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Home » News » Webzine » 20 ottobre 1944. Gorla e la st...
mercoledì 26 ottobre 2016
20 ottobre 1944. Gorla e la strage dei 184 innocenti
letture: 1207
Per evitare che il tempo ne disperda il ricordo
Per evitare che il tempo ne disperda il ricordo
Webzine: Ricordiamo i 184 bambini e gli adulti della scuola milanese di Gorla uccisi dalle bombe anglo-americane. Dopo l'inaugurazione del monumento, costruito tra mille difficoltà dai genitori delle vittime, i responsabili della strage proposero una forte somma di denaro per abbatterlo.
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Il cielo è maledettamente azzurro su Milano, la mattina del 20 ottobre 1944. Così azzurro che la maestra della scuola elementare Francesco Crispi, in zona Gorla, è preoccupata: «È troppo terso, potrebbero bombardare. Noi siamo costretti ad andare a scuola, ma voi che potete...», dice incontrando sul ponticello del naviglio Martesana la piccola Graziella Ghisalberti, 7 anni, per mano con sua mamma e il cuginetto Edoardo di 6. Invece Graziella ed Edoardo, con i loro grembiulini neri, varcano il portone, come tutti i giorni da quando sono rientrati dalla Brianza, dove erano sfollati per paura della guerra: «Tanto ormai la guerra è finita», ripetevano gli adulti. E invece la guerra a Milano doveva dare l'ultimo colpo di coda, il più devastante.


In classe seconda quel giorno si imparano le maiuscole e Graziella ha appena completato una pagina intera di D... Un gesto che ancora oggi che di anni ne ha 77 ripete spesso col dito, tracciando sul tavolo tante immaginarie D maiuscole... «In quel momento, alle 11 e 14 - racconta - suonò il piccolo allarme, stavano arrivando gli aerei americani, dovevamo correre tutti giù nel rifugio sotto la scuola». Ma alle 11 e 24 gran parte dei 200 e più bambini è ancora sulla scale quando suona l'allarme grande, 35 aerei sono già lì e su quel cielo terso si stagliano grappoli di bombe in caduta libera. Ci vogliono 240 secondi dal momento dello sgancio perché tocchino terra: tanto dura il volo delle 350 bombe che si abbattono su Gorla e Precotto, e con maligna precisione una si infila nella tromba delle scale. La scuola esplode, il rifugio sprofonda, alunni e maestre precipitano.


«La mattina le lezioni finivano alle 11 e 30, quindi io e le mie amiche al suono dell'allarme siamo uscite per correre a casa in viale Monza - racconta Graziella Ghisalberti -, ma quando ho alzato gli occhi e ho visto tutte quelle bombe che cadevano sono tornata indietro verso la scuola per scappare nel rifugio. Già la notte ero terrorizzata dal Pippo (l'aereo che faceva incursioni nel buio, ndr), in quel momento morivo di paura, ma sulla porta della scuola la maestra dei maschi, Norma Gazzina, mi sbarrò la strada, io urlavo e lei non voleva farmi entrare, mi ha rimandata via...». Le bombe la sorprendono a metà strada, in via Fratelli Pozzi, dove la bimba si rifugia in un portone con la cartella in testa per proteggersi, poi, lacera e coperta di terra, tra file di case in macerie, arriva a casa. Non sa ancora che la sua scuola è stata colpita, non sa che sono quasi tutti morti, ma lei è l'unica ad essere tornata e attorno le si affollano le mamme del palazzo: «Dov'è la Bice? Hai visto l'Oscar?».


Nomi che ancora oggi le martellano in testa come un rimorso, la condanna dei sopravvissuti: «La mia "colpa" era di essermi salvata. Mi rimandarono in Brianza perché le altre mamme non potevano sopportare la mia voce quando chiamavo mamma». Una parola che suonava come una bestemmia, in quel quartiere. Dall'altro lato del naviglio, ancora oggi in via Tofane al numero 5 una lapide ricorda 22 bambini che vi abitavano, tutti morti nella scuola. «Anche la Luisa Rumi - racconta Graziella - dovette andare a Monza dai nonni, perché nella sua casa tutt'e quattro i bambini si erano salvati, mentre sua zia aveva perso due figli.


