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Home » News » Latina » Pontinia » Corridoio tirrenico meridional...
sabato 02 ottobre 2004
Corridoio tirrenico meridionale
letture: 1060
Pontinia: In questi giorni i quotidiani, settimanali, radio, televisioni, dibattiti e discussioni varie hanno riportato l’attenzione sul progetto del corridoio tirrenico meridionale, con molte inesattezze dovute alla scarsa informazione sull’argomento.
Cosa dovrebbe essere un “corridoio” per la comunità Europea La comunità Europea intende un “corridoio” un insieme di trasporti dove quello stradale su gomma è integrato dal trasporto sulla ferrovia, via mare e con aerei.
Uno degli addebiti mossi al progetto del corridoio tirrenico meridionale dal comitato (ccctm) contrario alla sua realizzazione è l’esclusiva previsione del solo trasporto stradale, senza prevedere gli opportuni e necessari collegamenti agli altri mezzi di trasporto.
I motivi sono facilmente intuibili dal punto di vista della sicurezza ogni anno sulle strade in Italia si registrano migliaia di morti.
Economicamente il trasporto su strada è meno conveniente di quello via mare come dimostrato da una trasmissione della Rai che ha seguito due camion nel tragitto Livorno – Palermo su strada e via mare.
Il camion via mare è arrivato quasi due ore prima dell’altro, con la differenza che l’autista nel frattempo si è potuto riposare, il mezzo che ha percorso la strada è dovuto partire con i due autisti che a livello di stress ed impegno sono stati senz’altro peggio di quello che ha viaggiato per mare a discapito della salute e della sicurezza.
Risparmio di tempi e di uomini significa che i prodotti trasporti vengono a costare meno poi agli acquirenti e quindi alla società.
L’inquinamento di metalli pesanti, polveri sottili, rumore è strettamente collegato al traffico su strada.
Senza contare che se le merci vengono tolte dalle strade queste diventano più scorrevoli, con meno traffico e quindi meno pericolo anche per gli altri mezzi.

I verdi, gli ambientalisti, il comitato contro il corridoio sono contro lo sviluppo, l’economia e la realizzazione delle strade?

Realizzazione strade
Questa affermazione è falsa ed è vero il contrario.
La posizione del comitato ccctm è stata da subito chiara, facendo propria la delibera Cipe (Ministero Trasporti e infrastrutture – Primo programma delle Infrastrutture strategiche (Delibera CIPE 12 dicembre 2001) Completamento Corridoio Tirrenico Meridionale (Pontina – A 12 –Appia) e dell’Intesa Generale Quadro tra Ministero dei Trasporti e Infrastrutture e Regione Lazio (del 20 Marzo 2002 Adeguamento della tratta della SS. 148 Pontina fino al raccordo con la SS. Appia come completamento del corridoio tirrenico meridionale) cioè l’accordo tra il Governo (esattamente quello attuale di centro destra con Berlusconi premier), la Regione (anche in questo caso con la stessa attuale amministrazione con Storace governatore), gli Enti locali e le varie organizzazioni di categoria. La delibera Cipe del 12/12/01 individuava nell’adeguamento, ampliamento e messa in sicurezza della SS 148 Pontina (oggi SR) e nella realizzazione della Cisterna Valmontone le opere infrastrutturali necessarie alla provincia di Latina, con un finanziamento di 111 milioni di € per la SS 148 Pontina. Dal 12/12/01, purtroppo, si è continuato a registrare vittime sulla Pontina, ingorghi, ritardi vari dovuti ad incidenti, anche per l’inadeguatezza della sede stradale, la manutenzione carente, senza contare i lavori del comune di Latina per il sottopasso e dell’incrocio a raso con semaforo per collegare i quartieri Q4 e Q5 al centro. Non si hanno notizie precise circa l’importo speso sfruttando i 111 milioni di € di cui sopra, ma la situazione se non è peggiorata sicuramente non è migliorata.
Il comitato ccctm, seguendo le indicazioni del Cipe, degli enti locali, delle organizzazioni categoria ha sempre ribadito l’importanza e la necessità dei collegamenti trasversali all’autostrada esistente, distante qualche decina di km dalla pianura pontina, Oltre alla realizzazione della Cisterna – Valmontone, il comitato proponeva l’adeguamento della SS 156 dei Monti Lepini (i cui lavori sono già iniziati), i collegamenti Fondi – Ceprano e Formia – Cassino. L’adeguamento della strada SS 148, la realizzazione delle altre strade trasversali di collegamento sono progetti che da anni rimangono nel cassetto, senza sapere il perché. Stesso discorso per i progetti di viadotti (ponti) da realizzare in corrispondenza dei vari incroci a raso della SS 148, in particolare nel tratto Borgo Isonzo – Terracina.
E’ facilmente intuibile che la realizzazione di questi viadotti con relativi svincoli, strade di immissione, l’allargamento della sede stradale della SS 148 per tutto l’intero tratto renderebbe scorrevole e sicuro il traffico, con un costo (stimato sempre dal Cipe del 12/12/01) pari ad 1/5 della realizzazione del corridoio tirrenico meridionale. Nella proposta del comitato contro il corridoio tirrenico meridionale l’integrazione del trasporto su strada con la Ferrovia (con qualche km si può collegare Fondi e il mercato ortofrutticolo, ma anche il porto di Gaeta) e soprattutto via mare potenziando i porti già esistenti. Con questo sistema integrato avrebbe finalmente un senso il centro intermodale di Latina Scalo (progettato, finanziato e realizzato sempre da un’amministrazione di centro destra) che, stando alle notizie riportate dai media, dovrebbe essere costato circa 30 milioni di € e sarebbero impiegate solo 2 persone.

