Home | News | Eventi | Links | Oroscopo | Community | Ricerca

TeleFree



Community
Nick:
Pass:
:: registrati!
:: persa la password?

sx Eventi dx
dal 01/07 al 30/09 Gaeta: FORME, MATERIE E COLORI
letture: 6404
dal 13/07 al 30/08 Formia: Rassegna cinematografica "Cinema alla deriva 2018"
letture: 1079
dal 19/07 al 22/07 Gaeta: Torna il Gaeta Jazz Festival
letture: 3483
dal 19/07 al 22/07 Gaeta: Gaeta Jazz Festival XI edizione 2018: dal 19 al 22 luglio
letture: 2047
dal 20/07 al 05/08 Roma: Al via il congresso dei testimoni di Geova sul coraggio!
letture: 417
25/07 Gaeta: L'eredità di Cicerone
letture: 366
dal 11/08 al 12/08 Avellino: Sagra della Maccaronara di Castelvetere sul Calore
letture: 1385
dal 11/08 al 12/08 Avellino: Sagra della Maccaronara di Castelvetere sul Calore
letture: 224
Calendario Tutti gli Eventi
dw

sx Menù dx
 menu Home
 menu News
 menu Eventi
 menu Links
 menu Fototeca
 menu Oroscopo
 menu Ricerca

 menu Community
 menu Registrati
 menu Entra
 menu M. Pubblici
 menu M. Privati
 menu Invia una news
 menu Invia un link

 menu Info
 menu Disclaimer
 menu Netiquette
dw

sx Online dx
iscritti:15.543
dw

sx Links dx
 links Abbigliamento
 links Agenzie Immobiliari
 links Agriturismo
 links Alberghi
 links Artigianato
 links Associazioni
 links Auto - Moto
 links Aziende
 links Banche
 links Bar e Pasticcerie
 links Biblioteche
 links Centri Commerciali
 links Chiese
 links Cinema
 links Comuni
 links Cultura e Spettacolo
 links Enti Locali
 links Eventi
 links Farmacie
 links I siti degli utenti
 links Il Territorio
 links Imprese Edili
 links Informazione
 links Medicina
 links Nautica
 links Parchi
 links Partiti Politici
 links Piante e Fiori
 links Ristoranti & Pub
 links Scuole
 links Sport
 links Stabilimenti Balneari
 links Studi Cine-Foto
 links Supermercati
 links Terapisti
 links Viaggi e Turismo

Links Tutti i Links
dw

sx Eventi Storici dx
giovedì
19
luglio
S. Aurea m.
Compleanno di:
sex camera
sex Geppo1
sex Igor0702
sex LetItBe
sex mamurrina
nel 1939: Per la prima volta in chirurgia viene utilizzata la sutura in fibra di vetro.
nel 1961: Giacomo Agostini,alla guida di una Morini 175 comprata a rate,si schiera al via della Trento-Bondone. E' il debutto del centauro che vincerà 15 titoli mondiali.
nel 1969: L'Apollo 11 e i suoi astronauti Armstrong, Aldrin e Collins, entrano nell'orbita lunare.
dw

Home » News » Webzine » Storia del territorio » Morte di Cicerone ad opera dei...
domenica 18 marzo 2018
Morte di Cicerone ad opera dei sicari di Marco Antonio nei pressi di Monte di Conca a Gaeta.
Recensione di un opuscolo di Erasmo Valente.
letture: 3211
Storia del territorio:
"Ignorate forse, che il porto di Gaeta, tanto frequentato, e allora pieno di navi, fu saccheggiato dai pirati sotto gli occhi di un pretore del popolo romano?
Che la figlia di quel Marco Antonio medesimo, che era stato incaricato di dar loro la caccia, è stata da essi rapita nella sua casa di Miseno.
Ma quali sarebbero le espressioni abbastanza forti per deplorare la ignominia e la disgrazia di Ostia, quando pressoché sotto gli occhi vostri, una flotta comandata da un console è stata vinta, presa e affondata da questi sciagurati predoni."


Così tuonava Cicerone nel 69 a.C. contro le autorità romane incapaci di difendere importanti porti come Gaeta, Miseno e Ostia dall'attacco dei pirati.

