Attraverso un costante dialogo con i gaetani, portato avanti nei mesi con una attenzione quasi maniacale, Anthony Raimondi (detto l'Americano poiché nato a Sommerville, negli Usa, da genitori di Gaeta), è riuscito a creare attorno a sè un movimento notevolissimo, basato su un vero e proprio "progetto" articolato che nulla tralascia o sottovaluta. «Il nostro programma -dice- rappresenta l'impegno concreto verso tutti i cittadini. Abbiamo idee chiare ed una squadra determinata che punta innanzitutto sull'entusiasmo e poi su azioni efficaci. Vogliamo operare per Gaeta, favorendo quella svolta tanto attesa». Tre le direttrici fondamentali dell'ambizioso programma: grandi opere , servizi al cittadino e lavoro , accoglienza (creazione di un contesto urbano più dinamico e di qualità, in grado di accogliere turismo nazionale ed estero). Raimondi, insomma, si è presentato da subito come il «volto veramente nuovo», il «sindaco della rinascita, capace di rompere vecchi schemi e dare finalmente a Gaeta un'amministrazione ed un governo serio e sano, che garantisca rilancio reale in termini economici, sociali e culturali». «La Gaeta per la quale ci battiamo -dice- è la città dello sviluppo, dell'uguaglianza e delle pari opportunità, la città dove nessuno resterà escluso e che vedrà valorizzate le risorse e le peculiarità». No, quindi, alle «false promesse e alle solite facce»: con Raimondi Gaeta «riavrà il prestigio che merita» ed un «cambiamento reale a beneficio di tutti». L'esperienza personale, maturata in tanti anni di impegno internazionale quale presidente del Vis, fanno di Raimondi il sindaco della «rivoluzione dal basso e dell'autodeterminazione di una città stanca di parole e desiderosa di concretezza».
[Sandra Cervone]