La maestra "cattiva" in realtà mi stava salvando la vita, lei invece è morta con gli altri. La mia "colpa" l'ho riscattata lottando tutta la vita perché i 184 Piccoli Martiri di Gorla non siano dimenticati».
È un destino strano e terribile quello che il 20 ottobre di 70 anni fa decise chi doveva vivere o morire. La quinta maschile si salvò perché era al piano terra e il maestro Modena fece scavalcare la finestra ai bambini. Per tutti gli altri o quasi vale la descrizione che don Ferdinando Frattino, giovane sacerdote ancora oggi amato nel quartiere perché subito scavò salvando alcuni bambini, scriverà in seguito: "Accorsi alla scuola. Le scale erano crollate insieme ai bambini che stavano scendendo. Gli alunni che erano arrivati prima al fondo li trovammo seduti come se dormissero...".


Accorse anche la mamma di Edoardo e, alzati gli occhi ai ruderi fumanti, vide ai piani alti un corpo che penzolava appeso a un calorifero: era una bimba. «Nel rifugio saranno tutti salvi», urlava scavando con le unghie. Edoardo fu trovato dai vigili del fuoco soltanto il giorno dopo e mamma Angioletta se lo prese in braccio affrontando la Muti (il corpo militare della Repubblica Sociale), che non lasciava portar via i morti: «Lo portò a casa e con l'aceto si ostinava a farlo rinvenire».


Antonio Pannaccese, 8 anni, era un bimbo vivace e spesso bigiava, ma la mamma era stata chiara, «Mi te copi de bott se te bigiet ancamò», e proprio quel giorno le aveva obbedito. Gianni Smidili invece ha bigiato ed è stato risparmiato.


Ancora destino. La scuola Crispi faceva due turni, fino alle 11 e mezza i bambini delle famiglie un poco più agiate, poi entravano i bambini delle famiglie numerose perché almeno usufruissero della refezione: tutti morti i primi, tutti salvi i secondi... Dalle macerie solo in sei furono estratti vivi, «ma ancora oggi sono tutti scioccati - commenta Graziella -, nessuno di noi è più riuscito a scendere in una cantina...».


Tre minuti prima gli stessi bombardieri avevano centrato in pieno la scuola di Precotto, polverizzandola, ma tutti i bambini si salvarono. Tra loro Piera Nanetti, 6 anni, prima elementare: «Quel mattino non volevo andare perché il vento aveva spazzato il cielo e potevano bombardare, ma mia mamma mi ci portò. Ricordo i bombardieri, si sentiva dal rumore che erano pesanti di bombe... Le scaricarono su di noi, anche se sul tetto delle scuole era dipinta una grande croce». Per fortuna gli alunni di Precotto erano già in cortile a giocare, così scendere nel rifugio fu un attimo. «Eravamo là sotto quando esplose il mondo e noi restammo sepolti. Gridavo con la bocca piena di calcinacci. Per grazia di Dio don Carlo Porro individuò subito il punto più giusto dove scavare per estrarci, trovando l'uscita di sicurezza, altrimenti saremmo morti tutti perché poi il rifugio crollò».


Erano decollati alle 7.58 da Foggia gli aerei statunitensi e l'obiettivo era bombardare le fabbriche milanesi più attive, la Breda, l'Alfa Romeo e l'Isotta Fraschini. Ma tutto andò storto: la rotta risultò sbagliata e gli aerei si liberarono del carico per tornare a Foggia leggeri. I documenti militari statunitensi (rintracciati solo nel 1994 da Achille Rastelli) parlarono di missione fallita e di "danni collaterali", poi tutto fu "dimenticato".


