Dal 1977 in poi Latina ha avuto con regolarità il suo Carnevale tanto che, con accostamento e un po' di invidia per i più famosi, ora si comincia a parlare anche di una tradizione pontina.
Velletri non è lontana, ma è lontano il suo carnevale del... 1546.
Per festeggiarlo, ai rami di centinaia di alberi di un bosco di castagni furono appesi, alla portata di mano di chi voleva mangiarli, capponi, torte, focacce, galline, mentre quattro cannoni sparavano quattro diverse qualità di vino!
Ah, vecchio carnevale velletrano, perché non torni?
Ma se a Velletri si regalavano polli e capponi a Latina, che le ha scippato durante il regime anche il titolo di provincia, che si regala?
Col rischio di aviaria in corso capponi e galline, oggi, non se li prenderebbe nessuno, neanche un rumeno, e alla vista del mega-cigno reale, icona del carnevale pontino, non c'è il rischio che tutti prudenzialmente se la... svignino?
A Latina il Carnevale regala un moderato divertimento, regolato dall'ordinanza del sindaco che raccomanda la... buona ricreazione.
L'Associazione per il Carnevale di Latina celebra quest'anno il suo 25°.
"Quando iniziammo tanti anni fa, dice l'arch.Tino Di Marco presidente dell'Associazione del cigno, non avremmo mai immaginato che quei ragazzi potessero resistere tanti anni nel proporre una manifestazione che coinvolgeva tutta la città ed in particolare i bambini".
Eppure è successo!
Anche se tutto si consuma nello splendore di una settimana, o forse solo dal giovedì al martedì grasso, tra feste diurne e notturne, veglioni in maschera, rassegne di ogni genere, palchi comici e manifestazioni...
Un susseguirsi di manifestazioni all'insegna di un puro e ...frenato divertimento in un clima di spensieratezza e spumeggiante allegria tipica dei carnevali più famosi.
Perché il sano divertimento non vuol dire mai, comunque, farsi male ed eccedere con gli scherzi ed i dispetti, ricorda a tutti il sindaco con la sua ordinanza n.1/2006 che impone il divieto di lancio di uova, gavettoni, materiali e sostanze pericolose.
Il Carnevale di Latina si è ormai guadagnato la palma di miglior carnevale della provincia pontina per i suoi splendidi carri allegorici, per le satire dei gruppi mascherati, per la calca, la confusione e il frastuono che c'è e per cui non si sa dove guardare per non perdersi il meglio del travestimento generale e di un movimento di... pazzerelli fomentati dalle note in libertà di vari gruppi, più che da quelle istituzionali della banda musicale G. Rossini.
Qui si divertono tutti... ai lati dello sventolio dei piccoli sbandieratori di Anagni, delle majorettes del "Blue Twirling", del Gruppo Folk "Michele Cestra" e in mezzo a giocolieri, a testoni e mega sagome di cartapesta, burattinai, mangiatori di fuoco, maschere di tutti i generi tra cui qualcuna sempre nuova e originale, magari tratta dai cartoni animati, già visti ma riproposti di Sherek che affascina sempre i bambini, Il Fanta Zoo e, di moda, il Wrestling che, dicono, essere un combattimento... buono, nel senso di... più fumo che arrosto, più appariscenza che... botte.
E se si divertiranno più i grandi o più i piccoli è, davvero, un rebus difficile da decifrare!
Ma i bambini fanno: "Oh!", ... guardateli bene negli occhi e nel sorriso delle loro labbra!
Gli appuntamenti prossimi da non perdere per questa festa del sorriso sono, quindi, domenica 26 e martedì grasso 28.
C'è solo da sperare nel bel tempo.
Le sfilate partiranno alle 15,30 dall'obelisco dei Giardini Pubblici per compiere il tradizionale carosello per le strade del centro (Via delle Medaglie d'Oro, Piazza della Libertà (lato banca d'Italia), Via Diaz, Piazza del Popolo, Corso della Repubblica, Via Eugenio di Savoia, Piazza della Libertà (lato Prefettura), Via delle Medaglie d'Oro, con arrivo ai Giardini Pubblici.
Il Cigno è il noto simbolo del Carnevale della città, ma oltre al cigno "repubblicano" (per differenziarlo da quello "reale" funestamente associato all'H5N1 e col desiderio di esorcizzare la paura), si muoveranno per le vie del centro almeno altri 12 grandi carri.
E c'è anche una sorpresa: "Pontinello", la maschera ufficiale, la nostra maschera.
Nasce da una fiaba scritta da Haidi De David rappresentata al Teatro Cafaro di Latina.
La fiaba narra di Fate che vivono nell'Oasi di Ninfa e di Streghe che abitano la palude.
E sorge una contesa fra i due gruppi, quasi a ricordarci i travagli di certe edizioni del Carnevale pontino: le fate vogliono che si allestisca il carnevale per far divertire i bambini, le streghe, invece, no.
Alla fine il carnevale... si farà, prenderà il via e le fate regaleranno maschere agli abitanti e tra queste anche "Pontinello", simbolo di concordia e integrazione.
Per il modo in cui è vestito, un cappello di paglia e gli scarponi di chi ha operato in bonifica, "Pontinello" rappresenta un po' le nostre origini.
A Sezze già viveva da tempo un suo cugino più grande e abbastanza somigliante, il semplicione "Peppalacchio", e il ridanciano e sarcastico "Martufello".
Oh, ma è vero o no, allora, quello che gira in carne e ossa per le strade televisive?
Boooh?!
Allora buon divertimento a tutti e grazie, assessore al turismo Enrico Tiero, che ci stai mandando nelle scuole i... Colombaioni!
Chi?!?
I Colombaioni!!!
Una compagnia ambulante di comici che sta facendo ridere, soprattutto, i più piccoli della scuole dell'infanzia.
E non finisce qui...
C'è già chi, infatti, propone di estendere l'allegria del buongiorno, dopo Pontinello, ad altre nuove, inventabili maschere: The Windows, Cusello, Carturix, Z'acuto, Tittarello, Bufaletto e poi... Er Rotella, Mortadella, Caldrolix, Ser Luxcon.
Insomma, pare che uno solo ne manchi per formare al completo quella squadra capace di rompere... la monotonia della vita quotidiana.
Il posto è libero e ognuno, se vuole, può fin d'ora candidarsi.
Anch'io, naturalmente!
Sergio Andreatta, © 23.02.2006, giovedì grasso.