Il porto di Gaeta pieno di navi Cicerone l'aveva visto molte volte, giacché aveva una villa proprio sulla riva della spiaggia di Vindicio, a poche decine di metri dal tempio di Apollo che si trovava dove oggi vi è la deviazione del lungomare per l'Appia.

Il 7 dicembre del 43 a.C., pochi mesi dopo la costituzione del triunvirato, concordato nell'autunno dello stesso anno tra Gaio Ottaviano, Marco Antonio e Marco Emilio Lepido, Cicerone fu assassinato dai sicari di Marco Antonio, gli autori dicono nei pressi di Formia. L'accordo prevedeva infatti che ogni triunviro potesse chiedere la morte di un qualsiasi suo nemico politico: Antonio chiese la morte di Marco Tullio Cicerone.

Nel suo opuscolo Erasmo Valente si propone di individuare il luogo dove si è consumato l'assassinio, seguendo i movimenti del noto oratore che secondo lo stesso Erasmo Valente aveva una seconda villa, questa volta in campagna, nel territorio oggi di Gaeta.

Proviamo a seguire le indagini del nostro caro amico che a distanza di oltre duemila anni scopre il luogo dell'assassinio di Marco Tullio Cicerone: è come tornare sulla scena del delitto contestualmente agli avvenimenti!

Ma incominciamo a vedere come si presentava a quel tempo la costa con i suoi porti ed i suoi insediamenti.
All'epoca non c'era né il mausoleo, né la villa di Lucio Atratino, né la villa e il mausoleo di Lucio Munazio Planco, e neppure c'erano gli insediamenti imperiali di Antonino Pio ereditati da Adriano insistenti tra Montesecco e Gaeta Medioevale. Non c'era nemmeno il sepolcreto romano di Calegna.
Vi erano invece alcune ville rurali presso la Spiaggia, dove vi era anche un cimitero.
Sulla costa di Gaeta doveva esserci un approdo privato presso Calegna, un appprodo pubblico in località Pizzone e un importante approdo in corrispondenza di Villa delle Sirene che all'epoca doveva rappresentare il miglior riparo dallo scirocco. Ancora oggi questo arco di costa si chiama Porto Salvo.

Sotto la località "I Castelli" vi era una imponente villa marittima con una grande peschiera. Quest'ultima che ha dato il nome alla località era ancora visibile durante l'assedio Piemontese.
L'agglomerato urbano moderno si trovava lungo la costa tra Villa delle sirene e Montesecco, quello antico era arroccato sul colle Atratino ed era quindi protetto dalle pareti scoscese del colle e da cinta muraria. I resti delle mura urbane più antiche le vediamo ancora oggi sullo sfondo dei vicoli n. 20 e 21 Indipendenza. Sulla sommità del colle vi sono i resti di un bastione di epoca successiva.


Importanti ville rurali, risalenti anche al III secolo, si trovavano tra la costa della piana di Arzano e i colli retrostanti, Mont'Ercole e Monte Lauro; le ville dei personaggi più noti e più importanti si trovavano a Vindicio, tra queste la villa della la sorella di Giulio Cesare dove vi è oggi Villa Irlanda e quella dello stesso Cicerone sita a poche decine di metri dal tempio di Apollo, alle spalle dell'ufficio postale di Vindicio.

L'uccisione di Marco Tullio Cicerone si consuma in questo contesto in un luogo che individueremo seguendo i movimenti dell'oratore in quei funesti giorni della sua vita, ed in particolare l'ultimo.

Ce ne parla Erasmo Valente.

"Cominciamo con il riassumere le ultime ore di vita di Cicerone.
Tito Livio ci dice che Cicerone per sottrarsi ai sicari di Antonio lasciò la sua villa di Tuscolo e per vie traverse si diresse verso la sua villa di Formia con l'intenzione di imbarcarsi da Gaeta e raggiungere suo fratello Bruto. (è omposibile che un uomo braccato dai sicari si vada a rifugiare nella sua notissima dimora dove sarebbe stato immediatamente riconosciuto, catturato ed ucciso).