Nessun presidente della Repubblica è mai venuto a Gorla, nessun testo scolastico parla della strage, «forse perché fu opera degli Alleati e non dei tedeschi...». Non hanno scordato, però, i familiari dei 184 Piccoli Martiri, che da settant'anni ogni 20 di ottobre si ritrovano a pregare nel punto in cui una volta sorgeva la Crispi. Oggi al suo posto un ossario ne conserva le spoglie, nella cripta incise in oro le parole di un Cristo dolente: «E vi avevo detto di amarvi come fratelli»


Avvenire




LA VERA STORIA DEL MONUMENTO AI "PICCOLI MARTIRI DI GORLA".


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Il racconto della signora Elisa Zoppelli Rumi che narra la vera storia del Monumento ai Piccoli Martiri


Per evitare che il tempo ne disperda il ricordo e per stabilire una volta per tutte la verità, io, che nella tragedia ho perso due figli, desidero raccontare la vera storia del Monumento ai "Piccoli Martiri di Gorla".


Il monumento ossario ai Piccoli Martiri della scuola di Gorla è sorto per volontà dei genitori delle vittime di quel tragico 20 ottobre 1944. Il terreno dove sorgeva la vecchia scuola, dopo la tragedia dove perirono i nostri cari figli, era stato messo in vendita dal Comune per la cifra di lit. 6.000.000 (sei milioni) che, secondo quanto si diceva in giro, sarebbe stato utilizzato per la costruzione di un cinema. Lo ricordo con angoscia come se fosse ora; noi genitori, indignati, decidemmo di fare un esposto in Comune e istituimmo un comitato. Mio marito ed altri padri delle vittime si recarono a Palazzo Marino per ottenere la concessione del terreno sopra il quale sorgeva la scuola, ma poichè non si riusciva ad ottenerla, in quanto volevano effettivamente costruire un cinema, mio marito si alzò in piedi e disse queste testuali parole: "Ma la vita dei nostri figli vale dunque così poco?". A questo punto il sindaco, avvocato Antonio Greppi, commosso, allargò le braccia e rispose: "Sono padre anch'io... fate del terreno quello che volete".


Così si ottenne non solo l'appoggio del Comune, ma anche del sindaco, che riconobbe ufficialmente il nostro comitato a tutti gli effetti. Questo comitato per le onoranze ai Piccoli Martiri era così composto: dottoressa Tita Montagnani (moglie del senatore Montagnani), avvocato De Martino (reduce da Mauthausen), dottor Mario De' Conca, mio marito signor Luigi Rumi, signor Giovanni Zamboni e signor Gino Boerchi.


Il desiderio di noi genitori era di erigere un Monumento Ossario per tenere uniti i nostri figli e ricordare al mondo il sacrificio di tante vittime innocenti della guerra. Noi genitori, compatti, ci adoperammo in mille modi per procurarci i fondi necessari per avviare i lavori. I padri cominciarono la pietosa opera di scavare fra le macerie della scuola ed a togliere ad uno ad uno i mattoni, alcuni dei quali riportavano tracce evidenti dell'accaduto. Ogni mattone, se era in buono stato, valeva due lire, se era rovinato una lira soltanto. Quante lire mi sono passate per le mani e quante ne ho incollate e riordinate, stirandole! Ma il ricavato della vendita era troppo poco.


Cominciammo a raccogliere e vendere i tappi di stagnola delle bottiglie del latte, anche se questo ricavato era insufficiente. Contribuimmo poi alle spese in parte anche noi genitori e quante privazioni subimmo, perchè subito dopo la guerra la vita era molto cara e difficile per tutti. Intervenne allora la dottoressa Montagnani, che ci venne in aiuto organizzando al teatro alla Scala una serata di beneficienza e così poterono iniziare i lavori.


Occorrevano però altri fondi e così la dottoressa Montagnani ci venne ancora in aiuto procurandoci del ferro, gentilmente offerto dalle Acciaierie Falck, in modo tale che il ricavato della vendita sarebbe servito per la prosecuzione dei lavori. La Rinascente, per la sua sede distrutta dalla guerra, avanzò del marmo di Candoglia e ce lo offrì: questo marmo venne utilizzato per l'approntamento dei loculi delle nostre vittime.