Sviluppo ed economia
Stando alle notizie dei giornali nel 2002 e 2003 in provincia di Latina si sono persi circa 3.000 posti di lavoro, con altri 1.200 lavoratori in mobilità nel solo mese di luglio 2004. Secondo alcuni tecnici la perdita dei posti di lavoro è dovuta all’abbassamento della competitività per aver perso le agevolazioni previste dalla Cassa per il Mezzogiorno, con le aziende provenienti dal Nord – Italia e le varie multinazionali straniere che non hanno più i vantaggi precedenti ad effettuare le lavorazioni in provincia di Latina in particolare e in Italia in generale.
Anche la globalizzazione dei mercati, la possibilità di realizzare investimenti e posti di lavoro nei paesi dell’est europeo, dell’Asia, ma anche di paesi europei più dinamici ed attenti (Irlanda, Portogallo, Spagna) dove la tassazione è sicuramente inferiore, il costo dei dipendenti non è paragonabile a quello italiano.
Nel nostro Paese scontiamo rendite di posizione, diritti acquisiti, pensioni baby e comunque importi pagati per pensioni “ricche” che hanno esautorato le finanze delle Casse di previdenza.
Il confronto della provincia di Siena, che, a suo tempo, non ha voluto passasse l’autostrada è evidente, senza le infrastrutture per toglierla dall’isolamento Siena è famosa nel mondo e sinonimo del “made in Italy”.
Forse questa storia del corridoio tirrenico è sventolata per pareggiare gli insuccessi della classe politica e dirigente che ha mancato le Terme, il raddoppio del porto di San Felice Circeo, un nuovo piano regolatore a Latina?

L’agricoltura
A proposito di economia: oltre 500ha di territorio agricolo nei quali sono tuttora presenti colture intensive importanti, saranno cancellati e 4500 aziende saranno messe in ginocchio. L'intero sistema agricolo pontino sarebbe irrimediabilmente stravolto per effetto della messa in cantiere e il passaggio di una grande infrastruttura che darà l'avvio a nuovi processi di urbanizzazione intensiva.
Il passaggio della nuova autostrada, con gravi danni per l’economia locale, sarà un problema anche per le industrie di trasformazione dei prodotti ortofrutticoli della provincia di Latina che dovrà acquistare fuori regione (con aggravio di costi) i relativi prodotti da lavorare.
Questa nuova autostrada sarà un colpo mortale per tutti i riconoscimenti di qualità dei prodotti agricoli della provincia di Latina, qualcuno appena raggiunto, perché la ricaduta dell’inquinamento proveniente dall’autostrada sarà per almeno 300 m per lato. Dove saranno impiegate i circa 10.000 lavoratori che perderanno il posto di lavoro in agricoltura? Nei caselli, oppure nelle stazioni di servizio o nel canale satellitare di Rete 4?

L’ambiente
Nel solo tratto interno al Comune di Roma il percorso trancerà di netto ben due Riserve naturali con un colpo solo: la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano e la Riserva naturale di Decima-Malafede, che costituisce un sistema ecologico di primaria importanza per la Regione. Compromessi anche Siti d'Interesse Comunitario e Zone a Protezione Speciale del sistema Natura 2000. Si determinerà un grave fenomeno di frammentazione ecologica ed un macroscopico impatto sulle falde e il reticolo idrografico. A ridosso del Lago di Fondi il tracciato intercetta alcune sorgenti tra le quali la Sorgente Mazzoccolo che serve i Comuni di Gaeta e Formia, per un totale di 60.000 utenze.