Precisa Plutarco che Cicerone (provenendo da Astura - vicino Anzio - via mare) sbarcò a Gaeta e venne condotto in lettiga alla sua villa di Formia.Sennonché arrivarono a Formia i sicari di Antonio capeggiati da Erennio.
Gli schiavi per permettere a Cicerone di scampare alla morte, per sentieri solitari, attraverso la boscaglia, lo condussero in direzione del mare (lo scenario appena descritto non è certamente quello che poteva trovarsi nella zona di Vindicio in epoca romana; quindi tale narrato ci induce a ritenere che Cicerone non venne condotto nella sua notissima villa di Vindicio, ma in un'altra sua villa meno conosciuta e nascosta, sita sempre nel territorio di Formia .

A questo punto Livio riferisce cose non riportate da Plutarco e precisamente che Cicerone dal litorale di Gaeta prese il largo con la barca diverse volte, ma il mare in burrasca lo riportò sempre verso terra (era il 7 dicembre del 43 a.C.) Cicerone decise quindi di rinunciare e di ritornare alla sua villa di Formia. Livio riferisce che questa villa era posta più in alto rispetto al mare (alcuni traducono "superiore" ed a circa mille passi da esso (1482 metri).

Arrivato alla sua villa, Cicerone decise di allontanarsi subito da essa, ovviamente con l'idea di fuggire via mare in Macedoni, in quanto questa era l'unica sua via di salvezza.

Plutarco riferisce che i soldati fecero irruzione nella villa dove non trovarono Cicerone. Filologo, liberto del fratello di Cicerone, che era presente presso la villa, indica ai soldati il sentiero che Cicerone aveva preso ( quindi, Cicerone, avendo rinunciato a prendere il mare dal litorale di Gaeta per i motivi che già conosciamo, una volta ritornato alla villa, imbocca un sentiero per andare questa volta verso una zona del porto di Formia, dove pensava di poter prendere il largo più facilmente). I sicari di Antonio, su indicazione di Filologo, inseguono subito Cicerone ed in poco tempo lo raggiungono e lo uccidono.
Fatte queste premesse e le relative osservazioni , cerchiamo ora di capire il significato per I due storici di "Villa di Formia".
Richiamando quanto già esposto e precisando altresì che Livio e Plutarco hanno avuto modo di sapere la consistenza degli immobili di proprietà di Cicerone che si trovavano a Formia, ritengo, che quando i nostri storici, sempre nell'ambito delle vicende legate alla morte di Cicerone, si riferiscono alla villa di Cicerone a Formia, vogliono indicare sempre una villa situata a Formia , ma diversa da quella a tutti arcinota di Vindicio. Il fatto che Cicerone avesse effettivamente a Formia una seconda villa meno conosciuta, è possibile dedurlo da quanto riferisce lo stesso Cicerone. Infatti, dalle sue lettere ad Attico 1.3 e 1.4. Cicerone, nell'epistola 1.3, riferendosi a questa seconda villa fa intendere che si trovava "ad Caietam" ovvero che la villa si trovava in "prossimità di Gaeta" o "vicino Gaeta", praticamente si trovava a Formia ma verso Gaeta. Usa questo modo di dire al solo fine di distinguere questa seconda villa da quella famosa di Vindicio. Nell'epistola 1.4, riferendosi ad alcune statue ricevute, dice che avrebbe ornato con esse la sua villa di "Caietam". Ovviamente Cicerone voleva intendere ancora questa seconda villa. Ricordando, ora, quanto già riferito circa il percorso effettuato da Cicerone per raggiungere dalla sua villa il litorale di Gaeta, lo scenario che egli attraversa ben si adatta ad un ambiente di campagna e quindi dobbiamo concludere che la villa a cui si riferiscono Livio e Plutarco sia una villa agricola che si trovava in territorio formiano, ma sicuramente no a Vindicio. Tale villa, infatti, per il contesto di campagna in cui era inserita, era senz'altro distante dalla zona altamente urbanizzata delle ville lussuose di Vindicio e quindi si trovava in un luogo appartato e riservato perfettamente adatta allo scopo perseguito da Cicerone che era quello di nascondersi. A questo punto, in base agli elementi a nostra disposizione, la ricerca del sito di questa villa agricola e del punto della costa di Gaeta ove furono messi in pratica da Cicerone i diversi tentativi di imbarcarsi, va fatta tra l'Arcella e La Spiaggia. Dal contesto si evince che, il luogo dello sbarco di Cicerone a Gaeta, coincide con il luogo dei tentativi di imbarco per la fuga e che tale luogo si doveva trovare necessariamente in un punto del litorale da cui era possibile raggiungere con una strada ed in breve tempo la sua villa di campagna. A questo punto, appare doveroso individuare sia l'ubicazione della villa agricola di Cicerone, sia il punto della costa in cui egli sbarcò e furono dal medesimo messi in pratica i diversi tentativi di imbarco per la fuga.
Il confronto dei vari indizi mi porta a localizzare la villa agricola di Cicerone nei resti di un notevole complesso residenziale romano situato a Gaeta nella zona rurale delle Casarine - Fossato S. Vitale, a confine della strada romana per Monte Ercole, direttamente alle spalle dell'ex deposito AGIP di Via S. Agostino.