Venne in seguito organizzato un concorso tra alcuni scultori per eseguire un bozzetto del Monumento da dedicare ai nostri bambini e fra questi scegliemmo quello più adatto, realizzato dallo scultore Remo Brioschi. Detto bozzetto raffigurava una mamma piangente sulle cui braccia distese è adagiato il figlioletto morto per la guerra. Questo scultore si commosse e ci aiutò: realizzò l'opera d'arte chiedendo un compenso minimo. I fondi erano però ancora insufficienti e decidemmo allora di far stampare alcune cartoline raffiguranti il bozzetto e di venderle nelle scuole con l'approvazione del Provveditore agli Studi, professor Mazzuccanti. Con molti sacrifici noi genitori ci autotassammo ancora per poter ultimare i lavori e allo stesso tempo dare un contributo per l'asilo della parrocchia.


Finalmente il 20 ottobre 1947 si potè inaugurare il monumento, la cui madrina fu la dottoressa Montagnani, assistita dalla bambina Anna Maria Redaelli. I problemi però non erano finiti perchè i responsabili dell'eccidio offrirono una forte somma perchè il Monumento venisse demolito in quanto era una prova evidente del loro gravissimo sbaglio che li aveva portati a sganciare le bombe sulla scuola di Gorla invece che sullo scalo ferroviario di Greco.


Nelle fondamenta del Monumento Ossario è stata posta una pergamena con i nomi dei fondatori del Comitato del Monumento ai Piccoli Martiri, oltre a quello del sindaco Antonio Greppi e di Tita Montagnani. A tutte queste persone, ormai quasi tutte decedute, sono subentrate nel Comitato i loro figli, aiutati dall'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra che ogni anno, nella ricorrenza, organizzano la triste commemorazione. Con il passare degli anni, a poco a poco, dai vari cimiteri della zona fu possibile riunire le diverse cassettine ossario e, a gruppi, accompagnarle con cerimonia religiosa, ricoperte da drappi rosa o azzurri, al luogo della tumulazione.


Ora da anni sono tutti riuniti con i loro insegnanti nel luogo dove perirono e chiedono che il loro sacrificio non sia stato vano, ma sia monito per allontanare lo spettro della guerra.


Questa è la vera storia del Monumento Ossario dei Piccoli Martiri di Gorla, eretto con grande sacrificio dai loro genitori.


