Nel periodo dell'alloggiamento del Comando Alleato al nostro Pod.O.N.C. n.769 di Borgo Bainsizza, le pareti della grande cucina, unica stanza ben riscaldata e quindi sede dello stesso, erano tutte tappezzate da grandi Mappe, similmente a quelle ufficiali rappresentate in una sezione aperta degli archivi del Pentagono.
Alcune pattuglie di commandos portavano comunicazioni e dati relativi all'avanzamento o sulle resistenze nemiche.
Altre relazionavano sulla natura fisico-ambientale incontrata (ponti rotti, ecc...).
Già la mattina del 22 gennaio i tedeschi ritirandosi, anche da casa mia dove c'era un accampamento di tende nel cortile e un'officina per la riparazione dei mezzi mimetizzata in campagna, avevano fatto brillare i ponti sul Canale Mussolini dopo essersi riparati nella più sicura sponda di Littoria.
Nel cortile era rimasto, però, un grosso carro armato che nella fuga non aveva voluto saperne di mettersi moto, di ruggire ed era rimasto lì ripiegato su se stesso, piantato nel fango come un monumento di metallo sconfitto e pronto a consegnarsi ai nemici che stavano per sopraggiungere salendo dal Vallone dell'Acciarella...
Un maggiore inglese del reparto di Birmingham riportava puntualmente le posizioni conquistate su una grande mappa dispiegata alla parete contrassegnando il fronte provvisorio che avanzava con spille e bandierine di diverso colore.
Altre comunicazioni, più frequenti arrivavano via telefono.
I Commandos, infatti, quando avanzano si trascinavano appresso pesantissimi rocchetti di fili che dipanavano lasciandoseli indietro per i necessari collegamenti.
Chilometri e chilometri di fili, una ragnatela impensabile. E così avevano fatto arrivando al podere la notte del 24 venendo su dalla strada del Bosco e dal Vallone. Quei fili abbandonati al termine della guerra erano rimasti lì nelle campagne e utilizzati in seguito dai coloni per gli usi agricoli più svariati.
A sera, a imposte di finestra ermeticamente chiuse ma col camino finalmente acceso, altri ufficiali di diverso grado segnavano e fissavano in un rapporto grafico, le posizioni guadagnate dalle truppe nella giornata o gli stazionamenti.
Discutevano a lungo in inglese, lingua che solo mio nonno Ambrogio Andreatta conosceva bene per esser stato molti anni prima negli States.
Ma lui non era ammesso.
Mia madre, Fanny, unica della famiglia ammessa all'interno della cucina per esigenze di governo della stessa, racconterà spesso in seguito, testimone privilegiata, dell'esistenza di queste grandi mappe e delle procedure seguite dagli ufficiali per la registrazione delle postazioni.
Gli ufficiali erano gentili con lei e i miei fratelli e per i suoi servigi di cucina la ricolmavano di cioccolata.
Io stesso da bambino ho visto questi grandi fogli, mappe vergini in inglese per me incomprensibile allora ma molto affascinanti, non ancora contrassegnate da niente ma pronte ad esserlo, abbandonate in copia, al momento della fuga e conservate ancora, per almeno tredici anni dopo, fino alla morte di mio padre, primo consigliere comunale dei borghi, avvenuta tragicamente mentre si recava alla seduta consiliare nel maggio del 1957.
Erano mappe poco aggiornate non riportavano la via, dello Scopeto, dove il Comando ora stava al Pod.769 e Borgo Montello era ancora chiamata Conca e Borgo Podgora Sessano.
E, allora, il mio interesse di alunno delle elementari era suscitato e attratto tutto da queste inesattezze o differenze che mi divertivo a rimarcare e dal saper che quelle... erano le carte che avevano fatto vincere gli americani.
Sulle Mappe Ufficiali, esattamente sulla Map n.4, il punto iniziale della linea 15=504 (tre lineette parallele che non trovo in tastiera) corrisponde al Pod.dell'O.N.C.769 di B.Bainsizza (ex Podere Andreatta, sede per un certo perido del comando alleato presieduto dal maj. gen. John P. Lucas).
Osservando le carte d'archivio si nota con curiosità come la carta base della mappa della American Forces in Action Anzio Beachhead fosse, comunque, vecchia e, malgrado, i dieci anni trascorsi dalla fondazione (18 dic.1933) di Borgo Bainsizza non vi comparisse, come non compaiono alcune strade importanti come Via Piano Rosso (tracciata addirittura come sentiero battuto nel '600 dai Caetani dando anche questo nome a tutta quella zona) e le strada, ora provinciale, dello Scopeto, (il n/s. podere era in Via dello Scopeto 1) parallela intermedia tra Via Monfalcone e Via Macchiagrande, e ancora come Borgo Montello continuasse ad essere denominato e contrassegnato col vecchio nome pre-bonifica di Conca e B.Podgora, ancora, con quello di cantiere di Sessano... Evidentemente i servizi alleati di intelligence non disponevano di mappe troppo dettagliate e aggiornate. Ancora nella Mappa 8 del 1 feb., dopo l'occupazione del podere nella descritta notte del 24 gen., si può osservare come la penetrazione verso Macchia Pantano (Canale Mussolini) e Cisterna parta sempre dal nostro podere. Tra le foto del sito, molto materiale, e il ponte distrutto sul Canale Mussolini la stessa mattina del 22 e altre d'interesse, anche giornalistico. I temporeggiamenti dopo lo sbarco e la resistenza tedesca sul fronte di Campo di Carne per un pò avevano fatto pensare alla possibilità di una manovra tattica alternativa meno diretta e aggirante a sud-est, per l'Appia, con tutte le conseguenze ed i ritardi nella liberazione della capitale che si conoscono. Quando ho scritto per La Provincia il 26 aprile 2004 (Quegli eroi italiani per caso)(*) mi era stato chiesto anche dal quotidiano di documentare, potevo farlo solo perdendo un pò di tempo, che al momento non avevo, rintracciando immagini familiari e alcune interviste filmate a parenti anziani ormai defunti, o esibendo qualche reperto tra cui un particolare fischietto, della J.Hudson & C°- Birmingham - 1940, donato da un capitano inglese a mio fratello Ambrogio che aveva due anni, ma preferii basarmi, più sbrigativamente, soprattutto, su miei scritti precedenti. In questi giorni ho scoperto questo sito dell'American Force sull'Action Anzio Beachhead i cui dati registrati combaciano esattamente con le mie precedenti descrizioni.
Sergio Andreatta
www.andreatta.it
(*) Anche qui in Telefree.it: "Eroi italiani per caso", del 25.04.2005