Questi resti sono stati già oggetto di uno studio accurato da parte del Prof. Pasquale Fantasia, il quale ne riporta misure ed osservazioni nel suo libro "La rete stradale dell'antica Roma nell'Agro di Gaeta e gli avanzi delle vecchie costruzioni romane nelle sue adiacenze", (vedere pagg. 60 e 61) riconducendoli ad una villa di livello imperiale.
Alla base di questa mia localizzazione ci sono le seguenti considerazioni.
All'epoca di Cicerone, certamente questa villa si trovava tra i "montes Formiani", cioè nel territorio di Formia.
Inoltre, come anticipato, dalle narrazioni degli storici si evince che il luogo dello sbarco e quello utilizzato da Cicerone per i tentativi di imbarco coincidevano in uno stesso punto del litorale, da cui era possibile raggiungere con una strada la sua villa di campagna, in breve tempo ed in lettiga (verificheremo dopo che tale luogo coincide con la zona di S. Carlo).

La villa agricola di Cicerone doveva trovarsi lontano da Vindicio, in una zona con caratteristiche spiccatamente agricole, come di fatti era ed è tuttora la zona delle Casarine. Infatti, tutta la piana di Vindicio era urbanizzata, piena di ville e di comodità, certamente aveva perso l'aspetto campestre, per cui non poteva assolutamente essere la sede di questa villa agricola.
In particolare, la villa agricola si doveva trovare necessariamente in prossimità di uno svincolo della Flacca. Da tale nodo si doveva poter prendere facilmente: la via che portava sul litorale del golfo di Gaeta; il ramo principale della Flacca che andava a Formia; il sentiero per Bevano - Camera Bianca - Vindicio - porto di Formia. Infatti, solamente questa particolare conformazione stradale poteva evitare ai sicari di incontrare Cicerone, sia dapprima mentre dal litorale saliva verso la villa, sia successivamente quando si allontanò dalla stessa villa per fuggire via mare.

Gaeta: Deposito AGIP in Via S. Agostino. Località ove la Flacca in epoca romana formava un trivio.

In effetti, la villa agricola delle Casarine si trovava proprio vicino al trivio che la Via Flacca formava nei pressi dell'ex deposito AGIP di Via S. Agostino (Vedi le foto e Piantina). In questo punto, la Flacca si sfioccava in tre rami: a) un ramo secondario che girava a sinistra e si dirigeva verso Bevano; pochi metri dopo lo svincolo, esso incontrava la strada romana per Monte Ercole (ancora oggi esistente) che percorsa per circa 100 metri permetteva di arrivare facilmente alla villa delle Casarine. Questo è il ramo della Flacca meno conosciuto e meno frequentato che Cicerone percorse nell'intento di fuggire dalla sua villa in direzione del porto di Formia, trovandovi però la morte. Infatti, certamente Cicerone fu assassinato alle spalle di Monte di Conca su questo ramo secondario della Flacca (oggi il suo tratto iniziale coincide con Via dell'Agricoltura); b) il ramo principale in posizione centrale che sfiorava l'Abazia di S. Spirito e si dirigeva verso Conca per poi raggiungere Formia. Questo è il tratto di strada seguito dai sicari per arrivare da Formia alla villa di Cicerone (oggi è solo parzialmente percorribile); c) un altro ramo secondario che girava a destra e passava per "da cape alle rare - Il Muletto" e si dirigeva verso il litorale, nella zona di S. Carlo. Questo è il ramo della Flacca percorso da Cicerone sia per raggiungere la sua villa quando sbarcò a Gaeta, sia per raggiungere dalla sua villa il litorale negli inutili tentativi di fuga via mare. Che l'imbarco e lo sbarco di Cicerone siano avvenuti nella zona di S. Carlo si giustifica con il fatto che tale zona è vicina alla parte terminale di questo ramo destro della Flacca. Pertanto, Cicerone da San Carlo poteva salire dal litorale alla villa o discendere