I Bambini:
ABBONDANTI Ernesta, di anni 7
ALQUA' Dolores, di anni 9
ANDREONI Edvige, di anni 6
ANDREONI Franco, di anni 6
ANDENA Vanda, di anni 7
ANDENA Giorgio, di anni 9
ANGIOLINI Cesarina, di anni 10
ASSANDRI Marisa, di anni 10
AVANZI Lucia, di anni 8
BACCINI Luciana, di anni 10
BACILIERI Giancarlo, di anni 11
BALDO Bruno, di anni 7
BALUCI Teresa, di anni 7
BALUCI Concetta, di anni 9
BANDIERA Valter, di anni 9
BECCARI Vilma, di anni 10
BECCARI Stefania, di anni 8
BELLUSSI Ambrogio, di anni 8
BENZI Bice, di anni 6
BERETTA Giuseppe, di anni 6
BERNAREGGI Tullio, di anni 8
BERSANETTI Loredana, di anni 6
BERTOLENI Vincenzo, di anni 7
BERTOLESI Piera, di anni 7
BERTONI Valter, di anni 9
BIANCHET Chiara, di anni 10
BIFFI Pierluigi, di anni 6
BOERCHI Silvano, di anni 8
BOLZONI Gianfranca, di anni 6
BOMBELLI Giuseppe, di anni 9
BONFIGLIO Celestina, di anni 8
BORACCHI Vilma, di anni 6
BORGATTI Elena, di anni 9
BREMBATI Giovanna Elisabetta, di anni 8
BREMMI Maria, di anni 11
BRIOSCHI Paolo, di anni 9
BRIOSCHI Gianni, di anni 6
BRIVIO Giovanna, di anni 12
BRUTTO Antonio di anni 6
BURATTI Rosalba, di anni 7
CACCIATORI Ernestina, di anni 6
CALABRESE Loredana, di anni 6
CALETTI Giancarla, di anni 6
CAUDA Rosangela, di anni 12
CARANZANO Margherita, di anni 7
CARRERA Carlo, di anni 11
CARRETTA Renata Teresa, di anni 9
CARRETTA Luigi, di anni 8
CARRETTA Anna, di anni 7
CASATI Giuliano, di anni 7
CASLINI Adriano, di anni 10
CASSI Giordano, di anni 9
CASSUTTI Ida Santina, di anni 10
CASTELLI Lorenzo Omobono, di anni 6
CASTELLINO Claudia, di anni 9
CASTOLDI Rolando, di anni 7
CATTANEO Carlo, di anni 5
CAVAGNOLI Giuliana Maria, di anni 6
CAZZANIGA Antonio, di anni 9
CELIO Anna, di anni 7
CERUTI Giancarlo, di anni 7
CINQUETTI Felice, di anni 10
COLOMBANI Adriano, di anni 9
COLOMBANI Rosanna, di anni 7
COLOMBO Annamaria, di anni 7
COLOMBO Maria, di anni 10
COMPITI Agostina, di anni 9
CONCARDI Giancarlo, di anni 7
CONSIGLIO Riccardo, di anni 11
CONTATO Rosalia, di anni 6
CONTE Elena, di anni 7
CONTI Mirella, di anni 10
DALLA DEA Marina, di anni 9
DALLA DEA Vittore Paolo Ambramo, di anni 7
DALL'ORA Emilia, di anni 10
DANIELI Gianna, di anni 10
DE CONCA Luisa, di anni 10
DIDONI Fausta, di anni 10
DIDONI Teresina, di anni 11
DONEDA Giulia, di anni 6
DORDONI Giancarla, di anni 11
FALCO Franco, di anni 6
FARINA Gaetano, di anni 10
FARINA Mario, di anni 6
FARINELLA Giovanna, di anni 8
FERRARIO Luigi, di anni 6
FERRE' Margherita, di anni 8
FERRI Natalino, di anni 8
FERRONI Pierino, di anni 7
FONTANA Oscar, di anni 8
FONTANA Vittoria, di anni 10
FOSSATI Adele, di anni 6
FRANCHI Dario, di anni 7
FRANZI Angelo, di anni 6
FREZZATI Rosalia, di anni 6
FRONTI Angelo, di anni 6
FUZIO Ezio, di anni 9
GALLINA Clelia, di anni 12
GARULLI Giovanni, di anni 8
GAVOLDI Antonio, di anni 9
GHELFI Pasquale, di anni 10
GILARDI Silvana, di anni 6
GIOVANNINI Villiam, di anni 7
GIULIANI Aldo, di anni 8
GOI Eleonora, di anni 11
GORETTI Edoardo, di anni 6
GRANDI Enrico, di anni 7
LAMBERTI Lamberto, di anni 9
LANDINI Peppino, di anni 8
LIBANORI Giancarlo, di anni 6
LIBRIZZI Maria, di anni 11
LOMBARDI Giuliana, di anni 3
MAESTRONI Giuliano, di anni 6
MAESTRONI Luigi, di anni 12
MAJO Giuliano, di anni 9
MAJO Santino, di anni 7
MAROLI Ruggiero, di anni 8
MARZORATI Roberto, di anni 8
MASCHERONI Nella, di anni 9
MASIERO Gianfranco, di anni 8
MASSARO Antonio, di anni 9
MASSAZZA Natale, di anni 10
MEREGALLI Mirella, di anni 6
MERONI Adriano, di anni 9
MIGLIORINI Maria, di anni 9
MINGUZZI Graziano, di anni 10
MOCCIA Carmela, di anni 6
MODESTI Giancarlo, di anni 6
MOIOLI Umberto, di anni 6
MONFRINI Bruno, di anni 6
MORETTI Licia, di anni 6
MUTTI Giuseppina, di anni 10
NASI Cesarino , di anni 8
ORLANDI Graziella Maddalena, di anni 7
PAGANINI Giorgio, di anni 6
PAGLIOLI Guido, di anni 9
PAGOT Francesca, di anni 5
PANIZZA Armida, di anni 6
PANIZZA Maria, di anni 13
PANNACCESE Antonio, di anni 8
PAVAN Gualtiero, di anni 6
PAVANELLI Maria Luisa, di anni 10
PEDUZZI Rosa Rachele, di anni 8
PETROZZI Sergio, di anni 7
PIAZZA Mario Adolfo, di anni 6
PIERIN Giuseppe, di anni 9
PIOLTELLI Anna, di anni 6
PIROTTA Annunziata Ornella, di anni 6
PIROVANO Adele, di anni 6
PONTI Abele, di anni 6
PORRO Emilio, di anni 6
POZZI Elisa, di anni 6
PUTELLI Anna, di anni 6
PUTELLI Pierina, di anni 7
RAVANELLI Pierluigi, di anni 6
REDAELLI Franco, di anni 9
RELLANDINI Franco, di anni 8
RESTELLI Rosanna, di anni 6
RHO Pierangelo, di anni 6
RIZZOLI Gerardo, di anni 6
ROMANDINI Maria Gabriella Federica, di anni 6
RUMI Rinaldo, di anni 8
RUMI Gabriella, di anni 6
RUSCELLI Marisa, di anni 6
SALA Maria, di anni 7
SALETTI Giancarla, di anni 6
SCOTTI Luigia, di anni 10
SIRONI Ambrogio, di anni 7
SONCINI Antonietta, di anni 9
STOCCHIERO Armando, di anni 9
STOCCHIERO Rinaldo, di anni 6
STRANIERI Erminia, di anni 7
TAMIAZZO Gianfranco, di anni 6
TENCA Teresa, di anni 8
TERMINE Giannina, di anni 7
TROYER Giuseppe, di anni 12
VALLI Antonio, di anni 7
VELATI Giuliano, di anni 10
VELATI Maria, di anni 7
VERDERIO Ennio, di anni 6
VERGANI Giovanni, di anni 12
VICENTIN Mario, di anni 10
VIGANO' Ernestina, di anni 7
VIGENTINI Alberto, di anni 10
VILLA Lidia, di anni 6
VOLPIN Rina, di anni 7
ZAMBONI Andrea Lorenzo, di anni 9
ZANABONI Lidia, di anni 11
ZANELLATI Rosa Maria, di anni 6
ZELI Italo, di anni 7
ZUCCHETTI Luigi, di anni 8
ZUCCHETTI Giovanni, di anni 10