La SS 148 Pontina
Al comitato contro il corridoio tirrenico meridionale è stato obiettato che no, non si poteva raddoppiare la Pontina, realizzare viadotti, sovrappassi, con un costo più basso.
L’ultimo (per ora) progetto del corridoio tirrenico meridionale dimostra l’esatto opposto, le corsie sono diventate 6 (2 per ogni senso di marcia oltre a quella di emergenza), oltre alle complanari, quindi un totale di 8/10 contro le 6 proposte dal Comitato. Quindi per 6 non c’è spazio, ma per 10 sì (che costeranno ovviamente il doppio).
L’ultimo progetto del corridoio prevede ponti, sovrappassi, gallerie ed altre trovate di ingegneria, quindi anche questi (come chiedeva e chiede il comitato cctm) possono essere realizzati.
Naturalmente l’ultimo progetto del corridoio tm prevede che siano demoliti il sottopasso (in corso di realizzazione), così come la rotatoria progettata dall’ASTRAL per la Regione Lazio che sarà finanziata per sostituire un semaforo installato da pochi nell’incrocio con la via Piccarello/Piscina Scura.
Della serie soldi non ce ne sono, ma spendiamoli per opere che durano poco tempo, così possiamo procedere ad un altro appalto.
Attualmente la Pontina è percorsa gratuitamente perché già pagata dai contribuenti, dopo la realizzazione del corridoio tm, la sede stradale (e i relativi introiti) sarà cedute alle società private che dovranno recuperare l’investimento effettuato.
Quindi le centinaia o migliaia di lavoratori che attualmente percorrono la Pontina gratuitamente dovranno pagare con nuovo danno all’economia locale.

Opera illegittima?
Secondo il comitato cctm, il progetto è viziato da numerose violazioni di norme e procedure nazionali e comunitarie. In merito si è già espressa l'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici che con Deliberazione n.1 del 14 gennaio 2004 ha ritenuto che Arcea Lazio SpA, la Società cui la Regione ha affidato la progettazione ed esecuzione dell'opera, ha natura di organismo di diritto Pubblico e come tale è soggetta alle regole della legge Merloni, la legge sugli appalti pubblici. Pertanto la Regione Lazio per la progettazione e l'esecuzione dei lavori doveva espletare regolare gara d'appalto cosa che non ha fatto, violando la libera concorrenza del mercato comunitario.
- 30-03-2004 la Regione Lazio è messa in mora dalla Comunità Europea per il contrasto con l’art. 26 dell’affidamento di incarico alla società Arcea la concessione relativa al tratto stradale relativo al corridoio tirrenico meridionale sulle procedure adottate dalla Regione Lazio, con l'avallo del governo italiano, viola non solo le direttive 93/37/CE in materia di appalti e 92/50/CE sulla fornitura di servizi, ma anche gli articoli 43 e 49 del Trattato dell'Unione relativi alla libertà di stabilimento dei cittadini in uno Stato membro e alla libera prestazione dei servizi all'interno della Comunità - 30/04/2004: l'Italia in tema di valutazione di impatto ambientale non si è ancora adeguata alla normativa europea. Infatti risale al 16 dicembre 2003 la lettera di richiamo che la Commissione europea ha indirizzato al nostro Paese che non ha ancora recepito la Direttiva 97/11/CEE.
In particolare l'Unione Europea contesta all'Italia di aver violato (perchè non è previsto in Italia) l'art. 5 comma 2 della Direttiva nella parte in cui prevede che le Autorità competenti se il committente lo richiede prima di presentare una domanda di autorizzazione, diano il loro parere sulle informazioni che il committente deve fornire. Inoltre l'Unione Europea contesta all'Italia una lacuna normativa non di poco conto relativamente alle aree naturali protette, ritenendo carente il DPR attualmente in vigore (del 12 aprile 1996).

I convegni
Contro la convenienza economica della realizzazione del corridoio tirrenico meridionale e la giustificazione costo/benefici si sono espressi vari convegni svoltesi quest’anno. Difatti, nella stima dei progettisti del corridoio tm, nel 2030 dei 56.927 veicoli giornalieri previsti in transito lungo la nuova autostrada, soltanto 850 verrebbero sottratti alla SS. Pontina, poco più dell'1%.
Nel convegno svoltosi a maggio a Roma, sulle infrastrutture, con lo studio comparativo effettuato dal Politecnico (al convegno è intervenuto il docente d’economia dei trasporti Marco Ponti) e dell’università cattolica di Milano (rappresentata al convegno da Andrea Boitani docente d’economia).
Da un punto di vista tecnico e urbanistico gli altri motivi sull’inutilità dell’opera ad affrontare e a risolvere i problemi della provincia di Latina sono emersi nel convegno che si è svolto a Latina il 15 maggio organizzato dal comitato contro il corridoio tirrenico alla presenza degli esperti Prof. Cervellati ed architetto Ombuen. Non era andato meglio il giorno prima al teatro di Latina, nel convegno organizzato dal giornale Corriere del sud Lazio, dove l’assessore regionale Gargano non si era nemmeno presentato.