il percorso di questo ramo della Flacca è stato modificato solo in parte dai Piemontesi durante l'assedio di Gaeta del 1860/1861. Infatti, il tratto "da cape alle rare - Il Muletto" presentando dei grossi gradini formati da lastre di pietra locale (ancora oggi ben visibili) non permetteva il passaggio dei carri militari (così come succedeva anche in epoca romana) per cui i Piemontesi si videro costretti ad aprire una breve strada ancora oggi utilizzata, per aggirare tale ostacolo.
La distanza tra la villa e la costa era esigua (circa 1400 metri) sicchè da poter essere percorribile in breve tempo a piedi o in lettiga; questi dati sono congruenti con quanto riferito dagli storici.

Piantina indicativa della zona riguardante gli avvenimenti narrati in questa ricerca.




In conclusione, ritengo che Cicerone a Formia avesse due ville, una famosa e frequentatissima nella zona di Vindicio ed un'altra meno famosa a destinazione agricola alle Casarine- S. Vitale, lungo la strada per Monte Ercole a Gaeta; quest'ultima è stata interessata dagli avvenimenti relativi alla sua morte.



Foto della strada romana per Monte Ercole che costeggia il deposito AGIP e da cui dopo 100 metri circa si arriva ai resti della villa rustica di Cicerone in località "Le Casarine". Peraltro, questa mia ricostruzione consente di superare le contraddizioni e le discordanze rilevate dagli storici nel tentativo di confrontare la posizione della villa di Cicerone di Vindicio con i resoconti storici della morte dell'Oratore.
A questo punto, quindi, è possibile anche ragionevolmente concludere che il monumento che si trova a Formia in località Pontone denominato "Tomba di Cicerone" a circa 500 metri dal luogo in cui è avvenuta l'esecuzione dell'Oratore (alle spalle di Monte di Conca), sia effettivamente il monumento sepolcrale di Marco Tullio Cicerone.


L'articolo non richiede alcun commento in quanto molto chiaro e documentato, vogliamo invece fare alcune osservazioni sul monumento che tutti chiamiamo la tomba di Cicerone.

image/jpeg

Si tratta di un monumento racchiuso in un'area quadrangolare con muri perimetrali in opera reticolata, originariamente alto circa 24 metri. L'edificio è costituito da un corpo a pianta quadrata in opera poligonale, originariamente rivestito di marmo, sul quale si erge una sorta di torre in opera incerta di forma troncoconica. Il basamento contiene un'alta cella con pilastro centrale lapideo di forma circolare coperto da una volta anulare. La torre soprastante è coperta da un'altra volta anulare impostata su pilastro quadrato in muratura.

Le caratteristiche costruttive del complesso ci portano a credere che lo stesso sia stato costruito in due momenti diversi: originariamente doveva esistere un semplice monumento funebre costituito dal corpo in opera poligonale; nei sui pressi , sul lato mare, dalla via Appia si dipartiva una strada con basolato calcareo che conduceva alla spiaggia di Vindicio, presso il tempio di Apollo, di cui abbiamo già palato in premessa, e quindi presso la villa marittima di Cicerone.
L'opera poligonale del mausoleo è molto simile a quella del muro che sostiene la via Appia nel tratto fra Itri e Fondi, quindi possiamo ritenere che vi abbia lavorato la stessa manodopera e che questa tomba risalga presumibilmente al II secolo a.c., quando Cicerone non era ancora nato.
Dopo la morte di Cicerone e la sua riabilitazione si è voluto ricordare i tragici fatti avvenuti nelle vicinanze, ristrutturando ed ampliando il monumento con sistemi costruttivi dell'epoca ( l'opera reticolata).
A supporto della tesi di Erasmo Valente, che sostiene che la villa rustica di Cicerone era quella delle "Casarine", si osserva che il muro quadrangolare che racchiude l'area su cui si ritrova la tomba di Cicerone ha all'incirca la stessa forma e le stesse dimensioni dell'area in cui doveva trovarsi il rifugio di Cicerone in località "Casarine". E' come se avessero voluto traslare il luogo dove Cicerone aveva passato il suo ultimo giorno nei pressi della via Appia, la regina delle strade romane.