La Direttrice :
TAGLIABUE Isabella Ved. Castelnuovo

I Maestri e collaboratori :
COLOMBO Bianca
CONSONNI Giulia
CONSONNI Silvio
CONTRERAS Aurora ARMANI
FIOCCHI Alicia
FOLLI Piera MERATI
GAZZINA Norma
LISSANDRINI Ester DE BENEDETTI
MAGNOLFI Giovanna LUZI
NOSETTO Piera Maddalena
PERONE Eugenio
PISTONE Teresa PEZZOTTA
POZZOLI Luisa
REDAELLI Maddalena
SANGALLI Maria Maddalena BIRAGHI con la figlia Riccardina di anni 14
VALZELLI Ida Ved. FUMAGALLI
VERGANI Cesare
ZACCHIA Dorotea QUARANTELLI
ZAMBONI Sara

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SIFARELLI Biagio, di anni 4
SORMANI Isabella Paola, di anni 4
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VILLA Franca, di anni 4


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postato da: marinta  


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30 novembre 2017
Mettiti in coda!
Fare duecento metri di coda per una fetta di torta gratis. In compenso, niente IVA sul cibo per cani
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29 novembre 2017
Per il bene di Israele
'La Stampa' scopre "Fake News" russe (o quelle del New York Times? o di Renzi?)
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28 novembre 2017