Lui è Domenico Sanna, di soli 21 anni, diplomatosi in musica presso la stessa Università nel 2005 e destinatario di ben due borse di studio per merito. La prima, quella ottenuta dalla "Global Music Foundation", gli ha permesso di frequentare il "Seminar of all musics" in Certaldo (Firenze), studiando pianoforte con Greg Burk. Grazie alla seconda borsa di studio, invece, ha frequentato la Master Class "We Love Jazz" durante il "Ronciglione Jazz Festival", studiando con Kenny Barron e distinguendosi fra gli altri iscritti tanto da ricevere l'onore di aprire il concerto di Barron e Monteiro. Una pomessa del paronara jazz d'Italia, insomma, tant'è che questo giovanissimo musicista già svolge l'attività di pianista jazz nell'ambiente dei locali romani. E, oltre a far parte di varie formazioni, insegna pianoforte privatamente. Sanna ha seguito seminari con Scott Reeves, Simon Philips, Danny Gottlieb, John Ramsey, Gegè Telesforo, Andy Grevish, Michele Papadia. Vedere le sue mani correre come ragni sulla tastiera è avere conferma del suo talento che, unito all'amore per la musica, lo porterà sicuramente molto avanti. E che dire del sorriso che mai l'abbandona mentre, nel corso di un concerto, annuisce agli altri membri del "Domenico Sanna Quartet", formato da David Boato (tromba), Paride Furzi (contrabbasso) ed Emanuele Zappia (batteria)? Un terzetto davvero niente male per un esordiente, visto che si tratta di personaggi già noti nel panorama jazz, e della musica in genere. La loro musica accomuna, esalta, rincuora. Non a caso il Gruppo si è già affermato nella Capitale, si prepara ad incidere un disco e finanche ad ampliarsi con il supporto di una voce. Per la manifestazione "Gaeta e la notte", il Quartetto ha suonato in Piazza Cardinale De Vio, sulle scale dell'ingresso del restaurato Palazzo che ospita il Museo Diocesano. Un ritorno a casa per Domenico, circondato dagli affetti più cari e da tantissimi amici ed estimatori. Una bel successo di pubblico per gli altri musicisti che, per questa serata organizzata dalla "Macchina degli Eventi" di Mattia Sasso, col patrocinio dell'Associazione Cajeta e dell'Assessorato alla Cultura del Comune, hanno proposto un repertorio che abbracciava vari stili del jazz, da quello più classico a quello degli anni Sessanta di Herbie Hancock e Bobby Short. "Ritorneremo nel Sud Pontino con altre manifestazioni",promettono mentre il pubblico applaude, mostrando di gradire.