L’approvazione del Cipe
Il CIPE ha deliberato nella seduta del 29-9-4 il finanziamento di 259 milioni di euro per la Fiumicino-Formia, il tratto autostradale conosciuto anche come Corridoio Tirrenico Meridionale, ovvero il CIPE finanzia le opere senza stanziare fondi sufficienti: 259 milioni corrispondono al 10% del costo dell’intera opera (2.577 milioni di euro), e al 20% della parte spettante all’amministrazione (60%).
Probabilmente con l’importo stanziato potranno essere realizzati meno di 10 km. In realtà l’importo stanziato, non copre neanche gli oneri di progettazione, per gli espropri e gli indennizzi da pagare ai molti cittadini colpiti dal passaggio di questo mostro di cemento. Oltretutto si tace, fatto gravissimo, che per le opere strategiche della legge Obiettivo (come il Corridoio), la stessa finanziaria stabilisce un limite di spesa per l’esercizio finanziario che non potrà superare complessivamente i 450 milioni di euro. Ciò significa che se tutte le opere strategiche dovessero partire, non sarebbe disponibile la liquidità per coprire neanche le rate annuali dei mutui. Siamo di fronte quindi a risorse virtuali che non consentiranno di avviare l’opera.

I vari progetti del corridoio tm
I vari progetti del corridoio tm, che sono stati annunciati, presentati, abbozzati, hanno lasciato molta incertezza sulla reale fattibilità del progetto, per i danni che verrebbero recati all’agricoltura, all’ambiente, per vari problemi geologici, urbanistici, per l’attraversamento delle città, ma anche per errori evidenti.
Nell’ultimo progetto pubblicato (sarà quello approvato dal Cipe?) il percorso era diverso a seconda delle varie scale di definizione, quindi non si capiva quale fossa la soluzione adottata. Solo per fare un esempio la Pontina veniva percorsa in un caso da nord fino all’incrocio di Borgo San Michele (Migliara 43), in un altro fino al bivio di Sabaudia (Migliara 53) con un errore di addirittura 15 km, cioè oltre il 10%, complimenti!

Opera incompiuta?
L’interrogativo è d’obbligo, per la scarsità del finanziamento, per il preventivo complessivo di tutte le infrastrutture progettate dall’attuale governo che ammontano (stando al sito ufficiale) a quasi 200 miliardi di €, alla difficoltà a reperire il finanziamento in sede europea, com’è successo per il Ponte sullo stretto di Messina. Le varie manovre finanziarie da sole esprimono la sofferenza delle casse statali: il costo del corridoio tm da solo giustifica una delle tante manovre, non sarebbe il caso di abbandonare le opere inutili ed evitare di aggravare la situazione precaria di milioni di famiglie di italiani?
Anche la storia recente delle grandi opere della provincia di Latina non ispira ottimismo.
Oltre alle Terme di Latina, al raddoppio del porto del Circeo, la Frosinone – Mare ha avuto i cantieri aperti per oltre 30 anni prima di essere inaugurata, con dimensioni e caratteristiche che andavano bene nel 1970 e che adesso sono superate anche per sicurezza: 6 morti in 13 mesi dalla sua apertura.
La SS 156 dei Monti Lepini ha tutt’ora, dopo anni di studi, progetti, apertura dei cantieri, dibattiti è ancora un’incognita, lo dimostra la protesta estiva di 8 Sindaci e del presidente dell’Amministrazione provinciale per adeguare il tracciato, per lasciare aperto il vecchio percorso.
Nel comune di Latina ancora non si sa se e quando e come arriverà, probabilmente all’economia del capoluogo non interessa essere collegato in modo idoneo all’autostrada e ai mercati da questa provenienti.
L’adeguamento della Bassianese, del tratto della Monti Lepini/Capograssa da Borgo San Michele al Piccarello è finanziata da anni e si rischi di perdere anche questo treno.
Come si vede c’è il rischio concreto questa autostrada non sarà mai realizzata o completata, oppure se lo sarà arriverà in ritardo, rispetto alle aspettative del centro destra, sicuramente con scelte progettuali che non saranno attuali.

Palermo, Dublino e la Turchia
Nelle varie favole e leggende delle campagne elettorali, qualcuno ha annunciato che la nuova autostrada del corridoio tm, servirà a collegare Palermo con Dublino e ad unire l’Italia con la Turchia.
Qualche altro ha detto il nuovo corridoio collegherà Latina con l’economia dei Castelli Romani. Basta osservare un qualsiasi atlante per chiedere: “dateci una scusa che può essere sostenuta almeno nelle classi elementari”.

postato da: GLV  


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