A sostegno di quanto ipotizzato si riporta di seguito esempio di villa rustica romana

image/jpeg

Agostino Di Mille - Erasmo Valente

di: Agostino Di Mille


In testata: sopra, coppa attica a figure nere del VI secolo a.C. decorata con una scena di pirateria. Una nave lunga si contrappone ad una nave commerciale.
Sotto, vaso decorato con navi greche.Storia del territorio: Le fortezze rivierasche e marittime nel territorio degli Ausoni: Formia, Terracina e Capo Circeo
letture: 1482
07 ottobre 2017 di Agostino Di Mille
Storia del territorio: L'altra storia del Risorgimento. La strage di Gaeta del 5 febbraio 1860
letture: 1486
18 settembre 2017 di TF Press
Storia del territorio: La posizione di Amyclae secondo la tradizione
letture: 1376
11 settembre 2017 di Agostino Di Mille
L'immagine più antica di Gaeta: quadro 24 della colonna istoriata conservata presso la Cattedrale di Gaeta.Storia del territorio: Gaeta con le sue torri la Manhattan del medioevo (1)
letture: 1828
20 agosto 2017 di Agostino Di Mille
Storia del territorio: "Pianara", una antica città che da voce alla leggendaria Amyclae e al territorio.
letture: 1528
11 agosto 2017 di Agostino Di Mille
Storia del territorio: Probabili siti fortificati delle antiche città di Ausonia e Vescia
letture: 2122
16 aprile 2017 di Agostino Di Mille
Storia del territorio: Luoghi sacri e templi di divinità arcaiche nel territorio degli Ausoni/Aurunci (1)
letture: 2289
16 maggio 2016 di Agostino Di Mille
Storia del territorio: Analisi storico critica sommaria dello sviluppo urbano del territorio dell'antica Ausonia
letture: 2214
27 marzo 2016 di Agostino Di Mille
Storia del territorio: Era forse "Apice" il nome del luogo chiamato poi Kaietas dai Greci?
letture: 2246
16 gennaio 2016 di Agostino Di Mille
Dal filmato prodotto dal blogger di Storia del territorio: Mc Donald's vs Pizza. Da Napoli il contro-spot a favore della pizza Napoli ha risposto con ironia allo spot di McDonald's che attribuiva al bambino la voglia di Happy Meal al posto di una pizza.
letture: 1621
07 agosto 2015 di jemin








:: Archivio News
:: Pagina Stampabile
:: Invia ad un amico
:: Commenta


News dello stesso autore:
Morte di Cicerone ad opera dei sicari di Marco Antonio nei pressi di Monte di Conca a Gaeta.
letture: 3212
18 marzo 2018
In testata: sopra, coppa attica a figure nere del VI secolo a.C. decorata con una scena di pirateria. Una nave lunga si contrappone ad una nave commerciale.
Sotto, vaso decorato con navi greche.
Le fortezze rivierasche e marittime nel territorio degli Ausoni: Formia, Terracina e Capo Circeo
letture: 1482
07 ottobre 2017
La posizione di Amyclae secondo la tradizione
letture: 1376
11 settembre 2017
L'immagine più antica di Gaeta: quadro 24 della colonna istoriata conservata presso la Cattedrale di Gaeta.
Gaeta con le sue torri la Manhattan del medioevo (1)
letture: 1828
20 agosto 2017
"Pianara", una antica città che da voce alla leggendaria Amyclae e al territorio.
letture: 1528
11 agosto 2017
Probabili siti fortificati delle antiche città di Ausonia e Vescia
letture: 2122
16 aprile 2017
Il lungomare costruito dagli antichi Consoli o Ipati per collegare Gaeta alla Via Appia (3)
letture: 2213
21 gennaio 2017
Luoghi sacri e templi di divinità arcaiche nel territorio degli Ausoni/Aurunci (1)
letture: 2289
16 maggio 2016
Analisi storico critica sommaria dello sviluppo urbano del territorio dell'antica Ausonia
letture: 2214
27 marzo 2016
Era forse "Apice" il nome del luogo chiamato poi Kaietas dai Greci?
letture: 2246
16 gennaio 2016