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| venerdì 14 aprile 2006 |
| "No al parco dei Monti Ausoni" |
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| Latina: Terracina, Sonnino, Fondi, Lenola, Monte S. Biagio, Campodimele contro la delibera regionale
"Decisione presa senza la concertazione degli Enti locali" |
"Diciamo no all'istituzione del parco dei Monti Ausoni e del lago di Fondi". E' questo il messaggio portano avanti in modo chiaro e forte dai sindaci di Fondi Luigi Parisella e di Sonnino Gino Cesare Gasbarrone, insieme agli Assessori di Monte San Biagio Mario Brancaleone, di Lenola Pasqualino Guglietta, e di Terracina Giovanni Masci che hanno deciso di intraprendere ogni tipo di azione, anche legale, per bloccare le dizioni della Regione Lazio. L'incontro è stato promosso dal Presidente della Provincia Armando Cusani e dagli Assessori all'Agricoltura, Caccia e Pesca Enrico Tiero e all'Ambiente, Massimo Giovanchelli. "La Provincia è schierata al fianco dei Comuni e delle Associazione che si sentono danneggiati dall'istituzione del nuovo parco - dicono Enrico Tiero e Massimo Giovanchelli - per la decisione della Regione, presa d'imperio e senza la dovuta concertazione con i vari soggetti interessati". Ieri mattina, nella sala Giunta della Provincia di Latina in via Costa, si respirava un clima generale di indignazione. Una situazione scaturita dal fatto che i diretti interessati si sono sentiti scavalcati da ordini provenienti dall'alto senza essere stati prima avvisati. "Abbiamo appreso la notizia dalla stampa - ha spiegato il sindaco di Fondi Luigi Parisella - La scelta della Regione è sbagliata perchè pregiudica lo sviluppo di attività economiche, agricole, zootecniche, commerciali e turistiche. Non è possìbile far nascere delle iniziative sulla carta senza andare a verificare quali sono, invece, le caratteristiche concrete che il territorio offre. Caratteristiche che noi Enti locali, invece, conosciamo molto bene. In questo modo andrebbe a svanire anche il progetto relativo al mattatoio comunale. Un progetto al quale avrebbe partecipato anche l'università di Cassino". "A conferma dello sbaglio che la Regione sta facendo - ha continuato Luigi Parisella - posso prendere ad esempio la zona del lago di Fondi. Da quando questa è stata inibita alla caccia e alla pesca si è caduti nell'abbandono più totale. Da quando mancano i cacciatori la zona è abbandonata a se stessa con rifiuti sparsi ovunque. I cittadini di Fondi sono pronti ad azioni di protesta per salvaguardare le potenzialità di sviluppo della propria terra". I dirigenti del settore sostengono che l'iter procedurale ha avuto corso senza il coinvolgimento di chi amministra e quindi conosce il territorio palmo a palmo. "Ci troviamo di fronte ad un atto politico - sostengono - che non ha alcun presupposto amministrativo. E' un atto mancante della procedura concertata così come dettato dalla legge regionale 29 del 1997 (art. 2 e art. 9) con le Province, i Comuni e le Comunità Montane, attraverso delle conferenze, per redigere un documento d'indirizzo prima della decisione della Regione. E' un atto, inoltre, che non tiene conto del limite che la 152 del 92 impone alle aree protette: più del 30% del territorio regionale non può essere vincolato. Limite che, invece, è stato oltrepassato abbondantemente". " Sono perimetrazioni messe alla cieca - stigmatizza Gino Cesare Gasbarrone - senza conoscere il territorio di Sonnino che, negli ultimi anni, è andato incontro a notevoli cambiamenti. Secondo i nuovi parametri regionali, da tutto il nostro comune verrebbe escluso solo il centro urbano". "E' ovvio che la Regione Lazio non ha tenuto conto della realtà pontina - continua Mario Brancaleone - non siamo a favore dell'istituzione della aree protette ma da qui a 3.000 ettari di Sic (Sito di Interesse Comunitario) sui Monti Ausoni ce ne passa. E laddove siamo stati noi a chiedere la tutela delle due sugherete di Valle Marina e San Vito, metà poteva essere preservata, l'altra metà rimaneva fuori. Non mi preoccuperei tanto degli insediamenti agricoli, le Sic non vanno ad incidere su questi, quanto per le aree gravate da uso civico. Non è possibile prendere una decisione senza fare, prima, un'analisi territoriale puntuale". "Nemmeno noi siamo stati coinvolti - aggiunge l'assessore Pasqualino Guglietta - il nostro comune è già compreso nella perimetrazione del parco degli Aurunci, ha una Zona Protezione Speciale e una Sito di Interesse Comunitario. Con l'istituzione del nuovo Parco degli Ausoni, il territorio rimarrebbe chiuso, recintato". "Sono preoccupato ed indignato allo stesso tempo. - conclude Giovanni Masci - Preoccupato per tutte le attività che rischiano di essere compromesse . Indignato per una decisione che è piombata dall'alto senza alcuna concertazione con gli Enti locali. Sono d'accordo nel mettere in atto tutte le azioni per bloccare l'iter.
E ricordo che alcune delle zone che potrebbero essere vincolate volevano essere utilizzate dall'amministrazione nel nuovo Prg al fine di incentivare lo sviluppo turistico e agrituristico".
L'incontro si è chiuso con la decisione, da parte dei presenti, di bloccare con ogni mezzo (anche ricorrendo ad azioni di tipo legali) la delibera che rappresenta un ostacolo ed un ingessamento verso ogni forma di sviluppo territoriale .
Marica Pucinischi |
| fonte: Provincialatina.tv postato da: cicciodicirce |
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