Può sembrare paradossale, ma a giudicare da questo volume di Mauroff – sono sinceramente contrario ad ogni sorta di pseudonimo, nickname et similia: rispetto le scelte dei singoli, pur non comprendendone le ragioni – si direbbe di sì. Va però aggiunto che se la bellezza sta indubitabilmente sempre negli occhi di chi guarda, lo stesso può dirsi per la Verità.
Possiamo dunque concludere che lo spirito col quale il nostro Mauroff - nativo di Sassari, oggi si divide tra Roma e La Maddalena – ha preso parte alla (delicata) missione “Antica Babilonia” a Nassiriyah, città irakena tristemente nota dopo la strage dei nostri carabinieri, è stato differente da quello di un normale farmacista della Marina militare utilizzato nella task force del CIMIC.
Il gap è del resto colto pure dal prefatore Tallini (“Luminosità, Nassiriyah. Due parole che esprimono sentimenti diversi, contrastanti l’un l’altro, incompatibili con i sentimenti stessi che la poesia, lingua di pace per eccellenza, dovrebbe far scaturire da ogni accorta riflessione sulla vita degli individui”). Va subito chiarito che la forza dell’opera ha il suo baricentro nelle immagini fotografiche a corredo.
Sono immagini importanti perché testimoniano quanto è cambiato perfino il modo di fare guerra. O missione di pace (a volte il confine può farsi labile, in un territorio sottoposto a bombardamenti e quant’altro). Francamente vedere le nostre giovani soldatesse imbracciare sofisticati mitra non lascia insensibili. Rappresenta novità che è elemento di rottura anche culturale e svolta storica: oggi anche le rappresentanti del gentil sesso vanno in guerra, perché oggi siamo davvero tutti uguali: l’orrore non risparmia più nessuno e travolge sentimenti ed utopie. “Una cosa che certamente si verifica in questo modus vivendi è che si sperimenta un vero e proprio socialismo, perché qui si ha realmente la sensazione di essere tutti uguali, di avere gli stessi diritti… la ricchezza non serve proprio a niente, il potere nemmeno… qui conta davvero l’essere, non certo l’avere” osserva l’autore. Ed ha evidente ragione, perché se ho prima accennato ai paradossi, non c’è dubbio sul fatto che l’Iraq è il Paese dei paradossi per antonomasia: un’area ricca di petrolio dove i bambini muoiono di fame.
Quello che riesce difficoltoso
Ma semplice
È individuare in sé
La piccola
Sicura
Armoniosa
Coerente
Precisa
Giusta
Serena
Luminosità.
Se la poesia – come la luce – è sempre momento d’illuminazione, e se la misura delle cose inutili è uguale a zero, possiamo dedurne che questo libro-testimonianza vale molto.
Mauroff, Luminosità (Poesie da Nassiriyah), Giulio Perrone Editore, pagg. 89, Euro 12,00
Prefazione di Gennaro Tallini
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