il dio zoppo, che faceva il fabbro all'interno dell'Etna. Venere ebbe diverse avventure extraconiugali, tra cui famosa è quella con Marte, da cui ebbe due figli Deimos e Fobos (Paura e Terrore). Amò tra gli altri, Adone e Anchise, da cui ebbe Enea. Venere veniva accompagnata sempre da un corteo di creature semi divine, tra cui le Grazie, il Riso, gli Amorini, le Ninfe e le colombe a lei sacre. Le erano anche sacri i cigni, le lepri, i delfini, le tartarughe. Tra le piante amava soprattutto la rosa, il mirto, il melo e il papavero.
Però in Italia questa Dea dalla bellezza unica ed ammaliante, ebbe anche un'importanza politica, in quanto si credeva che esercitasse una benefica influenza sulla concordia fra i cittadini e sulla socievolezza tra gli uomini. Quando Venere si fuse con Afrodite, e le leggende di questa furono accolte in occidente, facile ascolto trovò anche la leggenda di Enea, fondatore della stirpe romana. La Dea venne identificata anche con il giorno Venerdì, tanto che i Sassoni usavano il nome della loro Dea della fertilità, Fria, che si trasformò poi nel nome inglese di Friday (Venerdì). I Sumeri, dai quali l'Astronomia greca trasse molti concetti, chiamavano questa Dea Inanna, o anche Ishtar o Eshtar, ovvero la Stella del Mattino e la Dea dell'Amore, in particolare l'amore dei sensi e quello per la guerra e le battaglie. Nelle sue rappresentazioni la dea era alata, cavalcava un leone ed era armata di arco e frecce. Normalmente veniva ritratta vicino al dio Sole, poiché si trovava sempre vicino al Sole. Aveva una sorella, la sua controparte serotina, che era di guardia all'ingresso del Regno degli Inferi. Secondo la leggenda, la Dea discese agli Inferi per cercare l'anima del suo amato, Tamuz, che era morto. A mano a mano che si spingeva negli Inferi, la Dea veniva privata della sua gloria dai guardiani dell'inferno. Quando arrivò al cospetto della Regina degli Inferi, venne impiccata ad un gancio per carni e lasciata agonizzare fino alla morte. Per il suo sacrificio, la Dea venne infine salvata per volontà divina ed eletta Signora del Cielo. Per i Maya, invece, Venere era di sesso maschile, infatti, era il Dio della guerra, che irradiava la terra con raggi cattivi, provocando morte e distruzione.
Maria Stamegna |
postato da: cheyenne90 |
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