Restando «saldamente ancorati alla realtà che ci circonda», insomma, è possibile «svegliare Gaeta dal torpore e dalla rassegnazione in cui sembra essere caduta», restituendo «splendore all'inestimabile patrimonio culturale, artistico, ambientale ed umano che questa città possiede». E proiettarla, nel contempo, verso nuove e valide opportunità di sviluppo.
Forte del sostegno di ben sei liste, l'avvocato penalista si prepara a governare «con la testa, con il cuore, ma sempre con i piedi per terra», mettendo al centro dell'azione amministrativa il cittadino, «protagonista del proprio futuro». Una delle sfide primarie, infatti, resta quella di «ridurre la distanza, sempre più profonda, che separa gli amministratori dai cittadini». E c'è poi da «realizzare, tutti assieme, una città moderna, che guardi all'Europa e non sia chiusa in se stessa». Vincitore, nel febbraio scorso, delle elezioni primarie del Centrosinistra, Magliuzzi è oggi sostenuto dal Movimento Democratico Popolare, la Margherita, i Democratici di Sinistra, Verdi e Pdci, Rifondazione Comunista, Golfo Unito/Udeur.
Il programma presentato agli elettori parte dalle «politiche per la persona» ed arriva ad indicare il turismo quale «principale risorsa economico-occupazionale» di Gaeta. Grande importanza viene poi riservata all'educazione, l'istruzione e la cultura, all'ambiente, alle pari opportunità, alle «politiche per la città partecipata». I cittadini, in sintesi, saranno coinvolti nella «formulazione delle politiche e delle scelte» dell'amministrazione comunale, attraverso l'adozione di strumenti nuovi quali il bilancio partecipativo ed il bilancio sociale. Saranno istituiti l'Ufficio Relazioni con il Pubblico, lo Sportello del Lavoro ed un Ufficio per la Pace; i comitati di quartiere saranno rivitalizzanti mentre il Golfo di Gaeta sarà dichiarato area sensibile per avviare una seria attività di tutela del mare, principale risorsa della città. L'Avir sarà «acquisita dal Comune e restituita ai cittadini mentre per l'area Agip si aprirà un tavolo di confronto con Eni, Governo e Regione per la dismissione dei serbatoi di Arzano».
[Sandra Cervone]